Quanti hanno letto l’intervista rilasciata da Rino Formica al Corriere della Sera hanno appreso che l’ex Ministro alle Finanze socialista, assai esperto nelle cose di Palazzo e uomo di rara schiettezza, che il siciliano Renato Schifani, Presidente del Senato e seconda carica dello Stato, e’ in lizza per assurgere alla prima carica dello Stato.
Rappresenterebbe il piano B di Silvio Berlusconi. “B” per via dell’ideatore, ma anche per via del fatto che rappresenta la seconda scelta, ex aequo, con Gianni Letta. Una previsione che fino a qualche tempo fa, pochi mesi, sarebbe stato blasfemo solo sospettare. Gianni Letta, infatti, e’ stato sempre il candidato alternativo al Premier, per lungo tempo l’unico candidato non sgradito all’opposizione per via del suo tratto gentile, dei suoi modi garbati, delle mediazioni diuturne e le amicizie altolocate, Oltretevere, nei salotti buoni dell’industria e della finanza.
Insomma, ovunque, Gianni Letta e’ ben accetto. La fedeltà al capo ne fa un personaggio insostituibile. Berlusconi lo ha considerato perciò il male minore nel caso in cui non gli sia possibile accedere al settennato.
Poi sono capitate delle cose, piccole code, ma quanto basta per rimescolare le carte. Gianni Letta si e’ esposto nella vicenda Bertolaso, e’ stato perfino tirato in ballo, ma – soprattutto – ha dovuto difendere il sottosegretario, nipote di un porporato illustre, dalle cattiverie dei suoi nemici.
Questo e’ niente, tuttavia.
Nel frattempo e’ accaduto che Renato Schifani sia salito nelle considerazioni del Premier a livelli impensabili. Una cosa e’ ripetere la lezioncina quotidiana da presidente del gruppo parlamentare al Senato, che non presenta particolari difficoltà, visto che basta sparare a zero contro il nemico e non si sbaglia mai, ed un’altra e’ invece tenersi in equilibrio, spiegare le ragioni del Premier in ogni circostanza come meglio e’ possibile, con i gesti, le parole e le motivazioni della seconda carica dello Stato.
Schifani e’ riuscito laddove altri non sarebbero stati capaci di arrivare, dando il benservito a Gianfranco Fini, bacchettandolo con i modi giusti ogni volta che gli e’ stato detto di farlo, e rappresentato ragioni alternative al Capo dello Stato senza infierire più di tanto.
Intendiamoci, non e’ che le sue uscite fossero misteriose e che nessuno si fosse accorto che spesso parla sotto dettatura, comunque in modo da rispettare l’ortodossia berlusconiana, ma ha acquisito l’aplomb cardinalizio senza indossare la porpora. Un “travestimento” sobrio, non una maschera, sicché ha finito con l’essere credibile in alcune circostanze.
Renato Schifani ha virtù di cui nemmeno Gianni Letta dispone: ragiona con la mente del suo leader. Pare che non abbia bisogno di ascoltarlo, di ricevere dritte per dire le cose giuste al momento giusto. Una qualità scoperta lentamente ma in modo inequivocabile.
Rino Formica ritiene che la presidenza della Repubblica sia alla portata del siciliano Renato Schifani e che nella partita che Berlusconi sta giocando con Fini e Bossi ci stia dentro anche il “piano B” con riferimento al ritorno alle urne e alla legge elettorale. Se si sbagliano i tempi e non si ottengono i numeri adatti per mandare un uomo al Quirinale cade rovinosamente la grande aspirazione di Berlusconi di salire al Colle personalmente o per interposta persona.
Mandare Schifani al Quirinale non e’, certo, come andarci di persona, ma non e’ poi così diverso.
I tempi del “riportino”, la piccola querelle sull’opportunità di aggiustare i quattro peli in testa in modo conveniente in modo da combattere la calvizie, sono lontani mille miglia. Una distanza siderale. Schifani mostra la sua fronte ampia e sondabile: non solo non ha perso niente rinunciando al riportino, come suggerito da Silvio Berlusconi a suo tempo, ma ci ha guadagnato. Sembra saggio, sobrio, cauto.
Formica, però, pensa che ci sia un terzo incomodo e che questo terzo incomodo abbia un nome e cognome, manco a dirlo: Giulio Tremonti, sempre lui. “Con questa legge”, ragiona Formica, “basta una maggioranza relativa, che diventa assoluta per avere il controllo della società per i prossimi sette anni, attraverso il nuovo Parlamento… Tremonti e’ il candidato della Lega, che ha buoni sergenti ma non uomini di diritto…Avendo un’educazione da spirito libero tra i socialisti, dove la liberta’ era un culto, Tremonti è a disagio in una caserma aziendale".
Sembra fantapolitica ma per Formica non lo è affatto: il vero contendente del Cavaliere e, in seconda battuta di Renato Schifani, è Giulio Tremonti.
Visto che ci concedono l'onore di un nostro corregionale al colle più alto;
visto che hanno fatto trenta, facciano trentuno e ci concedano le primarie regionali per il nome più altisonante per la presidenza della repubblica.
Io avrei altri due nomi di alto lignaggio e graditi al satrapo di Arcore: Fabrizio Corona e Emilio Fede...
Agli altri l'onere di trovare nomi altrettanto nobili...
Laura Perego. Peccato che non abbia ancora cinquant'anni.
Mi auguro che, come è sempre successo d'altronde, quando il parlamento dovrà eleggere il nuovo "Presidente della Repubblica Italiana" sappia trovare una personalità che non mortifichi l'istituzione "più alta" che rappresenta il primo "Italiano" in Italia e l'ITALIA nel Mondo.
Riflettete quando andrete a votare per il parlamento italiano (entro dicembre o entro aprile) non votando, se potete, le orde dei candidati agli ordini di berlusconi.
qualunque siciliano che sta tra le alte cariche dello stato italiano, non è siciliano perchè per stare lì deve fare gli interessi del nord a danno della sicilia...
SICILIA INDIPENDENTE!!!
Ci mancherebbe solo sta disgrazia!
Lasciate perdere, che già ha raggiunto una carica inpensabile per lo spessore umano e politico che impersona.
Troppo limitato ed arrivista.
Per carità: rifondiamo l'Italia partendo dagli uomini giusti e degni di rappresentare il nostro bel paese.
Che jattura.............................
Io proporrei l'On. Pippo Fallica ex FI oggi PdL, voi direte na cu è, esiste, lo avete sentito nominare?, no ma esiste ha fatto il portaborse e lo iesmen ed è stato ripagato , è già alla seconda legislatura, si è fatto assumere dagli amici alla Regione Siciliana, non sappiamo con quale incarico, comunque vogliamo a presidente della repubblica questo illustre sconosciuto
Visto che ci concedono l'onore di un nostro corregionale al colle più alto;
visto che hanno fatto trenta, facciano trentuno e ci concedano le primarie regionali per il nome più altisonante per la presidenza della repubblica.
Io avrei altri due nomi di alto lignaggio e graditi al satrapo di Arcore: Fabrizio Corona e Emilio Fede...
Agli altri l'onere di trovare nomi altrettanto nobili...
Totò Cuffaro for president!
Ci mancherebbe solo sta disgrazia!
Lasciate perdere, che già ha raggiunto una carica inpensabile per lo spessore umano e politico che impersona.
Troppo limitato ed arrivista.
Per carità: rifondiamo l'Italia partendo dagli uomini giusti e degni di rappresentare il nostro bel paese.
Che jattura.............................
Ancora una volta la politica mostra tuuti i suoi limiti, lo dimostrano le credenziali evidenziate e ritenute qualità di questi candidati. Uno inutimente siciliano l'altro utilmento settentrionale, comunque collegati agli interessi dei poteri economico-finanziari che effettuano le scelte quelle vere; non se ne fa mistero, apprendiamo, qualora non l'avessimo ancora fatto, quali debbano essere le competenze di un politico, che nell'italietta di oggi, quelle ritenute indispensabili per aspirare ai vertici istituzionali.
Ma una domanda ritengo sia ancora lecita, a chi risponde, oggi più che mai, la politica? all'elettorato forse? si direbbe di no. La politica, intendo quella di levatura nazionale, nel mostrare la totale inadeguatezza nel garantire l'interesse generale, mostra tutta l'arroganza tipica di coloro che esercitano un potere totolitario nascandosi dietro la rete e sbandierando la legittimazione democratica; eludendo che da quel nascondiglio traspaiono i contenuti e le vere intenzioni, per quanti sono veramente intenzionati ad osservare.
Certo come si possono contrastare simili espliciti abberrazioni, "sono credibile in quanto garantisco i poteri economici " non disdegnando di calpestare quanti hanno dovuto sporcarsi le mani in una cabina elettorale. Il principio secondo il quale questa democrazia anche in simili condizioni possa ancora ritenersi tale mi appare misterioso. Nell'evidenziare una totale rozza inaguatezza, ritengo si debba esercitare un approfondimento, ad esclusione dei militanti, ed interrogarsi sul termine da utilizzare e se definire ancora il nostro sistema "democratico".
Quale credibilità può avere la massima carica dello stato all'interno di un quadro del genere? me lo chiedo e non trovo che una risposta, in questo modo ci viene proposto un modello sociale che deve coinvolgere tutti i cittadini; il principio rivela che la assuluta subordinazione è una qualità, ed è universalmente riconosciuta quando la si esertita all'interno di interessi ben circoscritti. Certamente non coinvolge in forma esclusiva la policica ma, tutti coloro i quali hanno compiti e funzioni connessi alla formazione di modelli sociali o definiscono gli argini di ciò che può essere realmete discusso.
L'esercizio della mistificazione della realtà rimane l'attitudine maggiormente valorizzata, valutata con coefficienti elevati per delegare compiti e funzioni di governo così come di controllo come nel nostro caso.
Abbiamo liberalizzto il prezzo della benzina per averne un vantaggio sociale nel tentativo di calmeriare il prezzo, abbiamo liberalizzato il costo delle RCA per trarne un beneficio collettivo dalla concorrenza, mi piacerebbe a questo punto che un qualunque esponente politico o istituzionale dicesse se è nelle proprie disponibilità rimettere in discussione tali scelte? Un esempio volutamente rozzo così come l'interrogativo retorico ha una sola risposta, no, no è possibile andare contro questi, costoro sono i veri governanti e si servono dei subalterni "politici di turno" per curare i loro particolari interessi, poco importa se non sono più in grado di nascondere questa contraddizione democratica, tanto i sudditi la devono accettare il modello è chiaro chi non lo fa è fuori, fuori anche dalla sopravvivenza come nel caso di noi meridionali.
Apprendiamo da questa figura oggi seconda carica dello stato che probabilmente è stata bruciata esponendola sin d'ora, ma adatta al ruolo che viene richiesto ai meridionali in genere ed ai siciliani in particolare. Quello di pupi ai quali non è consentito neppure mantenere il riportino. Fieri di avere un candidato di tale levatura, titolerei "siciliani che popolo dalla coppola al taglio del riportino".
Zetan
Visto che ci concedono l'onore di un nostro corregionale al colle più alto;
visto che hanno fatto trenta, facciano trentuno e ci concedano le primarie regionali per il nome più altisonante per la presidenza della repubblica.
Io avrei altri due nomi di alto lignaggio e graditi al satrapo di Arcore: Fabrizio Corona e Emilio Fede...
Agli altri l'onere di trovare nomi altrettanto nobili...
Comincio a pensare ad un altro candidato, che penso avrebbe dato fastidio a parecchi, a cominciare dal Berlusca. Ma è stato debitamente azzerato, ovvero si è fatto trombare come un pirla!
Coi suoi atteggiamenti era riuscito ad entrare nelle grazie dei vari Bersani e Bindi, Casini e Rutelli, e perfino Di Pietro si era sbilanciato in attestati di stima.
Stava conquistando la stima e la considerazione (a convenienza) dell'intero arco costituzionale, insomma stava lavorando bene per raggiungere questo obiettivo.
Mi piace pensare, alla luce di questa cronaca, che sia questo (anche) il motivo che ha portato allo scoppio della bomba di Montecarlo; con una deflagrazione più che potente per potere eliminare un concorrente diventato pericoloso oltre ogni aspettativa.
Meditate gente, meditate!
Roba da seconda repubblica e "Repubblica delle banane" se non ci arriva il debosciato ci va il miracolato per ben due volte (se santa Rosalia prima della sua nomina a presidente del senato glia avesse predetto in sonno che lo sarebbe diventato, non gli avrebbbe creduto)......in che mani siamo caduti................
..e poi , in seconda scelta Tremonti ? uno che ha appena detto che le leggi sulla sicurazza sul lvoro non possiamo permettercele ?
ALlora io voto Fabrizio Corona a capo dello stato
..e poi , in seconda scelta Tremonti ? uno che ha appena detto che le leggi sulla sicurazza sul lvoro non possiamo permettercele ?
ALlora io voto Fabrizio Corona a capo dello stato
..e poi , in seconda scelta Tremonti ? uno che ha appena detto che le leggi sulla sicurezza sul lvoro non possiamo permettercele ?
ALlora io voto Fabrizio Corona a capo dello stato
Dio ce ne scampi e ce ne liberi .....che persona senza spina dorsale e senza consenso elettorale ,un portaborse un lacche'
schifani al colle? finalmente si arriverebbe alla riforma costituzionale per dare un senso alla Presidenza della Repubblica, che con lui si andrebbe a perdere. Sempre che le inchieste giudiziarie di cui si riprende a parlare in queste ore,potrebbero non solo non farlo salire al colle ma anche fargli chiudere una carriera politica , per la quale non è che abbia fatto chissà quale sforzo se non mostrare compiacenza a Berlusconi. Formica sarà un attento osservatore, ma credo debba cambiare oculista.
che stupidaggine.
Letta al Colle no perchè esposto con Bertolaso mentre Schifani si anche se si stanno facendo ricorrenti le voci su alcuni intrighi mafiosi (tutti da dimostrare come per Bertolaso).
Personaggi come Schifani ed Alfano (pur se siciliani) non hanno la stoffa di leader politici ma vivono di luce riflessa da Berlusconi.
Basta vedere come si sono comportati in Sicilia : hanno sfruttato la loro posizione solo per dare un ritorno esclusivo nei loro collegi elettorali lasciando a becco asciutto i vari Castiglione e Firrarello che tanto hanno osannato la vicinanza a questi due.
Molte persone del gruppo Firrarello/Castiglione cominciano a mugugnare su i due "romani" che si sono fatto i c...zi loro abbandonandoli al nulla.
Forse Miccichè non ha tutti i torti ........