Il divieto di utilizzo delle strutture sanitarie pubbliche da parte di personale medico non strutturato, maggiore controllo dell'esercizio della libera professione medica intramuraria e l'obbligo per le aziende sanitarie di pubblicare in internet le tipologie di prestazioni, le tariffe, le fasce orarie, le strutture adibite di pertinenza dell'Azienda e gli studi professionali privati. Questi sono alcuni dei punti contenuti nella direttiva che l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo
ha inviato ai direttori generali delle aziende del servizio sanitario regionale e al dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica. In particolare nelle aziende ospedaliero-universitarie, gli specializzandi e i borsisti devono "costantemente svolgere la loro attività - si legge nella direttiva - sotto il diretto controllo dei responsabili dei reparti e dei tutor". Per quanto riguarda l'attività libero professionale "saranno avviate forme di vigilanza - continua - garantendo che l'attività istituzionale sia prevalente rispetto a quella libero professionale. Chi non rispetterà i limiti autorizzati sarà sanzionato". Saranno pubblicati sul sito internet di ogni Azienda anche gli emolumenti "conseguenti all'esercizio - aggiunge - della libera professione medica intramuraria". Nella direttiva l'assessore Russo chiede, infine, alle direzioni aziendali di "ridurre le liste d'attesa e ad assicurare la funzionalità delle strutture".