(Enzo Coniglio) L’area del Mediterraneo è quella che cresce di più al mondo se si esclude la Cina con circa 600 milioni di cittadini che effettuano scambi per oltre 160 miliardi di Euro di cui oltre un terzo controllati dall’Italia, primo partner commerciale dell’area a livello europeo. Si tratta di 60 miliardi che soprattuto in un momento di vacche magre non è poca cosa.
Ma a coglierne le opportunità e a trarne quindi maggiore vantaggio
Caro Amico,
non è mio stile driblare.
Quando si effettua una analisi così complessa ed estesa ad un'area di primario interesse, si anlizzano molte variabili e si conclude la prima parte individuando alcune possibili premesse. Tali premesse vengono a sua volta verificate e, per successive approssimazioni si giunge a delle conclusioni più o meno provvisorie che hanno una percentuale di veridicità. Le analisi prettamente economiche ed espresse in valori numerici sono normalmente più facili rispetto a quelle che implicano dei valori definitori concettuali.
Il caso della Libia è oggettivamente molto complesso per la complessità del personaggio, per gli elementi emotivi extra economici che possono influenzare alcuni giudizi e perchè la stessa analisi economica di alcuni fattori, come ad esempio l'impatto degli investimenti libici in Unicredit non è stata ancora completata dagli organi preposti.
In ogni caso - se è questo che Lei vuol sapere - la crescita economica della Libia, l'investimento della Libia in Italia o il pagamento dei fondi italiani alla Libia non modificano affatto il quadro positivo di riferimento da me presentato per la sponda Sud del Mediterraneo. Anzi possiamo tranquillamente escludere la Libia dall'analisi e, rebus sic stantibus, nnon avremo alcuna conclusione diversa.
Spero di aver risposto alla Sua preoccupazione.
Buon fine settimana
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
grazie per la risposta.
Anche se ..quando ci vanno di mezzo persone in carne e ossa avrei sperato che la preoccupazione non fosse solo mia.
io non sono un analista, ma non dò condanne ne vado a delle conclusioni, mi ponevo solo una domanda ....forte..e gradivo un suo commento, e vista la visita di Gheddafi che ribadiva l'accordo con l'italia con ulteriore richiesta di soldi l'argomento lo vedevo di grande attualità.
Ma come spesso mi capita lei tende a driblare le domande rispondendo ad altro. sta imparando il politichese ( o forse lo conosce già)
un saluto
Caro Amico,
non è mio stile driblare.
Quando si effettua una analisi così complessa ed estesa ad un'area di primario interesse, si anlizzano molte variabili e si conclude la prima parte individuando alcune possibili premesse. Tali premesse vengono a sua volta verificate e, per successive approssimazioni si giunge a delle conclusioni più o meno provvisorie che hanno una percentuale di veridicità. Le analisi prettamente economiche ed espresse in valori numerici sono normalmente più facili rispetto a quelle che implicano dei valori definitori concettuali.
Il caso della Libia è oggettivamente molto complesso per la complessità del personaggio, per gli elementi emotivi extra economici che possono influenzare alcuni giudizi e perchè la stessa analisi economica di alcuni fattori, come ad esempio l'impatto degli investimenti libici in Unicredit non è stata ancora completata dagli organi preposti.
In ogni caso - se è questo che Lei vuol sapere - la crescita economica della Libia, l'investimento della Libia in Italia o il pagamento dei fondi italiani alla Libia non modificano affatto il quadro positivo di riferimento da me presentato per la sponda Sud del Mediterraneo. Anzi possiamo tranquillamente escludere la Libia dall'analisi e, rebus sic stantibus, nnon avremo alcuna conclusione diversa.
Spero di aver risposto alla Sua preoccupazione.
Buon fine settimana
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Caro Amico,
La mia è una analisi, compiuta con la metodologia propria dell'analista e qui mi fermo. La tua è gia una conclusione e una condanna di cui non conosco il percorso analitico e quindi non sono in grado di rispondere.
EC
io non sono un analista, ma non dò condanne ne vado a delle conclusioni, mi ponevo solo una domanda ....forte..e gradivo un suo commento, e vista la visita di Gheddafi che ribadiva l'accordo con l'italia con ulteriore richiesta di soldi l'argomento lo vedevo di grande attualità.
Ma come spesso mi capita lei tende a driblare le domande rispondendo ad altro. sta imparando il politichese ( o forse lo conosce già)
un saluto
Sig Coniglio, dato che non si vive di solo pane, mi aspettavo un commento al mio del
| 01 settembre 2010 20:10 |
spero che trovi del tempo sono curioso di sapere come la pensa.
Caro Amico,
La mia è una analisi, compiuta con la metodologia propria dell'analista e qui mi fermo. La tua è gia una conclusione e una condanna di cui non conosco il percorso analitico e quindi non sono in grado di rispondere.
EC
Sig Coniglio, dato che non si vive di solo pane, mi aspettavo un commento al mio del
| 01 settembre 2010 20:10 |
spero che trovi del tempo sono curioso di sapere come la pensa.
Caro Mx,
grazie innanzitutto per il Tuo intervento puntuale e costruttivo.
L'obiettivo che mi propongo con una serie di articoli sulla Sicilia nell'area EuroMediterranea è duplice:
1. fornire informazioni puntuali incontrovertibili citando sempre scrupolosamente le persone coinvolte ed eventuali fonti primarie in modo che chiunque possa verificare le affermazioni e i dati;
2. offrire indicazioni operative su quanto in concreto si sta facendo di essenziale in Italia o negli altri Paesi in modo da stimolare l'azione in funzione di un inserimento reale della Sicilia nella sua area naturale geopolitica e geoeconomica che è appunto quella Mediterranea ed EroMediterranea anche se si sta prospettando ora una terza sub area che potremmo chiamare MedAsiatica.
Forse Ti sarai chiesto perchè lo faccio. La mia risposta è estremamente semplice e lineare e la riassumerei in questa serie di proposizioni.
1. la nostra Sicilia è sull'orlo della catastrofe a giudicare dai fondamentali e, cosa peggiore, non esiste ancora un piano operativo capace di tirarci fuori da questo baratro.
2. Ma quello che è peggio è che invece di metterci a studiare con serietà la realtà, si continua a parlare a vanvera, sentenziando a destra e a sinistra contro gli eventuali untori invocando nuove elezioni come se gli elettori generici abbiano il bandolo della matassa e ignorando i problemi reali.
3. Si arriva persino a dichiarare che la prima delle priorità sia un Decreto sul Processo breve obbligando il Presidente della Republbica a suggerire al Parlamento di occuparsi come priorità reale della crisi economica perchè avremo un autunno particolarmente triste per gli ulteriori 500.000 italiani che risschiano di rimanere senza lavoro, fondamento di autentica libertà e democrazia.
4. In questo contesto, ciascuno di noi è chiamato ad offrire quelle competenze che ha maturato nel corso della sua vita; ad agire da tecnico in una visione "politica" intesa nell'accezione classica di gestione dei beni della comunità. Il vero Governo tecnico-politico dobbiamo realizzarlo tutti noi insieme mettendo insieme le nostre competenze.
Con l'augurio che altri nostri corregionali, avvocati, ingegnieri, docenti, economisti, uomini di Chiesa, operatori economici e finanziari, industriali, commercianti... ci seguano e collaborino così a ricreare una autentica coscenza pubblica che recuperi i valori sacrali della Giustizia, della Legalità e dello Sviluppo ridando così alla società una minima parte di quello che essa ci ha donato per tanti anni.
Un caro saluto
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Lo stesso Presidente
Caro Enzo,
la tua disamina è puntuale ed il percorso intrapreso è sicuramente strategico, lo abbiamo ribadito più volte che la Sicilia deve integrarsi strategicamente nel bacino del Mediterraneo condividendo alcuni aspetti culturali, storici ed aggiungo io religiosi. Quest'ultimo aspetto, tra l'altro, ci pone in una posizione preferenziale ed unica nel Mediterraneo, avendo ospitato nei secoli popoli di religione musulmana, ortodossa, cristiana e gestendo a volte una convivenza che oggi altrove sembra impossibile.
Però per porci all'altezza degli altri paesi del Mediterraneo in enorme crescita economica (in rapporto con la crisi generalizzata europea e del mondo occidentale)e in una fase evolutiva non indifferente dal punto di vista delle strutture e dei servizi, è necessario un piano di sviluppo strutturale, appunto, adeguato.
Per intenderci i grandi lavori del passante ferroviario + linee tram dei Palermo ed i lavori di Catania sono ben poca cosa in raffronto con lo sviluppo che stanno seguendo la Tunisia, il Marocco, l'Egitto, la Turchia.. Sarebbe opportuno seguire, come consiglia Enzo Coniglio, con più competenza ed informazione diretta (attraverso internet ovviamente... o riscontri diretti) ciò che sta avvenendo in quei paesi evitando i soliti stereotipi e valutando attentamente quegli aspetti utili per lo sviluppo della Sicilia, grande isola al centro del Mediterraneo.
Un caro saluto
MX
Caro Mx,
grazie innanzitutto per il Tuo intervento puntuale e costruttivo.
L'obiettivo che mi propongo con una serie di articoli sulla Sicilia nell'area EuroMediterranea è duplice:
1. fornire informazioni puntuali incontrovertibili citando sempre scrupolosamente le persone coinvolte ed eventuali fonti primarie in modo che chiunque possa verificare le affermazioni e i dati;
2. offrire indicazioni operative su quanto in concreto si sta facendo di essenziale in Italia o negli altri Paesi in modo da stimolare l'azione in funzione di un inserimento reale della Sicilia nella sua area naturale geopolitica e geoeconomica che è appunto quella Mediterranea ed EroMediterranea anche se si sta prospettando ora una terza sub area che potremmo chiamare MedAsiatica.
Forse Ti sarai chiesto perchè lo faccio. La mia risposta è estremamente semplice e lineare e la riassumerei in questa serie di proposizioni.
1. la nostra Sicilia è sull'orlo della catastrofe a giudicare dai fondamentali e, cosa peggiore, non esiste ancora un piano operativo capace di tirarci fuori da questo baratro.
2. Ma quello che è peggio è che invece di metterci a studiare con serietà la realtà, si continua a parlare a vanvera, sentenziando a destra e a sinistra contro gli eventuali untori invocando nuove elezioni come se gli elettori generici abbiano il bandolo della matassa e ignorando i problemi reali.
3. Si arriva persino a dichiarare che la prima delle priorità sia un Decreto sul Processo breve obbligando il Presidente della Republbica a suggerire al Parlamento di occuparsi come priorità reale della crisi economica perchè avremo un autunno particolarmente triste per gli ulteriori 500.000 italiani che risschiano di rimanere senza lavoro, fondamento di autentica libertà e democrazia.
4. In questo contesto, ciascuno di noi è chiamato ad offrire quelle competenze che ha maturato nel corso della sua vita; ad agire da tecnico in una visione "politica" intesa nell'accezione classica di gestione dei beni della comunità. Il vero Governo tecnico-politico dobbiamo realizzarlo tutti noi insieme mettendo insieme le nostre competenze.
Con l'augurio che altri nostri corregionali, avvocati, ingegnieri, docenti, economisti, uomini di Chiesa, operatori economici e finanziari, industriali, commercianti... ci seguano e collaborino così a ricreare una autentica coscenza pubblica che recuperi i valori sacrali della Giustizia, della Legalità e dello Sviluppo ridando così alla società una minima parte di quello che essa ci ha donato per tanti anni.
Un caro saluto
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Lo stesso Presidente
Caro Enzo,
la tua disamina è puntuale ed il percorso intrapreso è sicuramente strategico, lo abbiamo ribadito più volte che la Sicilia deve integrarsi strategicamente nel bacino del Mediterraneo condividendo alcuni aspetti culturali, storici ed aggiungo io religiosi. Quest'ultimo aspetto, tra l'altro, ci pone in una posizione preferenziale ed unica nel Mediterraneo, avendo ospitato nei secoli popoli di religione musulmana, ortodossa, cristiana e gestendo a volte una convivenza che oggi altrove sembra impossibile.
Però per porci all'altezza degli altri paesi del Mediterraneo in enorme crescita economica (in rapporto con la crisi generalizzata europea e del mondo occidentale)e in una fase evolutiva non indifferente dal punto di vista delle strutture e dei servizi, è necessario un piano di sviluppo strutturale, appunto, adeguato.
Per intenderci i grandi lavori del passante ferroviario + linee tram dei Palermo ed i lavori di Catania sono ben poca cosa in raffronto con lo sviluppo che stanno seguendo la Tunisia, il Marocco, l'Egitto, la Turchia.. Sarebbe opportuno seguire, come consiglia Enzo Coniglio, con più competenza ed informazione diretta (attraverso internet ovviamente... o riscontri diretti) ciò che sta avvenendo in quei paesi evitando i soliti stereotipi e valutando attentamente quegli aspetti utili per lo sviluppo della Sicilia, grande isola al centro del Mediterraneo.
Un caro saluto
MX
Sig. Coniglio mi sembra che di idee ne ha poche ma ben confuse! Non si capisce niente da quest'articolo. Cosa sono messaggi subliminali a Lombardo per farle fare qualche cosa?
Egregio Direttore,
mi spiace dirle che se non ci spiega chi è Enzo Coniglio non leggerò l'articolo.
Distinti saluti.
Riccardo Cuor di Leone
L’area del Mediterraneo è quella che cresce di più al mondo se si esclude la Cina con circa 600 milioni di cittadini che effettuano scambi per oltre 160 miliardi di Euro di cui oltre un terzo controllati dall’Italia, primo partner commerciale dell’area a livello europeo.
C'entrano gli accordi Italia-libia? ricordiamo che
Nel 2003 Berlusconi strinse la mano a Gheddafi decidendo la vita dei 40 mila migranti che ogni anno passano dalla Repubblica libica: finanziamenti all’ex colonia in cambio del lavoro sporco, bloccare quei disperati ad ogni costo. Nel 2009 l’accordo è diventato operativo e funziona: a Lampedusa non arriva più nessuno, l’Italia investe sullo sviluppo industriale della Libia mentre le aziende italiane fanno un sacco di affari. Perfetto, se non fosse che ci vanno di mezzo persone in carne e ossa.
alla redazione: spero che il precedende messaggio sia andato perso e la censura non c'entri nulla
"Roberto Formigoni, da parte sua, propone due iniziative supplementari: la creazione di una università e di una Fiera EuroMediterranee." ed il nostro presidente che di Lombardo ha il nome???? nulla
"Il successo dell’edizione 2009 si è ripetuto puntualmente e si è consolidato nella edizione del luglio 2010" metre il sicilia nel 2009 si rinnovava il governo e nel 2010 pure!!!!
Caro sig. Coniglio continui a sostenere questi politici nostrani, Lombardo, Alfano, Miccichè, Firrarello.
"Chi ha detto che i riti della politica tradizionalmente intesa, fatta di Pupi e di Pupari che impone dall’alto le sue scelte, sia ancora valida?" nessuno ha mai detto che sia valida ma inevitabilmente la subiamo dai tempi della DC, e gli umini che ha prodotto li troviamo sparsi per tutte le formazioni politiche a puntellare il sistema realizzato.
Proviamo a sostenere uomini o formazioni veramente nuovi. Sig Coniglio si spenda in tal senso.
ah ah ah 
e c'è pure chi ha le "visions", o crede che Palermo possa diventare CAPITALE DELL'EUROMEDITERRANEO (che bella mission):
http://www.pianostrategico.comune.palermo.it/
e
http://pit7net.comune.palermo.it/pit7net/jsp/home.jsp?modo=info&info=scheda_progetto.jsp
ehhhh magariiiii ! ma con i fatti, non solo sui siti web
!!!!!!!!!!!!!!!!