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Verdini caccia dal Pdl i ribelli siciliani
“Fuori dal partito chi fa gruppi autonomi”

30 agosto 2010 10:12
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www.siciliainformazioni.com

“Chi costituisce gruppi autonomi in Parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali si mette automaticamente fuori dal partito”. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, è netto, inequivocabile. L’ultimatum è diretto ai finiani, naturalmente e fa parte della campagna “aggressiva” nei confronti dei gruppi parlamentari autonomi costituiti alla Camera ed al Senato con la denominazione di “Futuro e Libertà per gli Italiani”, ma non riguarda solo loro, né poteva essere altrimenti, sarebbe stata troppo aperta e smaccata la discriminazione.

 

La conseguenza è inevitabile: coloro che hanno formato in Sicilia, nell’Assemblea regionale, nei consigli provinciali e comunali, gruppi autonomi sotto l’egida del Pdl Sicilia, sono automaticamente fuori dal Pdl. Sul significato di quell’automaticamente non dovrebbero esserci dubbi sul piano concettuale e lessicale – i ribelli non fanno parte del Pdl – ma la politica, come sappiamo, non rispetta né la logica né il lessico o la proprietà del linguaggio, viaggia secondo schemi e regole variabili che si adattano al contesto “mirato”.

 

Che Verdini non avesse in testa solo i gruppi parlamentari di Fini non ci sono dubbi, la sua enunciazione è stata esaustiva, ha messo dentro tutto, dai consigli regionali ai consigli comunali. Nessun dubbio. Così stando le cose, a meno che le parole di Verdini non siano tradotte secondo convenienza, le implicazioni sarebbero serie: tutti coloro che hanno formato nell’Isola –e sono tanti – gruppi autonomi fuori dal Pdl, come Pdl Sicilia, non fanno più parte del Pdl.

L’interpretazione autentica, tuttavia, verrà nei prossimi giorni. Lo stesso Verdini deve essersi reso conto che la sua dichiarazione, corretta ed ineccepibile nella forma, non è un ultimatum, in considerazione dell’espressione usata, ma una presa d’atto che provoca effetti inevitabili.

 

C’è un dettaglio non trascurabile: il capo dei rivoltosi siciliani è un membro del governo nazionale, Gianfranco Micciché, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. Significa che è “automaticamente” fuori dal Pdl”, avendo dato vita al gruppo parlamentare regionale del Pdl Sicilia, gruppi consiliari in alcune realtà locali? C’è di più: Micciché ha trattato, e tratta, la partecipazione al governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo, nel quale si trovano da quasi un anno due rappresentanti del Pdl Sicilia, Michele Cimino e Titta Bufardeci.

 

Il fatto che Micciché abbia sempre spiegato che la sua ribellione non è rivolta contro Silvio Berlusconi ma contro i rappresentanti del Pdl in Sicilia, costituisce una eccezione? Se il Pdl Sicilia è vissuto a lungo senza ricevere ultimatum né punizioni, è dovuto al fatto che il sottosegretario Micciché – è lui ad avere vantato questa prerogativa – ha incontrato comprensione nel suo leader.

 

Come potrebbe funzionare l’automatismo in un caso del genere? Richiamerebbe la complicità, oggettiva ma tale, del capo del Pdl, sotto forma di acquiescenza inoppugnabile. D’altra parte, ove si considerasse la questione siciliana come un fatto a sé, ne uscirebbero indenni i finiani che ne costituiscono l’anima “ideologica”, e ne nascerebbe un putiferio sulla strumentalità dell’enunciazione verdiniana.

 

L’automatismo rivendicato da Verdini può indurre ad un autentico cul de sac il Pdl e concedere un assist al Pd siciliano, almeno a quella parte del Pd, tentato dall’idea di entrare nel governo regionale a vele spiegate insieme al Pdl Sicilia “berlusconiano” con motivazioni politiche e convenienze tattiche che sono state spiegate da autorevoli dirigenti. La discriminante finora manifestate – nessun patto di governo con il Pdl – è sulla carta rispettata se l’automatismo è proprio tale. Se i ribelli non fanno più parte del Pdl, infatti, il veto decade altrettanto automaticamente.

 

Naturalmente la sequenza descritta è solo teorica e come tale rappresenta una metafora del ginepraio in cui si è cacciato il Pdl, e non solo. La Sicilia attende una maggioranza riconoscibile e il governatore non riesce a trovare la quadra per le divisioni interne ai partiti, i veti incrociati e –soprattutto – l’enigma del Pdl Sicilia, che non è né carne né pesce.
 

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Anonimo 03 settembre 2010   23:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 settembre 2010. Visualizza »

Lei ripete a pappagallo come Corriere-Libero-Padania-etc. che tutta la colpa della Questione Meridionale è nella sua classe dirigente, e quindi nel popolo che la esprime.

Non le passa neanche un attimo per il cervello che noi Siciliani e Meridionali non abbiamo mai espresso un bel niente in questi 150 anni. Quando qualche persona onesta cerca di farsi avanti nella classe dirigente, i primi ad azzopparlo sono i poteri forti d'Italia e del Nord, mentre ai delinquenti sono stesi tappetini rossi per poi denigrarli pubblicamente sui giornali nazionali.

La conosce la storia? Penso di sì.

Lo sa che ai primi del '900 c'era un politico mafioso di nome Palizzolo che fece uccidere Emanuele Notarbartolo? Ebbene fu l'occasione per un linciaggio mediatico dei Siciliani senza pari, che condusse l'opinione pubblica a solidarizzare addirittura con il delinquente. Ma questi aveva a Roma e non a Palermo i suoi appoggi, e soprattutto in Cassazione, dove fu assolto.

Istruttivo, no?

La classe politica e dirigente di cialtroni è perfettamente funzionale al saccheggio del Mezzogiorno, guai se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E infatti è stata inventata per questo.

Ed è anche per questo che il nostro eroico Presidente regionale si deve barcamenare ogni giorno come può e non può governare. Perché se governasse il luogo comune sarebbe sfatato; e allora si "pagano" i suoi nemici, unionisti e garibaldini con la coccarda appuntata al petto, per sparargli contro ad alzo zero. Non nota la strana consonanza tra Repubblica Palermo e il Giornale di Sicilia?

Ai siciliani non va fatto capire chi sono i loro veri nemici e su questo quasi tutta la stampa è allineata.

Altrimenti teniamoci Cammarata o Cuffaro, vere icone del malgoverno siciliano.

Mi consenta....! Troppo comodo: tutti inetti, tutti incapaci, tutti funzionali al "saccheggio" del mezzogiorno....dice lei, tranne l'eroico presidente Lombardo? Faccia il piacere, ripeta a mente per i prossimi tre giorni l'antico adagio siciliano "...'u pisci feti da testa".

Non diciamo cose che non stanno nè in cielo nè in terra: Lombardo non è all'altezza di governare una regione, nè con una nè con una ventina di giunte, che rischia davvero di imporci, se dovesse riuscire nella sua ottusa  resistenza, cioè di trascinarsi fino alla fine della legislatura regionale.

Cammarata è sicuramente un altro plateale fallimento, lasciatoci da Miccichè, quanto a Cuffaro lasci stare, che sul piano politico vale sicuramente qualche dozzina di Lombardo. A parte le sue vicende giudiziarie, Cuffaro governava e non faceva una giunta ogni semestre.

 

 

 

Anonimo 03 settembre 2010   11:16

MA!! ....ANCORA NESSUNO MI HA RISPOSTO SULL'APPUNTO CIRCA MICCICHE'......

SULLA INCOERENZA ESTREMA DI QUESTO PARTITO.....TUTTI TACCIONO....CHE FORZA DEVE AVERE QUESTO POLITICO!!!

TUTTI PARLANO....MA NESSUNO EVIDENZIA IL CASO "MICCICHE'" CHE ADESSO ...SEMBRA ....TORNARE CON GRANDE INDIFFERENZA SUI SUOI PASSI.....A DISASTRO ORMAI COMPIUTO....

TUTTI BUFFONI SENZA COERENZA...

Anonimo 31 agosto 2010   20:05
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 agosto 2010. Visualizza »

Lei ripete a pappagallo come Corriere-Libero-Padania-etc. che tutta la colpa della Questione Meridionale è nella sua classe dirigente, e quindi nel popolo che la esprime.

Non le passa neanche un attimo per il cervello che noi Siciliani e Meridionali non abbiamo mai espresso un bel niente in questi 150 anni. Quando qualche persona onesta cerca di farsi avanti nella classe dirigente, i primi ad azzopparlo sono i poteri forti d'Italia e del Nord, mentre ai delinquenti sono stesi tappetini rossi per poi denigrarli pubblicamente sui giornali nazionali.

La conosce la storia? Penso di sì.

Lo sa che ai primi del '900 c'era un politico mafioso di nome Palizzolo che fece uccidere Emanuele Notarbartolo? Ebbene fu l'occasione per un linciaggio mediatico dei Siciliani senza pari, che condusse l'opinione pubblica a solidarizzare addirittura con il delinquente. Ma questi aveva a Roma e non a Palermo i suoi appoggi, e soprattutto in Cassazione, dove fu assolto.

Istruttivo, no?

La classe politica e dirigente di cialtroni è perfettamente funzionale al saccheggio del Mezzogiorno, guai se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E infatti è stata inventata per questo.

Ed è anche per questo che il nostro eroico Presidente regionale si deve barcamenare ogni giorno come può e non può governare. Perché se governasse il luogo comune sarebbe sfatato; e allora si "pagano" i suoi nemici, unionisti e garibaldini con la coccarda appuntata al petto, per sparargli contro ad alzo zero. Non nota la strana consonanza tra Repubblica Palermo e il Giornale di Sicilia?

Ai siciliani non va fatto capire chi sono i loro veri nemici e su questo quasi tutta la stampa è allineata.

Altrimenti teniamoci Cammarata o Cuffaro, vere icone del malgoverno siciliano.

Condivido il suo sdegno. Tuttavia sembra inutile colloquiare con quanti hanno avuto dei privilegi personali del sistema coloniale, li difendono strenuamente, avessero quantomeno il buon gusto di sostenerli a viso aperto. Invece no continuano a mistificare a rifiutarsi di vedere, non accettano di buon grado il dissolvimento a cui sono sottoposti, Inesorabilmente si stanno dissolvendo e pretendo di farsi ragione con motivazioni che sono fuori della storia, come meglio evidenziava Lei, e fuori dal tempo.

 

Prendere ad esempio Verdini e come rivolgersi al signor nessuno, esiste solo in funzione di un ruolo che nulla ha a che vedere con l'interesse sociale, con le politiche aventi lo scopo di esaltare i territori incece che sopprimerli. Cammarata ad esempio ma in cosa si è distinto? fosse stato per lui gli inceneritori ce li avrebbero piazzati in ogni quartiere, difendere l'indifendile è blasfemo.

 

Se ammettessero, abbiamo guduto di benefici, cosa volete che facciamo? sarebbero probanilmente compresi, ma difendere le politiche degli usurpatori come legittime non gli è concesso, che cambino registro oppure si ritroverete a subire costantemente il disprezzo popolare.

Anonimo 31 agosto 2010   18:19
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 agosto 2010. Visualizza »

La verità a volte punge, ma rimane

A pesci in faccia la Sicilia...? Ma chi,Tremonti? Ma no dai, smettiamola con questi luoghi comuni del meridionalismo praticato a forza di slogan. Tremonti ha semplicemente sbattuto in faccia al governo regionale (quello siciliano e di altre regioni del Sud) la pura e semplice verità: non riuscite a spendere neanche le risorse finanziarie assegnatevi, siete dei cialtroni e pretendete soldi per ogni questione irrisolta! Pura verità, caro amico, a pesci in faccia sono stati presi gli incapaci, non la Sicilia, che di quegli incapaci è vittima.

Veda, l'arretratezza meridionale è esattamente proporzionale all'incapacità e all'incompetenza della classe politica chiamata di volta in volta a governare, lo dimostrano gli ultimi 15 anni di mediocrità siciliana, che sotto il governo Lombardo è diventata fallimento politico complessivo, al punto da indurlo a fare qualsiasi tipo di alleanza, anche coi "Talebani" se necessario, pur di restare incollato alla poltrona. Non parliamo poi dei sussulti frenetici dei cosiddetti finiani, che sperano di rifarsi una verginità politica dopo altrettanti fallimenti sul piano elettorale, sparando addosso a Berlusconi, cioè sputando nel piatto ove hanno abbondantemente mangiato.

Con personaggi di questo tipo non si va da nessuna parte, meglio fare pulizia come cerca di fare Verdini, almeno si avrà un quadro più chiaro e vedremo questi campioni di "genialità" dove andranno a sbattere.

Svevo

Lei ripete a pappagallo come Corriere-Libero-Padania-etc. che tutta la colpa della Questione Meridionale è nella sua classe dirigente, e quindi nel popolo che la esprime.

Non le passa neanche un attimo per il cervello che noi Siciliani e Meridionali non abbiamo mai espresso un bel niente in questi 150 anni. Quando qualche persona onesta cerca di farsi avanti nella classe dirigente, i primi ad azzopparlo sono i poteri forti d'Italia e del Nord, mentre ai delinquenti sono stesi tappetini rossi per poi denigrarli pubblicamente sui giornali nazionali.

La conosce la storia? Penso di sì.

Lo sa che ai primi del '900 c'era un politico mafioso di nome Palizzolo che fece uccidere Emanuele Notarbartolo? Ebbene fu l'occasione per un linciaggio mediatico dei Siciliani senza pari, che condusse l'opinione pubblica a solidarizzare addirittura con il delinquente. Ma questi aveva a Roma e non a Palermo i suoi appoggi, e soprattutto in Cassazione, dove fu assolto.

Istruttivo, no?

La classe politica e dirigente di cialtroni è perfettamente funzionale al saccheggio del Mezzogiorno, guai se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E infatti è stata inventata per questo.

Ed è anche per questo che il nostro eroico Presidente regionale si deve barcamenare ogni giorno come può e non può governare. Perché se governasse il luogo comune sarebbe sfatato; e allora si "pagano" i suoi nemici, unionisti e garibaldini con la coccarda appuntata al petto, per sparargli contro ad alzo zero. Non nota la strana consonanza tra Repubblica Palermo e il Giornale di Sicilia?

Ai siciliani non va fatto capire chi sono i loro veri nemici e su questo quasi tutta la stampa è allineata.

Altrimenti teniamoci Cammarata o Cuffaro, vere icone del malgoverno siciliano.

Anonimo 31 agosto 2010   16:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 agosto 2010. Visualizza »
E' inutile caro amico il Signor Svevo proprio non ci arriva, non è in mala fede è proprio così di suo. Lo confermano altri interventi fatti sempre sullo stesso tenore filo settentrionale, secondo lui l'evidenza che distingue il nord dal sud è esclusiva responsabilità di moi meridionali. Abbiamo scelto noi la nostra classe dirigengente non c'è stata imposta, come è evidente a tutti tranne che a lui. Il disastro di Catania non l'ha certo fatto il medico personale del Presidente supremo, tutti impiedi quando lo nomino vi prego, che per tale condotta non mi pare abbia ricevuto altro altre che pacche sulle spalle per il buon lavoro svolto. La classe dirigente secondo lui è solo una nostra responsabilità, del resto se le fovole esistono sarà pure perché qualcuno dovrà credere, pazienza quando si sveglierà, se lo farà, gli portemo un caffé e gli daremo il boun giorno tutti contenti del risveglio dal lungo torpore.

..il  disastro  di  Catania ... e  il  disatro  di  Palermo  egregio  amico,che  noi  sconteremo  amaramente  gia' da  adesso  per  raddoppiare  al  prossimo  anno  e triplicare  fra  2...non abbiamo  ancora  visto  niente

Anonimo 31 agosto 2010   15:48
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Di quale verità parla, lei?

 

Tremonti, come tutti i politici di origine padana che si sono succeduti nei ministeri italiani più importanti, quelli  che non sono mai stati assegnati ai siciliani, e cioè dell'economia, dell'industria e delle finanze , ha fatto  sempre ed esclusivamente gli interessi del nord.

 

Ai politici ascari siciliani che sono arrivati in Parlamento grazie a quella legge elettorale voluta dalla Lega-Pdl che permetteva ai capi padani di selezionare il personale politico meridionale in base alle loro doti di squallido servilismo tornacontista  e che per questo sono stati premiati con qualche incarico di governo , è toccato invece la  parte dei giuda traditori della loro terra. 

 

L'arretratezza meridionale, quindi, caro il mio Svevo, è direttamente proporzionale al grado di ascarismo della classe politica meridionale che ha avuto sempre la tripla utilissima funzione per i nostri cari fratelli settentrionali: quella di pugnalare le legittime aspettative del meridione, quella di servire da riferimento emblematico per giustificare le conseguenti discriminazioni e quella ludica di sputtanamento beffardo dei fratelli "terroni".

 

E' inutile caro amico il Signor Svevo proprio non ci arriva, non è in mala fede è proprio così di suo. Lo confermano altri interventi fatti sempre sullo stesso tenore filo settentrionale, secondo lui l'evidenza che distingue il nord dal sud è esclusiva responsabilità di moi meridionali. Abbiamo scelto noi la nostra classe dirigengente non c'è stata imposta, come è evidente a tutti tranne che a lui. Il disastro di Catania non l'ha certo fatto il medico personale del Presidente supremo, tutti impiedi quando lo nomino vi prego, che per tale condotta non mi pare abbia ricevuto altro altre che pacche sulle spalle per il buon lavoro svolto. La classe dirigente secondo lui è solo una nostra responsabilità, del resto se le fovole esistono sarà pure perché qualcuno dovrà credere, pazienza quando si sveglierà, se lo farà, gli portemo un caffé e gli daremo il boun giorno tutti contenti del risveglio dal lungo torpore.
Anonimo 31 agosto 2010   13:10
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La verità a volte punge, ma rimane

A pesci in faccia la Sicilia...? Ma chi,Tremonti? Ma no dai, smettiamola con questi luoghi comuni del meridionalismo praticato a forza di slogan. Tremonti ha semplicemente sbattuto in faccia al governo regionale (quello siciliano e di altre regioni del Sud) la pura e semplice verità: non riuscite a spendere neanche le risorse finanziarie assegnatevi, siete dei cialtroni e pretendete soldi per ogni questione irrisolta! Pura verità, caro amico, a pesci in faccia sono stati presi gli incapaci, non la Sicilia, che di quegli incapaci è vittima.

Veda, l'arretratezza meridionale è esattamente proporzionale all'incapacità e all'incompetenza della classe politica chiamata di volta in volta a governare, lo dimostrano gli ultimi 15 anni di mediocrità siciliana, che sotto il governo Lombardo è diventata fallimento politico complessivo, al punto da indurlo a fare qualsiasi tipo di alleanza, anche coi "Talebani" se necessario, pur di restare incollato alla poltrona. Non parliamo poi dei sussulti frenetici dei cosiddetti finiani, che sperano di rifarsi una verginità politica dopo altrettanti fallimenti sul piano elettorale, sparando addosso a Berlusconi, cioè sputando nel piatto ove hanno abbondantemente mangiato.

Con personaggi di questo tipo non si va da nessuna parte, meglio fare pulizia come cerca di fare Verdini, almeno si avrà un quadro più chiaro e vedremo questi campioni di "genialità" dove andranno a sbattere.

Svevo

Di quale verità parla, lei?

 

Tremonti, come tutti i politici di origine padana che si sono succeduti nei ministeri italiani più importanti, quelli  che non sono mai stati assegnati ai siciliani, e cioè dell'economia, dell'industria e delle finanze , ha fatto  sempre ed esclusivamente gli interessi del nord.

 

Ai politici ascari siciliani che sono arrivati in Parlamento grazie a quella legge elettorale voluta dalla Lega-Pdl che permetteva ai capi padani di selezionare il personale politico meridionale in base alle loro doti di squallido servilismo tornacontista  e che per questo sono stati premiati con qualche incarico di governo , è toccato invece la  parte dei giuda traditori della loro terra. 

 

L'arretratezza meridionale, quindi, caro il mio Svevo, è direttamente proporzionale al grado di ascarismo della classe politica meridionale che ha avuto sempre la tripla utilissima funzione per i nostri cari fratelli settentrionali: quella di pugnalare le legittime aspettative del meridione, quella di servire da riferimento emblematico per giustificare le conseguenti discriminazioni e quella ludica di sputtanamento beffardo dei fratelli "terroni".

 

Anonimo 31 agosto 2010   12:01

ANCORA CON QUESTA BUFFONATA!!!!!!!!

e MICCICHE'????? VALE ANCHE PER LUI???? L'INTOCCABILE MICCICHE' CHE SEMBRA ESSERE ASSURDAMENTE E COSTANTEMENTE DIFESO DA BERLUSCONI.

MA COSA CI RACCONTA ANCORA QUESTO SIGN VERDINI???

MA METTETEVI ALMENO DACCORDO, SIATE COERENTI E NON FATE PIù RIDERE I POLLI...

MA CHE CAVOLO DI COERENZA DIMOSTRANO QUESTI POLITICANTI???

MICCICHE' HA DISTRUTTO TUTTA LA FORZA DELLA COALIZIONE RELEGANDO LA SICILIA IN UN CAOS E SCONQUASSO CHE HA GENERATO IMPOSSIBILE AMMINISTRAZIONE E CONSEGUENTE DISOCCUPAZIONE. ...e FORSE UN DOMANI AVRA' ANCHE IN PREMIO IL POSTO DI GOVERNATORE

sIGN VERDINI .... VOI NON CONOSCETE NE LA COERENZA, NE COSA SIGNIFICHI AMMINISTRARE CORRETTAMENTE PER IL BENE DEI CITTADINI. CONOSCETE E ASSECONDATE SOLO L'ARMA DEL RICATTO!!

Anonimo 31 agosto 2010   08:24

sento parlare ogni giorno di democrazia, visto che io mi sono fermato a ciò che dicevano i libri di educazione civica alle medie qualcuno può spiegarmi il nuovo significato?

Anonimo 31 agosto 2010   06:21

Verdini- Verdini Verdini scusate  ma non l'ho ma sentito nella carica di coordinatore! è coordinatore Nazionale DEL pdl? se lo è sicuramente deve essere una persona importante nel Partito del PDL e deve avere un grande senso di responsabilità per il denaro non certamente per la politica che per cercare di salvare la sua situazione economica si dimette da imperatore della sua banca come senso di responsabilità per non danneggiarla e non si dimette da PDL, qui la responsabilità assieme alla moralità non conta e non ce ne vuole,perchè doveva farlo se non ha neanche la tessera e come fa a buttare fuori gli altri se dentro il PDL non ci sono iscritti? questo è un problema. Sicuramente avrà parlato con il suo superiore dittatore politico prima di aprire bocca altrimenti non ha collegato la bocca al cervello non lo credete? è  la verità che il triunvirato di coordinatori ognuno corre per suo conto con fare servile verso il peones del Presidente del Consiglio che sfrutta la sua posizione per fare affari come dicono  tutti i giornali e non ceramente per fare gli interessi degli italiani! mi auguro che gli italiani lo comprendessero ed in partilocale i  siciliani capissero ed emarginassero tutti quei peones al servizio del Nord che farebbero bene ad iscriversi alla Lega Nord pr uscire finalmente allo scoperto  così almeno potrebbero dare una giustificazione del loro comportamento contro i siciliani.SICILIANI MEDITATE MEDITATE E NON VI FATE ABBINDOLARE DA QUATTRO PORTA BORSE, STIAMO ALLERTA E VEGLIAMO SUL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI

Anonimo 31 agosto 2010   01:25
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 agosto 2010. Visualizza »

Guarda che lo schifo è il comportamento dei politici siciliani ascari che antepongono  agli interessi della Sicilia quelli personali.

 

Questa gente non ha detto neanche cio ogni volta che tremonti e company hanno preso a pesci in faccia la Sicilia.

La verità a volte punge, ma rimane

A pesci in faccia la Sicilia...? Ma chi,Tremonti? Ma no dai, smettiamola con questi luoghi comuni del meridionalismo praticato a forza di slogan. Tremonti ha semplicemente sbattuto in faccia al governo regionale (quello siciliano e di altre regioni del Sud) la pura e semplice verità: non riuscite a spendere neanche le risorse finanziarie assegnatevi, siete dei cialtroni e pretendete soldi per ogni questione irrisolta! Pura verità, caro amico, a pesci in faccia sono stati presi gli incapaci, non la Sicilia, che di quegli incapaci è vittima.

Veda, l'arretratezza meridionale è esattamente proporzionale all'incapacità e all'incompetenza della classe politica chiamata di volta in volta a governare, lo dimostrano gli ultimi 15 anni di mediocrità siciliana, che sotto il governo Lombardo è diventata fallimento politico complessivo, al punto da indurlo a fare qualsiasi tipo di alleanza, anche coi "Talebani" se necessario, pur di restare incollato alla poltrona. Non parliamo poi dei sussulti frenetici dei cosiddetti finiani, che sperano di rifarsi una verginità politica dopo altrettanti fallimenti sul piano elettorale, sparando addosso a Berlusconi, cioè sputando nel piatto ove hanno abbondantemente mangiato.

Con personaggi di questo tipo non si va da nessuna parte, meglio fare pulizia come cerca di fare Verdini, almeno si avrà un quadro più chiaro e vedremo questi campioni di "genialità" dove andranno a sbattere.

Svevo

Anonimo 30 agosto 2010   23:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 agosto 2010. Visualizza »

Veramente, a volerla cercare, una differenza, tra le vicende siciliane  quanto accade a Roma ad iniziativa del Finiani, c'è. Ed è tale da poter giustificare provvedimenti draconiani per i secondi e un "non luogo a procedere" per Micciché e seguaci. I primi, infatti, sono in disaccordo con i soli vertici regionali, ma giurano ogni giorno fedeltà assoluta al Pdl, di cui hanno mantenuto il nome, e al suo leader nazionale Silvio Berlusconi. I Finiani, invece, non solo hanno costituito i gruppi parlamentari Futuro e Libertà, ma sono in contrasto diretto con il leader del Pdl Silvio Berlusconi. La sostanza sarà la stessa, ma la forma è diversa e da "Pdl-Sicilia" a "Futuro e Libertà per l'Italia", se si vole, ce ne corre.  

D'accordo,ma  di fatto  questi provvedimenti,il  ghe  pensi  mi, la linea  dura  non si osserva  ne' qui  ne' la'.C'e' una  intimazione  vuota .

Anonimo 30 agosto 2010   21:25

Veramente, a volerla cercare, una differenza, tra le vicende siciliane  quanto accade a Roma ad iniziativa del Finiani, c'è. Ed è tale da poter giustificare provvedimenti draconiani per i secondi e un "non luogo a procedere" per Micciché e seguaci. I primi, infatti, sono in disaccordo con i soli vertici regionali, ma giurano ogni giorno fedeltà assoluta al Pdl, di cui hanno mantenuto il nome, e al suo leader nazionale Silvio Berlusconi. I Finiani, invece, non solo hanno costituito i gruppi parlamentari Futuro e Libertà, ma sono in contrasto diretto con il leader del Pdl Silvio Berlusconi. La sostanza sarà la stessa, ma la forma è diversa e da "Pdl-Sicilia" a "Futuro e Libertà per l'Italia", se si vole, ce ne corre.  

andersonefareweto 30 agosto 2010   20:28

Nel PdL si continua a non saper che pesci pigliare e ci si abbamdona, ancora una volta, a questa strategia "alla disperata".

C'è chi fa il pompiere e chi il piromane. C'è chi si esibisce nel ruolo del "polizziotto" buono, spalleggiato, come sempre, da chi interpreta il ruolo opposto di quello cattivo.

Ma è soltanto una gran pantomima.

Una messa in scena per cercar di nascondere lo stato di assoluto sbandamento della compagine berlusconiana nel Governo.

Un tentativo di darsi un contegno, quando ormai appare a tutti chiaro come stiano le cose in realtà.

Magari potrà sortire qualche temporaneo rigurgito fideistico in senso berlusconiano nei soggetti più deboli, come miccichè. Ma alla fine ........... è solo l'ennesima panzana dei berluscones.

Anonimo 30 agosto 2010   19:11
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 agosto 2010. Visualizza »

Certamente, era ora che qualcuno nel PdL prendesse una posizione su tutto questo schifo che hanno fatto nascere in Sicilia.

Giusta, sacrosanta presa di posizione da parte di Verdini....

Vorremmo fare una domanda a Verdini....come mai solo ora ci si accorge che in Sicilia qualcuno ha giocato al gatto con il topo?

E' scandaloso come ancora Miccichè e tutto il PdL Sicilia stiano ancora dentro il partito.

Basta....tutti fuoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii si cercassero un'altra collocazione se la troveranno mai.

Un saluto.

..il gioco delle  belle  statuine...

anche  a  livello  nazionale  hanno  cacciato Fini ma  nessuno  lo  ha  cacciato,hanno creato un  partito ,a  nessuno o  ha  visto,hanno  battuto i  pugni  ..pero' adesso  implorano  entrambi  il  riabbraccio

Anonimo 30 agosto 2010   17:09

ma al signor Verdini, chi lo caccia fuori?

Anonimo 30 agosto 2010   14:23
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Certamente, era ora che qualcuno nel PdL prendesse una posizione su tutto questo schifo che hanno fatto nascere in Sicilia.

Giusta, sacrosanta presa di posizione da parte di Verdini....

Vorremmo fare una domanda a Verdini....come mai solo ora ci si accorge che in Sicilia qualcuno ha giocato al gatto con il topo?

E' scandaloso come ancora Miccichè e tutto il PdL Sicilia stiano ancora dentro il partito.

Basta....tutti fuoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii si cercassero un'altra collocazione se la troveranno mai.

Un saluto.

Quando il giocattolo si rompe si rischia di perdere la pazienza. Non vorrei trovarmi nei panni degli ascari che hanno dimorato nei partiti nazionali svendendo la propria madre, specie in quelli di F.I. PdL durante il terremoto. Lei invoca questo Vedini ma chi è? che film ha fatto costui, di cosa si occupa come ha avuto il ruolo che svolge all'interno del PdL e qual'è questo ruolo, in cosa si è distinto nel corso delle cariche che ricoperto. Mi piacerebbe saperlo svisto che mi sfugge del tutto.

 

Il giocattolo si è rotto, non si auguri mai di trovarsi nei luoghi di responsabilità istituzionale tra le fila degli gli ascari quando arriverà il momento del riscatto, perché costoro si che verranno buttati fuori in malo modo. Fareste meglio a cambiare atteggiamento dimenticate l'arroganza che fino ad ieri avete esercitato nel quotidiano. Abbiate l'umiltà di ravvedervi, c'è ancora chi è disposto a comprendere che questo era l'andazzo e vi siete adagiati ma, non andate ancora oltre a lungo perchè non ci sarà tenerezza per gli ascari. Non è una minaccia, badi bene, è solo la lettura della storia, che  riferita alla fine di un qualsiasi regime che fornisce questi particolari. Quindi mi auguro che il suo "tutti fuori" sia riferito agli ascari a servizio dei colonizzatori. Ci rifletta, si prenda il tempo che ritiene opportuno ma non vada oltre il tempo massimo decida prima.

Anonimo 30 agosto 2010   13:35
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Certamente, era ora che qualcuno nel PdL prendesse una posizione su tutto questo schifo che hanno fatto nascere in Sicilia.

Giusta, sacrosanta presa di posizione da parte di Verdini....

Vorremmo fare una domanda a Verdini....come mai solo ora ci si accorge che in Sicilia qualcuno ha giocato al gatto con il topo?

E' scandaloso come ancora Miccichè e tutto il PdL Sicilia stiano ancora dentro il partito.

Basta....tutti fuoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii si cercassero un'altra collocazione se la troveranno mai.

Un saluto.

Guarda che lo schifo è il comportamento dei politici siciliani ascari che antepongono  agli interessi della Sicilia quelli personali.

 

Questa gente non ha detto neanche cio ogni volta che tremonti e company hanno preso a pesci in faccia la Sicilia.

Anonimo 30 agosto 2010   13:04

Certamente, era ora che qualcuno nel PdL prendesse una posizione su tutto questo schifo che hanno fatto nascere in Sicilia.

Giusta, sacrosanta presa di posizione da parte di Verdini....

Vorremmo fare una domanda a Verdini....come mai solo ora ci si accorge che in Sicilia qualcuno ha giocato al gatto con il topo?

E' scandaloso come ancora Miccichè e tutto il PdL Sicilia stiano ancora dentro il partito.

Basta....tutti fuoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii si cercassero un'altra collocazione se la troveranno mai.

Un saluto.

Anonimo 30 agosto 2010   10:22

meglio così...continuano a dissolversi.

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