"Sono state due ore e mezzo di confronto serrato ed abbiamo affrontato in modo esauriente una serie di punti importanti. Abbiamo chiesto la flessibilita' nella riscossione dei tributi, l'impegno a varare norme precise a tutela della sicurezza alimentare per tutelare i nostri prodotti dalla concorrenza sleale di altri Paesi ed abbiamo anche stabilito la partecipazione di alcune imprese siciliane nelle opere che verranno fatte in Libia".
Così il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio, Mario Monti, per discutere, fra i vari temi, la protesta degli autotrasportatori, che ha messo in ginocchio l'Isola con blocchi stradali e proteste.
"Portero' risposte positive perche' abbiamo dialogato con un governo molto serio. La protesta? Non posso prevedere come si evolvera', ma noi abbiamo fatto un buon lavoro. Poi sulle accise sul federalismo dobbiamo sederci e arrivare a una soluzione concordata": lo ha detto il governatore della Sicilia e leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, ospite di 'Coffee Break', in onda su LA7. "Se l'Europa non ci imponesse vincoli particolarissimi e potessimo investire 2 miliardi in credito d'imposta rafforzeremmo il nostro tessuto imprenditoriale, molto fragile, e certamente riusciremmo a far venire investitori non siciliani nel nostro territorio. In quanto al credito ci sarebbe da fare un'indagine approfondita su come sono scomparsi e quanto ci stanno costando il Banco di Sicilia e la Cassa di Risparmio, un danno enorme per la nostra economia", ha concluso Lombardo.
All'incontro, a Roma, erano presenti anche i ministri dell'Interno Anna Maria Cancellieri e dell'Agricoltura Mario Catania. Per la Regione siciliana, presenti l'assessore ai Trasporti Pier Carmelo Russo, all'Economia Gaetano Armao e alla Sanita' Massimo Russo. "Il Governo - ha, inoltre, affermato Lombardo - ci ha detto che nell'ultima riunione del Cipe non c'è stato alcun definanziamento dei fondi per il ponte sullo Stretto di Messina e che si attende l'ok della Valutazione di impatto ambientale per reperire le risorse".
Il Presidente della regione Sicilia ha, infine, definito "positivo" l'incontro con Monti a Palazzo Chigi, appellandosi, poi, al "senso di responsabilita'" di coloro che hanno bloccato la Sicilia per porre "uno stop a danni e disagi".
proprio cosi, lombardo si è sentito dirre "si attacchi al tram", allorchè lui ha risposto, ma se m'attacco al tram a palermo c'arrivo dopo 4 ore". allorchè monti si è stupito.
la nostra autonomia ha dato spazio alla mafia ed alla politica clientelare.
smentirlo è da orbi
grazie Presidente Monte a Lei e al suo staff che usando per nome dll'equità che state dando al paese grazie per per la liberizzazione che ognuno puo fare i cazzi propri a scapito de altri grazie che con il suo modo di fare sta mettendo una nazione in ginocchio grazie per i provedimenti che sta attuando per la crescita del paese grazie per per aver dato il merito a coloro che con il voto basso possono partecipare a concorsi grazie delle vostra lugimeranza di fare un paese di teste vuote grazie Presidente con questi sistemi sembra che la torta sia divisa. manovre di lacrime e sangue continuano e continueranno fino che non ci sara la guerra del pane.
Scusi, allora mettiamoci dentro tutti gli impiegati ministeriali di Roma capitale... o del Banco di Roma che oggi si trova insieme al BDS in Unicredit .. la mammella l'hanno ciucciata in tanti in Italia.
Riconosciamo ognuno i nostri errori e guardiamo avanti, contrapponendo il virtuosismo di alcuni (tutto da dimostrare) contro i mariuli di sempre (tipo siciliani e napoletani); si difendono posizioni che non portano al alcuna soluzione in prospettiva.
Si è sbagliato e bisogna ammeterlo, l'importante e non perseverare. Ecco perché ribadirò fino alla noia che se non si fa il salto di qualità nella rapprtesentanza politica, non andremo da nessuna parte.. nel frattempo, disponendo di quello che c'è, cerchiamo di affiancare chi intraprende iniziative a noi più consone o parteggiamo per il male minore. Con questo sistema otto anni fa avremmo avuto presidente della Regione Siciliana Rita Borsellino che al di là delle sue capacità (non provando non è dimostrabile) non credo che avrebe fatto danni maggiori di Cuffaro, in tutti i sensi da quello pratico a quello di immagine, quella immagine ulteriormente offuscata che oggi ci da a livello mediatico, quello spazio che meritiamo.
Caro amico, se non mettiamo a nudo tutto quello che di negativo, maldestro, truffaldino e chi più ne ha ne metta, della gestione economica e politica delle nostre amministrazioni, resteremo al palo e con una contrapposizione inutile e pericolosa.
Un caro saluto
MX
presidente adesso visto l'operazione alitalia che a inglobato due societa che facevano prezzi giusti, i voli costeranno ai Siciliani da 150.00 in su grazie alle politiche che state portando avanti.
Il problema non sono loro ma siamo noi, poveri ignoranti che ci facciamo prendere per i fondelli quando ci sono le elezioni.
Vi siete chiesti come mai noi popolo con una cultura media votiamo sempre e solo gente laureata ( Avvocati in primis Dottori ecc. ecc.) e non votiamo nessuno del popolo e cioè il ceto medio?
Secondo voi è normale che l'ufficio dell' Entrate sia diretto da Befera che è anche il direttore di Equitalia, il quale dispone di fare accertamenti con successione mazzate ( con studi di settore e quant'altro) poi svende per quattro denari la cartella che per il 90% delle volte non viene neanche notificata all'utente perchè la inviano all'albo dei Comuni e poi passa ad Equitalia che la notifica con un aumento del 300% circa tra more tasse interessi e quant'altro.
Questa è una domanda che ho fatto ad un sindacalista perchè avviene tutto ciò la risposta è semplice, il povero cittadino non finanzia le campagne elettorali dei partiti Equitalia SI, perchè il 60% di Equitalia va allo Stato "SERIT in Sicilia" va alla Regione e cioè sempre hai nostri politici che poi spartiscono la torta e sanno bene come dividerla Consulenze per amici degli amici.
Noi cittadini abbiamo un mezzo quello del voto mandiamoli tutti a casa mettiamo gente del popolo nessun laureato gente se nella vita ha saputo mandare avanti la famiglia e le piccole aziende anche con poche migliaia di euro e sa cosa significa il risparmio e non lo spreco che fanno questi farabutti e ladri.
Mi dispiace non aver potuto partecipare per motivi di salute al movimento dei forconi ma penso sia la strada giusta bisogna ancora continuare a su questa strada e fare una rivoluzione come hanno fatto in Tunisia in Egitto ecc.ecc. ma noi popolo ignorante già ci stiamo ritirando dalla tricea, anzi ci siamo fatti prendere dal panico e abbiamo assaltato i distributori facendo arricchiare ancor di più chi detiene la nostra economia e pagando le accise allo stato, dobbiamo invece fermare l'economia e ricominciare iniziando proprio dal voto gente comune .
Sono con gli onesti e non con quel farabutto di Lombardo che va a Roma per parlare delle grandi instrattrutture ( dove socuramente può avere interessi) e non parla dell'economia della Sicilia l'agricoltura l'artigianato e piccoli imprenditori, già la non può spartire la torta.
Vergogna
mandiamoli a casa ci hanno rotto le palle, commandano loro i banchieri e la massoneria e la frittata e fatta svegliatevi prima che sia troppo tardi. a giugno si uscira dall'euro e ci sara il crollo della Germania
Scusi, allora mettiamoci dentro tutti gli impiegati ministeriali di Roma capitale... o del Banco di Roma che oggi si trova insieme al BDS in Unicredit .. la mammella l'hanno ciucciata in tanti in Italia.
Riconosciamo ognuno i nostri errori e guardiamo avanti, contrapponendo il virtuosismo di alcuni (tutto da dimostrare) contro i mariuli di sempre (tipo siciliani e napoletani); si difendono posizioni che non portano al alcuna soluzione in prospettiva.
Si è sbagliato e bisogna ammeterlo, l'importante e non perseverare. Ecco perché ribadirò fino alla noia che se non si fa il salto di qualità nella rapprtesentanza politica, non andremo da nessuna parte.. nel frattempo, disponendo di quello che c'è, cerchiamo di affiancare chi intraprende iniziative a noi più consone o parteggiamo per il male minore. Con questo sistema otto anni fa avremmo avuto presidente della Regione Siciliana Rita Borsellino che al di là delle sue capacità (non provando non è dimostrabile) non credo che avrebe fatto danni maggiori di Cuffaro, in tutti i sensi da quello pratico a quello di immagine, quella immagine ulteriormente offuscata che oggi ci da a livello mediatico, quello spazio che meritiamo.
Caro amico, se non mettiamo a nudo tutto quello che di negativo, maldestro, truffaldino e chi più ne ha ne metta, della gestione economica e politica delle nostre amministrazioni, resteremo al palo e con una contrapposizione inutile e pericolosa.
Un caro saluto
MX
Concordo con quanto da lei sostenuto. Errare humanum est, sed perseverare diabolicum.
Il problema è, però, aver piena coscienza degli errori commessi e perpetrati nel tempo, per decenni, con il tacito consenso di tutti.
Qui casca l'asino!
In tanti, soprattutto quelli che a quei tempi erano soltanto poco più che bimbi in fasce, preferiscono pensare ai guai siciliani come a qualcosa di imposto dall'alto o da "fuori". Qualcosa di cui siamo tutti stati vittime, insomma. Piuttosto che ammettere l'esistenza deòle evidenti complicità sostanziali che ci sono state nell'atteggiamento "prono" (ma molto comodo) che abbiamo tutti tenuto per gli svariati lustri della cosiddetta "Prima Repubblica".
Se le nuove generazioni di elettori non conoscono ciò che è stato, mi rimane difficile credere che le cose possano cambiare in maniera radicale.
E' il solito vizio dei siciliani. Del resto, piangersi addosso e convincersi di essere delle vittime, è certamente molto più facile e consolatorio che riconoscere di aver approfittato biecamente di una data situazione!
Ed inoltre ..... non costa proprio nessuna fatica!
Per "attingere per oltre 40 anni all'opulenta mammella dello Stato", intendo ciò che anche a Lei dovrebbe apparire lampante, se la Sua probabile giovane età non Le avesse impedito di viverle direttamente certe cose.
Mi riferisco, cioè, (ma è solo uno dei tanti esempi) alle centinaia di migliaia di famiglie siciliane che, per decenni appunto, hanno campato alla grande grazie allo stipendio (o agli stipendi) che portavano a casa dipendenti di Banco di Sicilia, Fincantieri, ENEL, SIP (l'odierna Telecom), ENI, etc., etc., etc. Tutte aziende dagli organici gonfiati al di là di ogni ragionevole limite proprio per regalare il “posto” fisso ai questuanti dei maggiori partiti dell’allora area di governo, ma anche dell’opposizione, locali e nazionali (che poi ai tempi era la stessa cosa). Per non parlare di tutto il comparto dei dipendenti pubblici statali.
Di tutto ciò non si ricorda mai nessuno, ma non si può certo dimenticarsene se si vuole cercare di mantenere un minimo d’onestà intellettuale.
Delle disfunzioni da lei citate (edifici, linee ferroviarie, etc.) nessuno si è mai lamentato quando la realizzazione delle opere da Lei citate portava lavoro e stipendi comodi alle maestranze e lauti finanziamenti ai professionisti siciliani, che si sono anche, per buona parte, riempiti abbondantemente le tasche.
Provi ad informarsi con la gente più anziana di Lei, prima di sentenziare in una maniera così volgare e sboccata oltretutto.
Cordiali saluti.
Scusi, allora mettiamoci dentro tutti gli impiegati ministeriali di Roma capitale... o del Banco di Roma che oggi si trova insieme al BDS in Unicredit .. la mammella l'hanno ciucciata in tanti in Italia.
Riconosciamo ognuno i nostri errori e guardiamo avanti, contrapponendo il virtuosismo di alcuni (tutto da dimostrare) contro i mariuli di sempre (tipo siciliani e napoletani); si difendono posizioni che non portano al alcuna soluzione in prospettiva.
Si è sbagliato e bisogna ammeterlo, l'importante e non perseverare. Ecco perché ribadirò fino alla noia che se non si fa il salto di qualità nella rapprtesentanza politica, non andremo da nessuna parte.. nel frattempo, disponendo di quello che c'è, cerchiamo di affiancare chi intraprende iniziative a noi più consone o parteggiamo per il male minore. Con questo sistema otto anni fa avremmo avuto presidente della Regione Siciliana Rita Borsellino che al di là delle sue capacità (non provando non è dimostrabile) non credo che avrebe fatto danni maggiori di Cuffaro, in tutti i sensi da quello pratico a quello di immagine, quella immagine ulteriormente offuscata che oggi ci da a livello mediatico, quello spazio che meritiamo.
Caro amico, se non mettiamo a nudo tutto quello che di negativo, maldestro, truffaldino e chi più ne ha ne metta, della gestione economica e politica delle nostre amministrazioni, resteremo al palo e con una contrapposizione inutile e pericolosa.
Un caro saluto
MX
Il problema non sono loro ma siamo noi, poveri ignoranti che ci facciamo prendere per i fondelli quando ci sono le elezioni.
Vi siete chiesti come mai noi popolo con una cultura media votiamo sempre e solo gente laureata ( Avvocati in primis Dottori ecc. ecc.) e non votiamo nessuno del popolo e cioè il ceto medio?
Secondo voi è normale che l'ufficio dell' Entrate sia diretto da Befera che è anche il direttore di Equitalia, il quale dispone di fare accertamenti con successione mazzate ( con studi di settore e quant'altro) poi svende per quattro denari la cartella che per il 90% delle volte non viene neanche notificata all'utente perchè la inviano all'albo dei Comuni e poi passa ad Equitalia che la notifica con un aumento del 300% circa tra more tasse interessi e quant'altro.
Questa è una domanda che ho fatto ad un sindacalista perchè avviene tutto ciò la risposta è semplice, il povero cittadino non finanzia le campagne elettorali dei partiti Equitalia SI, perchè il 60% di Equitalia va allo Stato "SERIT in Sicilia" va alla Regione e cioè sempre hai nostri politici che poi spartiscono la torta e sanno bene come dividerla Consulenze per amici degli amici.
Noi cittadini abbiamo un mezzo quello del voto mandiamoli tutti a casa mettiamo gente del popolo nessun laureato gente se nella vita ha saputo mandare avanti la famiglia e le piccole aziende anche con poche migliaia di euro e sa cosa significa il risparmio e non lo spreco che fanno questi farabutti e ladri.
Mi dispiace non aver potuto partecipare per motivi di salute al movimento dei forconi ma penso sia la strada giusta bisogna ancora continuare a su questa strada e fare una rivoluzione come hanno fatto in Tunisia in Egitto ecc.ecc. ma noi popolo ignorante già ci stiamo ritirando dalla tricea, anzi ci siamo fatti prendere dal panico e abbiamo assaltato i distributori facendo arricchiare ancor di più chi detiene la nostra economia e pagando le accise allo stato, dobbiamo invece fermare l'economia e ricominciare iniziando proprio dal voto gente comune .
Sono con gli onesti e non con quel farabutto di Lombardo che va a Roma per parlare delle grandi instrattrutture ( dove socuramente può avere interessi) e non parla dell'economia della Sicilia l'agricoltura l'artigianato e piccoli imprenditori, già la non può spartire la torta.
Vergogna
Per "attingere per oltre 40 anni all'opulenta mammella dello Stato", intendo ciò che anche a Lei dovrebbe apparire lampante, se la Sua probabile giovane età non Le avesse impedito di viverle direttamente certe cose.
Mi riferisco, cioè, (ma è solo uno dei tanti esempi) alle centinaia di migliaia di famiglie siciliane che, per decenni appunto, hanno campato alla grande grazie allo stipendio (o agli stipendi) che portavano a casa dipendenti di Banco di Sicilia, Fincantieri, ENEL, SIP (l'odierna Telecom), ENI, etc., etc., etc. Tutte aziende dagli organici gonfiati al di là di ogni ragionevole limite proprio per regalare il “posto” fisso ai questuanti dei maggiori partiti dell’allora area di governo, ma anche dell’opposizione, locali e nazionali (che poi ai tempi era la stessa cosa). Per non parlare di tutto il comparto dei dipendenti pubblici statali.
Di tutto ciò non si ricorda mai nessuno, ma non si può certo dimenticarsene se si vuole cercare di mantenere un minimo d’onestà intellettuale.
Delle disfunzioni da lei citate (edifici, linee ferroviarie, etc.) nessuno si è mai lamentato quando la realizzazione delle opere da Lei citate portava lavoro e stipendi comodi alle maestranze e lauti finanziamenti ai professionisti siciliani, che si sono anche, per buona parte, riempiti abbondantemente le tasche.
Provi ad informarsi con la gente più anziana di Lei, prima di sentenziare in una maniera così volgare e sboccata oltretutto.
Cordiali saluti.
A parte che da una persona vissuta mi sarei aspettato una risposta nel merito della questione, in ogni caso mi sta elencando aziende private o al massimo a partecipazione statale come Fincantieri, che hanno elargito stipendi a fronte di una prestazione lavorativa e non a gratis, in tutto il territorio nazionale e non soltanto in Sicilia.
Stiamo parlando della Sicilia o dell'italia ? Se gli edifici, linee ferroviarie, scuole, strade, risalgono a 60 e più anni addietro e non vanno avanti per essere rimodernate, ricostruite, migliorate e al passo con i tempi, di quali stipendi e lauti finanziamenti sta parlando ? E le ripeto che alla elargizione di una retribuizione di solito corrisponde una prestazione lavorativa o almeno così dovrebbe essere, dalle sue parti no ?
Per concludere, non so se le risulta che in favore della Sicilia, nel tempo sono stati stanziati ingenti finanziamenti, ripeto
STANZIATI E MAI EROGATI, cosi ha funzionato per anni la cassa del mezzogiorno, che ha operato bene all'inizio (vedi Acquedotto Pugliese), i pochi spiccioli che arrivavano in Sicilia e nel meridione servivano solo a a tacitare i soliti politici, la prova di ciò è evidente, guardando appunto le infrastrutture del sud ridotte ai minimi termini.
Saluti
Basta con sto ponte!!! Sarebbe l'ennesimo danno economico soprattutto per Messina. Sì alle infrastrutture utili ... acquedotti, strade, autostrade, porti, aeroporti e treni ad alta velocità.
E l'attuazione dello Statuto? Apettiamo subito RISULTATI e NON chiacchiere!
solo su una cosa concordo con quello che hai detto, che i partiti nazionali vengono a raccattare voti in sicilia e poi ci fottono come prima e più di prima, tanto la prossima volta basta promettere molto che arriveranno copiosi i voti.
Quello per cui mi permetto di rispondere al commento " Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani etc etc." sei sicuro di quello che dici ? Ma tu hai mai dato un'occhiata agli edifici scolastici, agli ospedali, ai porti, alle strade e autostrade se si possono definire autostrade, alle ferrovie, noi siamo l'unica regione dell'europa con lunghi tratti di ferrovia a binario unico, scusami ma che minchia stai dicendo, ma tu vivi in sicilia ?
Tu dici che con i forconi non si combina niente, invece col voto si, non ti sembra una contraddizione ? E perché non fai il nome di un politico che può portare avanti la difesa del nostro statuto, sono molto curioso. Ma non lo capisci che la politica sia nazionale che siciliana ha clamorosamente fallito. Ricordati che l'assistenzialismo in cui noi ci siamo "crogiolati" è stato sempre funzionale al sistema partitico nazionale, che voleva una sicilia senza aspirazioni concorrenziali rispetto al nord, salvo poi criticarci per questo.
Per "attingere per oltre 40 anni all'opulenta mammella dello Stato", intendo ciò che anche a Lei dovrebbe apparire lampante, se la Sua probabile giovane età non Le avesse impedito di viverle direttamente certe cose.
Mi riferisco, cioè, (ma è solo uno dei tanti esempi) alle centinaia di migliaia di famiglie siciliane che, per decenni appunto, hanno campato alla grande grazie allo stipendio (o agli stipendi) che portavano a casa dipendenti di Banco di Sicilia, Fincantieri, ENEL, SIP (l'odierna Telecom), ENI, etc., etc., etc. Tutte aziende dagli organici gonfiati al di là di ogni ragionevole limite proprio per regalare il “posto” fisso ai questuanti dei maggiori partiti dell’allora area di governo, ma anche dell’opposizione, locali e nazionali (che poi ai tempi era la stessa cosa). Per non parlare di tutto il comparto dei dipendenti pubblici statali.
Di tutto ciò non si ricorda mai nessuno, ma non si può certo dimenticarsene se si vuole cercare di mantenere un minimo d’onestà intellettuale.
Delle disfunzioni da lei citate (edifici, linee ferroviarie, etc.) nessuno si è mai lamentato quando la realizzazione delle opere da Lei citate portava lavoro e stipendi comodi alle maestranze e lauti finanziamenti ai professionisti siciliani, che si sono anche, per buona parte, riempiti abbondantemente le tasche.
Provi ad informarsi con la gente più anziana di Lei, prima di sentenziare in una maniera così volgare e sboccata oltretutto.
Cordiali saluti.
ancora non si è capito bene i risultati di questo incontro, io credo che Lombardo abbia preso a roma solo fischi e pernacchie da Monti, ed un bell'ATTACCATI AL TRAM.
Noi siciliani per loro siamo solo dei Mafiosi, gente da evitare, ma quello che non capisco perchè non si divide questa ITAGLIA che ha portato ai siciliano solo tasse e debiti, oppure ci vogliono spremere sino all'ultimo. questa è la cruda realtà, caro Lombardo dicci la verità, che la sicilia ha bisogno solo di questa. LA VERITA'
proprio cosi, lombardo si è sentito dirre "si attacchi al tram", allorchè lui ha risposto, ma se m'attacco al tram a palermo c'arrivo dopo 4 ore". allorchè monti si è stupito.
la nostra autonomia ha dato spazio alla mafia ed alla politica clientelare.
smentirlo è da orbi
ancora non si è capito bene i risultati di questo incontro, io credo che Lombardo abbia preso a roma solo fischi e pernacchie da Monti, ed un bell'ATTACCATI AL TRAM.
Noi siciliani per loro siamo solo dei Mafiosi, gente da evitare, ma quello che non capisco perchè non si divide questa ITAGLIA che ha portato ai siciliano solo tasse e debiti, oppure ci vogliono spremere sino all'ultimo. questa è la cruda realtà, caro Lombardo dicci la verità, che la sicilia ha bisogno solo di questa. LA VERITA'
Tutte le iniziative atte a garantire il rispetto del nostro Statuto, hanno necessità di essere sostenute politicamente.
L'unico modo di fare ciò è creare le condizioni perché una formazione politica autonomista, possibilmente federata con analoghe compagini di altre realtà regionali, si rinforzi sempre più, sia a livello locale che nazionale.
Non vedo altre strade.
Le proteste in stile "Forconi" o quelle ancora più radicali, non fanno altro che danni senza produrre risultati concreti.
Si poteva ipotizzare che iniziative del genere fossero efficaci solo ai tempi del primo dopoguerra, quando queste battaglie furono combattute (molto più seriamente di quanto si sia mai fatto sino ad oggi, però) contro un'autorità nazionale nascente e non ancora politicamente e socialmente strutturata.
Adesso, dopo decenni e decenni di assistenzialismo statale nei confronti della nostra regione, in cui ci siamo crogiolati comodamente da generazioni, pretendere di tornare al sistema economico-tributario indipendente previsto dallo Statuto, non si può certo fare in tempi brevi ne pretendendo di evitarne i costi in termini economici e sociali.
Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani dalle allora opulente “mammelle dello Stato centrale”. Sarebbe poco serio negare un fatto del genere.
Per ottenere il rispetto del nostro Statuto di realtà indipendente, federata con lo Stato italiano, non si può certo pretendere, insomma, di avere “a vutti china e a mugghieri ‘mmriaca”!
Per ricevere bisogna anche dare. Dopo tutto è ovvio.
Saremo pronti ad un passo del genere, come hanno già fatto altre entità regionali in tutta Europa (vedi la spagna, per esempio) solo se dimostreremo di essere in grado di sostenere tutti insieme una politica autenticamente autonomista, coscienti dei sacrifici che ciò comporta, prima ancora dei benefici che certamente ci porterà.
E questo non è ancora stato fatto. Ne mai sarà fatto, se continueremo a sostenere partiti che vengono a raccattare voti in Sicilia e poi se ne infischiano sistematicamente delle esigenze di quest’isola martoriata.
Il solito vecchio problema, insomma. Senza risolvere il quale, però, non andremo mai da nessuna parte. Con o senza i “Forconi” di oggi e di domani.
solo su una cosa concordo con quello che hai detto, che i partiti nazionali vengono a raccattare voti in sicilia e poi ci fottono come prima e più di prima, tanto la prossima volta basta promettere molto che arriveranno copiosi i voti.
Quello per cui mi permetto di rispondere al commento " Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani etc etc." sei sicuro di quello che dici ? Ma tu hai mai dato un'occhiata agli edifici scolastici, agli ospedali, ai porti, alle strade e autostrade se si possono definire autostrade, alle ferrovie, noi siamo l'unica regione dell'europa con lunghi tratti di ferrovia a binario unico, scusami ma che minchia stai dicendo, ma tu vivi in sicilia ?
Tu dici che con i forconi non si combina niente, invece col voto si, non ti sembra una contraddizione ? E perché non fai il nome di un politico che può portare avanti la difesa del nostro statuto, sono molto curioso. Ma non lo capisci che la politica sia nazionale che siciliana ha clamorosamente fallito. Ricordati che l'assistenzialismo in cui noi ci siamo "crogiolati" è stato sempre funzionale al sistema partitico nazionale, che voleva una sicilia senza aspirazioni concorrenziali rispetto al nord, salvo poi criticarci per questo.
lombardo è tornato con la coda tra le gambe e non ha saputo spiegarlo.
per cui torna a dire che il ponte non e' accantonato e che non c'e' alcun problema irrisolvibile, anzi... GRAZIE A LUI ...vedremo..
chi vuole votare i partiti territoriali, voti pure per il PID. Li' c'e' tanto spazio e tanta voglia di far del bene .....
Tutte le iniziative atte a garantire il rispetto del nostro Statuto, hanno necessità di essere sostenute politicamente.
L'unico modo di fare ciò è creare le condizioni perché una formazione politica autonomista, possibilmente federata con analoghe compagini di altre realtà regionali, si rinforzi sempre più, sia a livello locale che nazionale.
Non vedo altre strade.
Le proteste in stile "Forconi" o quelle ancora più radicali, non fanno altro che danni senza produrre risultati concreti.
Si poteva ipotizzare che iniziative del genere fossero efficaci solo ai tempi del primo dopoguerra, quando queste battaglie furono combattute (molto più seriamente di quanto si sia mai fatto sino ad oggi, però) contro un'autorità nazionale nascente e non ancora politicamente e socialmente strutturata.
Adesso, dopo decenni e decenni di assistenzialismo statale nei confronti della nostra regione, in cui ci siamo crogiolati comodamente da generazioni, pretendere di tornare al sistema economico-tributario indipendente previsto dallo Statuto, non si può certo fare in tempi brevi ne pretendendo di evitarne i costi in termini economici e sociali.
Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani dalle allora opulente “mammelle dello Stato centrale”. Sarebbe poco serio negare un fatto del genere.
Per ottenere il rispetto del nostro Statuto di realtà indipendente, federata con lo Stato italiano, non si può certo pretendere, insomma, di avere “a vutti china e a mugghieri ‘mmriaca”!
Per ricevere bisogna anche dare. Dopo tutto è ovvio.
Saremo pronti ad un passo del genere, come hanno già fatto altre entità regionali in tutta Europa (vedi la spagna, per esempio) solo se dimostreremo di essere in grado di sostenere tutti insieme una politica autenticamente autonomista, coscienti dei sacrifici che ciò comporta, prima ancora dei benefici che certamente ci porterà.
E questo non è ancora stato fatto. Ne mai sarà fatto, se continueremo a sostenere partiti che vengono a raccattare voti in Sicilia e poi se ne infischiano sistematicamente delle esigenze di quest’isola martoriata.
Il solito vecchio problema, insomma. Senza risolvere il quale, però, non andremo mai da nessuna parte. Con o senza i “Forconi” di oggi e di domani.
Infatti dobbiamo smetterla finalmente di votare i partiti nazionali, dobbiamo puntare solo sui partiti territoriali !!!
Nelle prossime settimane saranno istituiti dei " TAVOLI",la cosa mi preoccupa,nei tavoli si mangia,e vedrete che saranno invitati i sindacati,politici vari,istituzioni,ecc.ecc.i siciliani staranno ha guardare e strngeranno la cinghia.
se fate male al popolo siete maledetti voi e le nostre famiglie per intere generazioni.
Tutte le iniziative atte a garantire il rispetto del nostro Statuto, hanno necessità di essere sostenute politicamente.
L'unico modo di fare ciò è creare le condizioni perché una formazione politica autonomista, possibilmente federata con analoghe compagini di altre realtà regionali, si rinforzi sempre più, sia a livello locale che nazionale.
Non vedo altre strade.
Le proteste in stile "Forconi" o quelle ancora più radicali, non fanno altro che danni senza produrre risultati concreti.
Si poteva ipotizzare che iniziative del genere fossero efficaci solo ai tempi del primo dopoguerra, quando queste battaglie furono combattute (molto più seriamente di quanto si sia mai fatto sino ad oggi, però) contro un'autorità nazionale nascente e non ancora politicamente e socialmente strutturata.
Adesso, dopo decenni e decenni di assistenzialismo statale nei confronti della nostra regione, in cui ci siamo crogiolati comodamente da generazioni, pretendere di tornare al sistema economico-tributario indipendente previsto dallo Statuto, non si può certo fare in tempi brevi ne pretendendo di evitarne i costi in termini economici e sociali.
Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani dalle allora opulente “mammelle dello Stato centrale”. Sarebbe poco serio negare un fatto del genere.
Per ottenere il rispetto del nostro Statuto di realtà indipendente, federata con lo Stato italiano, non si può certo pretendere, insomma, di avere “a vutti china e a mugghieri ‘mmriaca”!
Per ricevere bisogna anche dare. Dopo tutto è ovvio.
Saremo pronti ad un passo del genere, come hanno già fatto altre entità regionali in tutta Europa (vedi la spagna, per esempio) solo se dimostreremo di essere in grado di sostenere tutti insieme una politica autenticamente autonomista, coscienti dei sacrifici che ciò comporta, prima ancora dei benefici che certamente ci porterà.
E questo non è ancora stato fatto. Ne mai sarà fatto, se continueremo a sostenere partiti che vengono a raccattare voti in Sicilia e poi se ne infischiano sistematicamente delle esigenze di quest’isola martoriata.
Il solito vecchio problema, insomma. Senza risolvere il quale, però, non andremo mai da nessuna parte. Con o senza i “Forconi” di oggi e di domani.
Nelle prossime settimane saranno istituiti dei " TAVOLI",la cosa mi preoccupa,nei tavoli si mangia,e vedrete che saranno invitati i sindacati,politici vari,istituzioni,ecc.ecc.i siciliani staranno ha guardare e strngeranno la cinghia.
Tutte le iniziative atte a garantire il rispetto del nostro Statuto, hanno necessità di essere sostenute politicamente.
L'unico modo di fare ciò è creare le condizioni perché una formazione politica autonomista, possibilmente federata con analoghe compagini di altre realtà regionali, si rinforzi sempre più, sia a livello locale che nazionale.
Non vedo altre strade.
Le proteste in stile "Forconi" o quelle ancora più radicali, non fanno altro che danni senza produrre risultati concreti.
Si poteva ipotizzare che iniziative del genere fossero efficaci solo ai tempi del primo dopoguerra, quando queste battaglie furono combattute (molto più seriamente di quanto si sia mai fatto sino ad oggi, però) contro un'autorità nazionale nascente e non ancora politicamente e socialmente strutturata.
Adesso, dopo decenni e decenni di assistenzialismo statale nei confronti della nostra regione, in cui ci siamo crogiolati comodamente da generazioni, pretendere di tornare al sistema economico-tributario indipendente previsto dallo Statuto, non si può certo fare in tempi brevi ne pretendendo di evitarne i costi in termini economici e sociali.
Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani dalle allora opulente “mammelle dello Stato centrale”. Sarebbe poco serio negare un fatto del genere.
Per ottenere il rispetto del nostro Statuto di realtà indipendente, federata con lo Stato italiano, non si può certo pretendere, insomma, di avere “a vutti china e a mugghieri ‘mmriaca”!
Per ricevere bisogna anche dare. Dopo tutto è ovvio.
Saremo pronti ad un passo del genere, come hanno già fatto altre entità regionali in tutta Europa (vedi la spagna, per esempio) solo se dimostreremo di essere in grado di sostenere tutti insieme una politica autenticamente autonomista, coscienti dei sacrifici che ciò comporta, prima ancora dei benefici che certamente ci porterà.
E questo non è ancora stato fatto. Ne mai sarà fatto, se continueremo a sostenere partiti che vengono a raccattare voti in Sicilia e poi se ne infischiano sistematicamente delle esigenze di quest’isola martoriata.
Il solito vecchio problema, insomma. Senza risolvere il quale, però, non andremo mai da nessuna parte. Con o senza i “Forconi” di oggi e di domani.
il teatrino continua la poliica di prendere tempo.
Tutte le iniziative atte a garantire il rispetto del nostro Statuto, hanno necessità di essere sostenute politicamente.
L'unico modo di fare ciò è creare le condizioni perché una formazione politica autonomista, possibilmente federata con analoghe compagini di altre realtà regionali, si rinforzi sempre più, sia a livello locale che nazionale.
Non vedo altre strade.
Le proteste in stile "Forconi" o quelle ancora più radicali, non fanno altro che danni senza produrre risultati concreti.
Si poteva ipotizzare che iniziative del genere fossero efficaci solo ai tempi del primo dopoguerra, quando queste battaglie furono combattute (molto più seriamente di quanto si sia mai fatto sino ad oggi, però) contro un'autorità nazionale nascente e non ancora politicamente e socialmente strutturata.
Adesso, dopo decenni e decenni di assistenzialismo statale nei confronti della nostra regione, in cui ci siamo crogiolati comodamente da generazioni, pretendere di tornare al sistema economico-tributario indipendente previsto dallo Statuto, non si può certo fare in tempi brevi ne pretendendo di evitarne i costi in termini economici e sociali.
Bisogna ammettere che la Sicilia, per più di 40 anni, ha attinto a piene mani dalle allora opulente “mammelle dello Stato centrale”. Sarebbe poco serio negare un fatto del genere.
Per ottenere il rispetto del nostro Statuto di realtà indipendente, federata con lo Stato italiano, non si può certo pretendere, insomma, di avere “a vutti china e a mugghieri ‘mmriaca”!
Per ricevere bisogna anche dare. Dopo tutto è ovvio.
Saremo pronti ad un passo del genere, come hanno già fatto altre entità regionali in tutta Europa (vedi la spagna, per esempio) solo se dimostreremo di essere in grado di sostenere tutti insieme una politica autenticamente autonomista, coscienti dei sacrifici che ciò comporta, prima ancora dei benefici che certamente ci porterà.
E questo non è ancora stato fatto. Ne mai sarà fatto, se continueremo a sostenere partiti che vengono a raccattare voti in Sicilia e poi se ne infischiano sistematicamente delle esigenze di quest’isola martoriata.
Il solito vecchio problema, insomma. Senza risolvere il quale, però, non andremo mai da nessuna parte. Con o senza i “Forconi” di oggi e di domani.
Mi sembra un pò pochino per due ore e mezzo di colloquio, sentiremo in giornata se Lombardo avrà qualche cosa da aggiungere... in caso contrario mi pare molto deludente.
MX
Caro Lombardo e caro Monti, noi siciliani vogliamo vivere nella legalità e per questo chiediamo l'immediata applicazione dello Statuto Speciale siciliano che fa parte della Costituzione italiana!
La vera grande illegalità in Sicilia è stata quella di avere calpestato lo Statuto!
Siamo pronti ad ascoltarvi, questo è positivo no !?
Per il resto scordatevi lo Statuto Speciale e tutto il resto.
E ci mancherebbe che non fosse stato un "incontro positivo"! Cosa volevate che dicesse? Pensavate che dicesse è stata una disfatta? Pensavate che dicesse da domani si avvia un percorso per varare le norme di attuazione dello Statuto? Sognatori! Solo fumo purtroppo! L'arrosto se lo sono già diviso, mangiato e digerito! Purtroppo chi tardi arriva male alloggia e ... e non ci sono nemmeno posti letto ... quindi cari Siciliani ... accomodiamoci in baraccopoli e mettiamoci in fila col cappello in mano perchè la nostra storia ed il nostro futuro è da pezzenti ed accattoni!
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