"Non voglio che nessuno lasci moglie e amici. Gli altri compagni di partito hanno dimostrato di non volerci stare e si sono differenziati. E' chiaro che chi ha un assessore in giunta lo ritirerà". L'ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo (parlando ai giovani corsisti della Summer school di Filaga, tra cui studenti della Costa D'Avorio), commentando i rapporti tra il leader del Pdl-Sicilia Gianfranco Micciché e Berlusconi.
"Mercoledì
o giovedì - ha aggiunto - incontrerò Berlusconi, gli porrò alcuni punti sulle tre vertenze che abbiamo in corso". A margine del dibattito, Lombardo ha poi risposto a distanza alle dichiarazioni del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo: "Le verifiche le possiamo fare ogni giorno, e se non ci sono i numeri andiamo casa". Ad ogni modo, Lombardo ha escluso un ritorno alla vecchia coalizione: "Tornare al centrodestra e all'alleanza con l'Udc e il Pdl mi pare a dir poco improbabile. Punteremo a un patto di legislatura - ha spiegato - che non duri solo due anni, perché è chiaro che non si può stare oggi dalla parte delle riforme e domani dalla parte di chi le ostacola. Andiamo avanti secondo percorso indicato, con chi ci sta". Quindi, il governatore è tornato sulla polemica innescata dopo le nomine alla Regione: "E' vero, per la prima volta ho fatto di testa mia e non si è lottizzato. I nominati non so chi siano, ho incontrato ad esempio una sola volta l'architetto Tusa a Trapani. Conosco la Greco, l'ho incontrata tre mesi fa e mi ha detto che ha votato per la Finocchiaro. Le ho risposto: grazie per la lealtà".