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Castiglione attende Miccichè a braccia aperte, Lombardo no. L’ombra di Berlusconi sul patto di legislatura

03 settembre 2010 13:00
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Sembra il discorso dei tre sordi, ognuno parla per conto suo. Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, vuole il patto di legislatura, Gianfranco Miccichè, che rappresenta ancora oggi il Pdl Sicilia, elude la proposta e lo sollecita a non prestare orecchio alle sirene del PD, promettendo che il suo gruppo è pronto a fare la sua parte “come in passato”. Che significa ben poco o niente perché si tratta di ricomporre un’alleanza virtuale che non sta più né in cielo né in terrea sia per le difficoltà che hanno caratterizzato il rapporto fra le sue componenti sin dall’inizio sia per gli eventi più recenti che propongono un’evoluzione significativa all’interno del Pdl siciliano caratterizzata dal ritorno a casa di Miccichè su cui pende la spada di Damocle dell’automatica estromissione dal partito (stando all’annuncio del coordinatore nazionale e responsabile dell’organizzazione, Denis Verdini).



Il rientro, per amore e per forza, nella casa madre ha delle conseguenze notevoli perché il Pdl siciliano ha una linea di contrasto con il governo guidato da Lombardo: non vuole tenerlo in piedi un giorno in più. Ma Miccichè si smarca e da questa strettoia tenta di uscire proponendo un improbabile ravvicinamento di Lombardo con Udc e Pdl. Più un auspicio lanciato per onor di firma che una prospettiva politica.

Miccichè ha però fatto sapere che la prossima settimana incontrerà Berlusconi e chiarirà tutto. Siccome lo incontra ogni settimana, questo evento non dovrebbe essere diverso dagli altri. Se Miccichè lo carica di aspettative vuol dire che ha buone ragioni per farlo. Gli sottoporrà la questione Lombardo, sulla quale, invero, Berlusconi avrebbe  chiesto cautela (insieme all’urgente normalizzazione del Pdl).

Quali assicurazioni potrà dare Berlusconi a Miccichè sul fronte governo e la sua tenuta? Praticamente nessuna, a meno che non venga conferito a Miccichè l’incarico di coordinatore unico regionale del Pdl in Sicilia. “Lo aspettiamo con le braccia aperte”, ha dichiarato Giuseppe Castiglione che gongola al pensiero di una Canossa. Castiglione, infatti, non mette affatto in conto la probabilità di un simile incarico che provocherebbe forti reazioni nell’Isola. Eppure alcune voci danno per fatto l’accordo raggiunto fra Schifani e Alfano con Miccichè, i cui termini tuttavia non sono noti. Difficilmente Miccichè riceverà in dote il partito in cambio del suo ritorno, difficilmente i suoi seguaci accetteranno a scatola chiusa l’esito della trattativa anche per le sue implicazioni sulla partecipazione al governo.

C’è stata una anteprima di ciò che potrebbe accadere nel Pdl Sicilia . Le nomine nel dipartimento dei Beni culturali - 270 posizioni dirigenziali – aveva no provocato una reazione polemica di Gianfranco Miccichè,  contraddetta dal parere favorevole di due assessori vicini a Miccichè, Cimino e Bufardeci. Miccichè ne ha preso atto e si è corretto: ““Le nomine dei soprintendenti sono scelte tecniche e non politiche. I nomi sono stati selezionati dal dirigente generale, Gesualdo Campo, e mi va benissimo”.

La prossima settimana potrebbe essere cruciale, sia per l’evoluzione del quadro politico nazionale (Fini a Mirabello, probiviri per i finiani ecc), sia per l’esito del colloquio annunciato da Miccichè con Berlusconi. Il patto di legislatura impone scelte precise, i margini di scelta sono davvero angusti.
 

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Anonimo 04 settembre 2010   10:11

Castiglione attende Miccichè a braccia aperte, Lombardo no.

In effetti Micchichè sarebbe furi posto anche nella foto considerato che non ha il riporto.Provi a farselo pure lui.

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