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I siciliani in campo a Roma e al di qua dello Stretto.
Fanno le carte, ma quanto contano veramente?

25 agosto 2010 12:29
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www.siciliainformazioni.com

Per un verso o per un altro finisce che sono loro che fanno le carte e, almeno in Sicilia, c’è un detto che sostiene, non sappiamo fino a che punto in modo veritiero, che “cu sparti avi la megghiu parti” (e’ il caso di tradurre? Proprio no, altrimenti come fareste a dilettarvi con i libro di Camilleri…).
Chi fa le carte? Non ci credereste, i siciliani. Quelli che non contano niente, hanno la ventura di stare sulle prime pagine, e ci rimangono che è un piacere ormai da parecchio tempo. Al punto che, forse, insomma non ci sfigurano, al netto del “merito”, s’intende.


Cominciamo, facendo un inventario, così, seduta stante con il rischio di commettere qualche dimenticanza: Carmelo Briguglio, Fabio Granata, Renato Schifani, Angelino Alfano, Stefania Prestigiacomo, Giulia Bongiorno, Gianfranco Miccichè, Anna Finocchiaro, Leoluca Orlando. Dobbiamo aggiungere Ignazio La Russa da Paternò? Ci sono due correnti di pensiero: una pretende di radicarlo in Sicilia, dove il padre è politicamente e biologicamente nato, un’altra lo colloca decisamente a Milano, perché è nella capitale lombarda che sono nate e si sono sviluppate le sue fortune politiche con l’aiuto di altri siciliani importanti, a quanto pare, nel campo dell’imprenditoria.


Non tutti hanno lo stesso peso e non tutti esercitano un reale ruolo decisionale. Ci sono siciliani che stanno in prima fila e sembrano in sonno perenne, altri che fanno chiaramente da spalla e si capisce subito che hanno funzioni se non marginali, piuttosto modeste.


Comunque il gruppo è folto. Potremmo aggiungere nomi di coloro che firmano emendamenti e disegni di legge importanti ma discussi e discutibili, che fanno il lavoro che altri non vogliono o non sanno fare, coloro che si prendono la responsabilità di evitare danni al premier nel campo giudiziario, fiscale o altro, ma sarebbe scorretto perché  si tratta di blitz. Finita l’urgenza ritornano nei ranghi, peones come prima.
Riflettendo sull’elenco colpisce in modo evidente il fatto che siano molto più rappresentati nel centrodestra che nel centrosinistra, dove troviamo solo Anna Finocchiaro: autorevole, competente ma con un limite: sembra non avere a che fare con la sua terra d’origine. Una sensazione che la stessa Finocchiaro, magari senza volerlo, alimenta perché sulle questioni siciliane non mette lingua, qualunque cosa accada. Una spiegazione? Azzardiamola: è stata valorizzata oltre lo Stretto, non nell’Isola, dove ha subito qualche cocente dispiacere (la candidatura alla presidenza della Regione).


Accanto alla Finocchiaro avremmo dovuto considerare, invero, Beppe Lumia, senatore ed ex Presidente della Comissione nazionale antimafia, ma si muove con disinvoltura nell’Isola, dove capeggia un’area nel Pd, che suggerisce l’alleanza con il governatore Lombardo ed il suo Mpa. Una posizione politica che alla luce degli eventi più recenti potrebbe avere delle implicazioni nazionali.
Resta, tuttavia, la constatazione di prima: la classe politica siciliana di sinistra e centrosinistra e’ numericamente assai modesta. Una eredità del vecchio Pci, che dopo avere avuto uomini come Li Causi, De Pasquale e Macaluso, per fare qualche esempio, è scomparsa, o quasi, dall’agone politico nazionale?
Anche Giuliano Amato, ci suggeriscono, è siciliano, ma non crediamo che sia possibile avallare una simile ipotesi. Terra biologica d’origine, ma paternità nazionale. Niente a che vedere con l’Isola.


Oggi in prima linea ci sono Miccichè, Briguglio e Granata, Schifani ed Alfano, tutti impegnati nelle vicende nazionali ed in quelle siciliani, che diventano propedeutiche di quelle nazionali se s’imbocca la strada delle urne. Miccichè è ancora l’enigma, la miccia inesplosa, il nodo da sciogliere e le incertezze sull’esito degli accordi siciliani passano in qualche misura (ma sempre con minore efficacia) attraverso di lui. Che farà? Dove andrà? Farà il Partito del Sud? Con chi e con quali propositi? Un partito “berlusconiano” o autonomo? Vecchi quesiti che non provocano più incubi ad alcuno, seppelliti dai conflitti nazionali.


Angelino Alfano guiderà la battaglia giudiziaria pro-Berlusconi e tenterà di portare in porto la riforma della giustizia, trovandosi “contri”, Anna Finocchiaro e, non sappiamo fino a che punto, Giulia Bongiorno. Briguglio e Granata il 17 settembre saranno “processati” dal collegio nazionale dei probiviri del Pdl, dal quale di fatto sono stati espulsi perchè “incompatibili”.
Gli altri? Non pervenuti.

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Anonimo 08 settembre 2010   12:57

La Sicilia, terra baciata a Cristo, non ha ancora trovato un antitodo per abbattere gli ASCARI che prima con l'invasione piemontese del 1860 ed oggi con l'invasione lombardo-veneta continuano a vendersi ai nordisti.

ANTUDO  !!!

Anonimo 27 agosto 2010   00:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 agosto 2010. Visualizza »

 Fu Aristotele nel suo trattato “De interpretatione” a capire, per primo, la forza di una simbologia: l’ircocervo, figura composita, metà hircus  e metà cervus, immagine mitologica che richiama la chimera e lo sforzo di andare oltre la realtà contingente, oltre i confini della semplice osservazione. 

Mi piace per questo assimilare all'ircocervo la sua alleanza PdL-PD (mi consenta la trasposizione dei due elementi politici secondo il mio personale ordine gerarchico) perchè supera i confini della semplice osservazione.

Ed ecco allora che dibattito filosofico e dibattito politico, nuovamente si aggrovigliano in una matassa tutta da districare. Sorry.

Ma non rischiamo di monopolizzare questa pagina?

Non rischiamo di indebolirne la staticità dell'intelaiatura?

Non rischiamo di essere accusati di conflitto di interessi?

Ciò nonostante e rischiando di brutto il linciaggio mediatico, mi sento di dichiarare pubblicamente che la cultura è lo strumento principe del risorgimento politico di un popolo; e credo anche che per usare questo strumento a fini politici (non è un lapsus freudiano, ma potrei stracciarmi le vesti!) per il raggiungimento del tanto vantato "bene comune" e della tanto esibita e mai praticata quotidianamente “legalità”, si deve non solo studiare, ma coltivare una mente libera dalle ideologie e dai pregiudizi, dai personalismi e dai ricatti, dalla parzialità e dalla iniquità.

In sintesi si dovrebbe praticare l'umiltà, nel senso più aulico e filosofico del termine.

Chi è disposto tra i politici ad intraprendere un cammino tanto impopolare?

Qual'è quel politico disposto a sedersi al tavolo delle trattative senza usare il proprio potere contrattuale?

A mio parere finchè saremo costretti a riflettere, inserendo un punto di domanda alla fine del nostro ragionamento, vorrà dire che il popolo italiano ha scelto la guerra civile con momenti di ipnosi intellettuale da dedicare al Grande Fratello e momenti di pieno carburante distribuito dai grandi affabulatori di regime, quali un Travaglio o un Costanzo, una Bindi o una Finocchiaro, un Granata o un Di Pietro, così tanto per giustificare il balzello del canone RAI! 

Quanto sarebbe opportuno che i politici leggessero "I suggerimenti di buon vivere dettati da Francesco Sforza pel figliolo Galeazzo Maria"!

Ecco allora, solo allora potremmo lasciare libero l'ircocervo.

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

...grazie per la  bella  immagine  ...

..........................................

Mario Guglielmino

 

 

Anonimo 26 agosto 2010   17:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 agosto 2010. Visualizza »

 Gentma  Arch Aiello

simpaticamente  e  con mia  riconoscenza  ha accolto la  mano  offerta con il calumet della  pace.

LEi ravvede ,come mi pare  di  capire , in  questa  dicotomia quasi da guerra  civile una  sorta  di istinto al quale noi italiani saremmo incapaci di sottrarci.In effetti la mia  era  solo una provocazione a pensare altre  soluzioni.E anch'io credo  difficilissima  la  grande  coalizione  qui da noi.Pero' la  mia  domanda  era  un po'  diversa .Non era  un vero  auspicio.Era  proprio la  richiesta  di  un  confronto,una  domanda  se  vuole  puramente  accademica  ,teorica.Lei dice bene .E' follia  che  in Italia  chi  perde desideri poi  governare.Ma  le  ripropongo la riflessione  ,la  prego di  considerarla  nel modo piu' astratto e  quindi universale.LEi infatti  scrive, soprattutto  nelle ultime  righe , delle  cose  molto  importanti.

E  perche' , io  mi  domando , pur sapendo che " ci sara' qualcuno che pur vincendo le elezioni non riuscira'  lo stesso  a governare"  dobbiamo  continuare  per  questa  strada  "che non spunta"(alla  panormita)?

Infatti ,io per  grossa  coalizione  intendevo proprio  alleanza  di governo PD - PDL  .  (..prego non  stracciarsi le  vesti)

Proprio  per  affermare e  rendere  vero  cio' che ,ripeto ,Lei giustamente afferma  nelle  ultime  righe,non crede  che  la via  sia  proprio  questa "bestemmia" politica(l'unione  degli  opposti ) ?E  che  la  mancata  acquisizione  di  questo  dato  e  di questa  possibile  soluzione  sia  l'origine  di  tutti nostri  i  mali  ?  non  han peccato  forse  le  due  opposte fazioni  e  il  loro  esponenti (la  c.d."classe  politica " ) di orgoglio,interesse  di parte ,miopia ,impreparazione  al  confronto e   al dialogo e mancanza  di umilta'  nel  ritenersi  autosufficienti  in  un contesto  di  consenso che  non rende  nessuno (almeno per  ora  )  autosufficiente (pur conservando il  rispetto e  l'ascolto  e l'accoglienza  delle  differenze),lasciando che  si  creasse nuovamente (come Lei  stessa dice ) un "non - senso"  di  centrismo in  un  sistema che invece  vorrebbe  nelle  sue  intenzioni e  prerogative essere bipolare ?Forse  la  via  d'uscita  e'  proprio riconoscere  questa  necessita' :che finche ' ,nella  dialettica  democratica, non  vi sara'  una  netta  predominanza  delle  istanze  e del  consenso  dell'una  o  dell'altra  parte ....si  deve  semplicemente   insieme  governare.

L'uovo di Colombo ?

Cordiali SAluti,in  attesa  suo  gradito  parere.

Mario  Guglielmino

 

 Fu Aristotele nel suo trattato “De interpretatione” a capire, per primo, la forza di una simbologia: l’ircocervo, figura composita, metà hircus  e metà cervus, immagine mitologica che richiama la chimera e lo sforzo di andare oltre la realtà contingente, oltre i confini della semplice osservazione. 

Mi piace per questo assimilare all'ircocervo la sua alleanza PdL-PD (mi consenta la trasposizione dei due elementi politici secondo il mio personale ordine gerarchico) perchè supera i confini della semplice osservazione.

Ed ecco allora che dibattito filosofico e dibattito politico, nuovamente si aggrovigliano in una matassa tutta da districare. Sorry.

Ma non rischiamo di monopolizzare questa pagina?

Non rischiamo di indebolirne la staticità dell'intelaiatura?

Non rischiamo di essere accusati di conflitto di interessi?

Ciò nonostante e rischiando di brutto il linciaggio mediatico, mi sento di dichiarare pubblicamente che la cultura è lo strumento principe del risorgimento politico di un popolo; e credo anche che per usare questo strumento a fini politici (non è un lapsus freudiano, ma potrei stracciarmi le vesti!) per il raggiungimento del tanto vantato "bene comune" e della tanto esibita e mai praticata quotidianamente “legalità”, si deve non solo studiare, ma coltivare una mente libera dalle ideologie e dai pregiudizi, dai personalismi e dai ricatti, dalla parzialità e dalla iniquità.

In sintesi si dovrebbe praticare l'umiltà, nel senso più aulico e filosofico del termine.

Chi è disposto tra i politici ad intraprendere un cammino tanto impopolare?

Qual'è quel politico disposto a sedersi al tavolo delle trattative senza usare il proprio potere contrattuale?

A mio parere finchè saremo costretti a riflettere, inserendo un punto di domanda alla fine del nostro ragionamento, vorrà dire che il popolo italiano ha scelto la guerra civile con momenti di ipnosi intellettuale da dedicare al Grande Fratello e momenti di pieno carburante distribuito dai grandi affabulatori di regime, quali un Travaglio o un Costanzo, una Bindi o una Finocchiaro, un Granata o un Di Pietro, così tanto per giustificare il balzello del canone RAI! 

Quanto sarebbe opportuno che i politici leggessero "I suggerimenti di buon vivere dettati da Francesco Sforza pel figliolo Galeazzo Maria"!

Ecco allora, solo allora potremmo lasciare libero l'ircocervo.

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

Anonimo 26 agosto 2010   15:48

 ..rileggendo ,per  completezza, tra  i  "non -senso"  politici in un  sistema imperfettamente   bipolare  come il  nostro devo annoverare  e richiamare  non  solo  i  centristi ma anche  quelle  "mine vaganti"  di cui ben sappiamo,che  pur avendone occupato il  posto  non  possiamo  piu'  certamente definire  ne'  estrema  destra  ne'  estrema  sinistra,sia perche' da quelle  differiscono profondamente  sia  perche'  sono  appunto  delle  "mine  vaganti".

mario  Guglielmino

Anonimo 26 agosto 2010   15:35
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 agosto 2010. Visualizza »

Non è la prima volta che la mia keyboard di XP  voracemente si nutre di vocali e consonanti. Sorry! 

Nonostante tutto, lusingata dalla sua richiesta di un mio parere personale sul tema della Grosse Koalition, cercherò di non divagare verso le schermaglie della Crusca.

Grosse Koalition, cinico calcolo politico per scongiurare sorprese? Patto scellerato? Che forse la guerra civile in Italia non è mai finita e che il popolo italiano ne è tutt’oggi vittima? L'Italia è un caso unico in Europa per la sua “ingovernabilità”! Questo è un fatto incontestabile. Sembra quasi  di dover constatare che anche la seconda e la terza generazione, cioè i figli e persino i figli dei figli, abbiano ricevuto dai padri quell’eredità della guerra civile a cui pare che nessuno voglia rinunciare.

In nessun altro Paese ciascuna classe politica che dovrebbe rappresentare la metà dei suoi cittadini è in totale disaccordo con l’altra sulla diversa visione e concezione, non solo della politica, dell’economia, del sociale, degli aspetti etici e culturali, ma anche e soprattutto su quei famosi “valori” che  sono e saranno sempre inconciliabili e inderogabili.

Fare l’opposizione in Italia è sempre stata la cosa più facile e producente: ricordiamoci d’altronde la sentenza di Benito Mussolini il quale sosteneva che cercare di governare gli Italiani, non solo è difficile, ma è del tutto inutile.  Le ideologie e i muri saranno anche caduti, come ella dice, ma lo scontro fra le due opposte fazioni non è mai stato aspro come ora, la guerra civile fra gli italiani continua ed è più accesa che mai e piace, eccome se piace! E dopo Berlusconi ci sarà qualcuno che vincendo le elezioni non riuscirà lo stesso a governare, per gli stessi motivi, lacci e lacciuoli per cui oggi il Paese è ingovernabile. I Finiani (quattro gatti) vogliono ritornare al proporzionale, cambiare la legge elettorale del 94 per avere un briciolo di rappresentanza, follia! Vogliono ritornare alla configurazione storica di una politica italiana, profondamente basata su un'ampia rosa di partiti che, seppur piccoli, continuerebbero ad esistere "a prescindere" ! Follia! E tutto perchè? Mia nonna direbbe tutt'a sciarra è p'a cutra!  Grosse Koalition: Patto Scellerato!!

Governa chi vince le elezioni: in Italia chi perde vorrebbe governare. Follia! La scelta del sistema maggioritario (1994) ha determinato la fine del centrismo e la nascita del bipolarismo; la fine dell’unità del voto cattolico ha avuto come conseguenza la fine del centrismo. Oggi il centro è un residuato privo di contenuti che fa da foglia di fico agli estremismi (Finiani), alla Sinistra e all' Italia dei Valori una sorta di Grosse Koalition.

 

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie 

 

 

 

 Gentma  Arch Aiello

simpaticamente  e  con mia  riconoscenza  ha accolto la  mano  offerta con il calumet della  pace.

LEi ravvede ,come mi pare  di  capire , in  questa  dicotomia quasi da guerra  civile una  sorta  di istinto al quale noi italiani saremmo incapaci di sottrarci.In effetti la mia  era  solo una provocazione a pensare altre  soluzioni.E anch'io credo  difficilissima  la  grande  coalizione  qui da noi.Pero' la  mia  domanda  era  un po'  diversa .Non era  un vero  auspicio.Era  proprio la  richiesta  di  un  confronto,una  domanda  se  vuole  puramente  accademica  ,teorica.Lei dice bene .E' follia  che  in Italia  chi  perde desideri poi  governare.Ma  le  ripropongo la riflessione  ,la  prego di  considerarla  nel modo piu' astratto e  quindi universale.LEi infatti  scrive, soprattutto  nelle ultime  righe , delle  cose  molto  importanti.

E  perche' , io  mi  domando , pur sapendo che " ci sara' qualcuno che pur vincendo le elezioni non riuscira'  lo stesso  a governare"  dobbiamo  continuare  per  questa  strada  "che non spunta"(alla  panormita)?

Infatti ,io per  grossa  coalizione  intendevo proprio  alleanza  di governo PD - PDL  .  (..prego non  stracciarsi le  vesti)

Proprio  per  affermare e  rendere  vero  cio' che ,ripeto ,Lei giustamente afferma  nelle  ultime  righe,non crede  che  la via  sia  proprio  questa "bestemmia" politica(l'unione  degli  opposti ) ?E  che  la  mancata  acquisizione  di  questo  dato  e  di questa  possibile  soluzione  sia  l'origine  di  tutti nostri  i  mali  ?  non  han peccato  forse  le  due  opposte fazioni  e  il  loro  esponenti (la  c.d."classe  politica " ) di orgoglio,interesse  di parte ,miopia ,impreparazione  al  confronto e   al dialogo e mancanza  di umilta'  nel  ritenersi  autosufficienti  in  un contesto  di  consenso che  non rende  nessuno (almeno per  ora  )  autosufficiente (pur conservando il  rispetto e  l'ascolto  e l'accoglienza  delle  differenze),lasciando che  si  creasse nuovamente (come Lei  stessa dice ) un "non - senso"  di  centrismo in  un  sistema che invece  vorrebbe  nelle  sue  intenzioni e  prerogative essere bipolare ?Forse  la  via  d'uscita  e'  proprio riconoscere  questa  necessita' :che finche ' ,nella  dialettica  democratica, non  vi sara'  una  netta  predominanza  delle  istanze  e del  consenso  dell'una  o  dell'altra  parte ....si  deve  semplicemente   insieme  governare.

L'uovo di Colombo ?

Cordiali SAluti,in  attesa  suo  gradito  parere.

Mario  Guglielmino

 

Anonimo 26 agosto 2010   15:09

I sicliani del PdL non contano nulla, sono solo a servizio del loro padrone Berlusconi,(vedi Alfano che fa lo zerbino) il più noto, e Schifani (il miracolato, quando se lo sognava di fare il presidente del senato)m poi ve ne sono tanti altri che se ne stanno buoni senza fare rumore per essre sicuri di essere di nuovo messi il lista, ed aspettare la magnanimità del capo, po non parliamo delle donne.............

Anonimo 26 agosto 2010   14:43
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e voi avete ancora il tempo di scrivere tutto quello che scrivete?

chi siete, raccomandati o galoppini di questi signorotti?

i ns. emeriti faccendieri siciliani, contano molto qua ..

qquaqquaraqua...

 

Lo "stiletto" logora chi non ce l'ha. 

Anonimo 25 agosto 2010   23:14

e voi avete ancora il tempo di scrivere tutto quello che scrivete?

chi siete, raccomandati o galoppini di questi signorotti?

i ns. emeriti faccendieri siciliani, contano molto qua ..

qquaqquaraqua...

 

Anonimo 25 agosto 2010   23:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 agosto 2010. Visualizza »

 Gent.ma Arch.   Aiello

comunque ,la  invito,se   lo desidera ,a  chiudere  temporaneamente e  sospendere queste  schermaglie   e accidenti da  studiosi della  Crusca   per  esprimere  invece il Suo  parere  personale sull'idea di una  grande  coalizione in stile  tedesco,motivo per cui ho considerato le  sue  previsioni politiche come segnate  (d'altronde come  quelle  di  tanti  di  noi  ,anche le  mie )  da  alcuni preconcetti,muri,barriere   ,colonne  d'Ercole  insormontabili.Non  e' forse gia' caduto "quel "muro ?  cosa dovrebbe  impedire ai  due maggiori partiti in  democrazia di collaborare al governo  in  nome  del  tanto invocato bipartitismo ?non crede  che  cercando la solita vittoria stiamo tutti cercando l'araba  fenice  o  la  pietra  filosofale ?

Mario  guglielmino

Non è la prima volta che la mia keyboard di XP  voracemente si nutre di vocali e consonanti. Sorry! 

Nonostante tutto, lusingata dalla sua richiesta di un mio parere personale sul tema della Grosse Koalition, cercherò di non divagare verso le schermaglie della Crusca.

Grosse Koalition, cinico calcolo politico per scongiurare sorprese? Patto scellerato? Che forse la guerra civile in Italia non è mai finita e che il popolo italiano ne è tutt’oggi vittima? L'Italia è un caso unico in Europa per la sua “ingovernabilità”! Questo è un fatto incontestabile. Sembra quasi  di dover constatare che anche la seconda e la terza generazione, cioè i figli e persino i figli dei figli, abbiano ricevuto dai padri quell’eredità della guerra civile a cui pare che nessuno voglia rinunciare.

In nessun altro Paese ciascuna classe politica che dovrebbe rappresentare la metà dei suoi cittadini è in totale disaccordo con l’altra sulla diversa visione e concezione, non solo della politica, dell’economia, del sociale, degli aspetti etici e culturali, ma anche e soprattutto su quei famosi “valori” che  sono e saranno sempre inconciliabili e inderogabili.

Fare l’opposizione in Italia è sempre stata la cosa più facile e producente: ricordiamoci d’altronde la sentenza di Benito Mussolini il quale sosteneva che cercare di governare gli Italiani, non solo è difficile, ma è del tutto inutile.  Le ideologie e i muri saranno anche caduti, come ella dice, ma lo scontro fra le due opposte fazioni non è mai stato aspro come ora, la guerra civile fra gli italiani continua ed è più accesa che mai e piace, eccome se piace! E dopo Berlusconi ci sarà qualcuno che vincendo le elezioni non riuscirà lo stesso a governare, per gli stessi motivi, lacci e lacciuoli per cui oggi il Paese è ingovernabile. I Finiani (quattro gatti) vogliono ritornare al proporzionale, cambiare la legge elettorale del 94 per avere un briciolo di rappresentanza, follia! Vogliono ritornare alla configurazione storica di una politica italiana, profondamente basata su un'ampia rosa di partiti che, seppur piccoli, continuerebbero ad esistere "a prescindere" ! Follia! E tutto perchè? Mia nonna direbbe tutt'a sciarra è p'a cutra!  Grosse Koalition: Patto Scellerato!!

Governa chi vince le elezioni: in Italia chi perde vorrebbe governare. Follia! La scelta del sistema maggioritario (1994) ha determinato la fine del centrismo e la nascita del bipolarismo; la fine dell’unità del voto cattolico ha avuto come conseguenza la fine del centrismo. Oggi il centro è un residuato privo di contenuti che fa da foglia di fico agli estremismi (Finiani), alla Sinistra e all' Italia dei Valori una sorta di Grosse Koalition.

 

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie 

 

 

 

Anonimo 25 agosto 2010   19:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 agosto 2010. Visualizza »

Quando iniziai la mia carriera professionale e mi trovai ad essere progettista e direttore dei lavori di restauro in un edificio della metà dell'800, la squadra di cantiere che avrei diretto si presentò alla consegna dei lavori con fare di sussieguo, essendo io donna, un architetto.

L'ebanista, dopo un paio di minuti, mi appellò con queste parole: "Architetta, ma i succhiari li amu a canciari subito?"

Ebbene, se la sottoscritta non avesse avuto conoscenza della letteratura e del linguaggio siciliano dei maestri di cantiere, avrebbe dovuto andare via e fare altro. Invece risposi che questa domanda dimostrava la sua impreparazione alla regola dell'arte. Percò rimasi e ogni giorno trovavo steso un tappeto rosso all'entrata del cantiere.

Orbene, la sua graziosa provocazione sul tema di una "trabecolla nascosta" (così ella ha scritto) mi fa sorridere e mi conferma che la storia si ripete!

Mon dieu! Noi siciliani!

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie 

 

 

 Gent.ma Arch.   Aiello

comunque ,la  invito,se   lo desidera ,a  chiudere  temporaneamente e  sospendere queste  schermaglie   e accidenti da  studiosi della  Crusca   per  esprimere  invece il Suo  parere  personale sull'idea di una  grande  coalizione in stile  tedesco,motivo per cui ho considerato le  sue  previsioni politiche come segnate  (d'altronde come  quelle  di  tanti  di  noi  ,anche le  mie )  da  alcuni preconcetti,muri,barriere   ,colonne  d'Ercole  insormontabili.Non  e' forse gia' caduto "quel "muro ?  cosa dovrebbe  impedire ai  due maggiori partiti in  democrazia di collaborare al governo  in  nome  del  tanto invocato bipartitismo ?non crede  che  cercando la solita vittoria stiamo tutti cercando l'araba  fenice  o  la  pietra  filosofale ?

Mario  guglielmino

Anonimo 25 agosto 2010   18:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 agosto 2010. Visualizza »

Quando iniziai la mia carriera professionale e mi trovai ad essere progettista e direttore dei lavori di restauro in un edificio della metà dell'800, la squadra di cantiere che avrei diretto si presentò alla consegna dei lavori con fare di sussieguo, essendo io donna, un architetto.

L'ebanista, dopo un paio di minuti, mi appellò con queste parole: "Architetta, ma i succhiari li amu a canciari subito?"

Ebbene, se la sottoscritta non avesse avuto conoscenza della letteratura e del linguaggio siciliano dei maestri di cantiere, avrebbe dovuto andare via e fare altro. Invece risposi che questa domanda dimostrava la sua impreparazione alla regola dell'arte. Percò rimasi e ogni giorno trovavo steso un tappeto rosso all'entrata del cantiere.

Orbene, la sua graziosa provocazione sul tema di una "trabecolla nascosta" (così ella ha scritto) mi fa sorridere e mi conferma che la storia si ripete!

Mon dieu! Noi siciliani!

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie 

 

 

Gentmo Architetto  Aiello

sono contento di averla fatta  sorridere  in merito alla mia  professata e  dichiarata  ignoranza architettonica.

 

Ogni tanto fa bene.

 

Tuttavia, mi consenta,se  Ella  va  a  rileggere con attenzione  il testo ho propriamente utilizzato il termine  TRABECOLELLA   ,intendendo il diminutivo vezzeggiativo di TRABECOLA.Non quindi trabecolla  ,cosi' come  Ella  mi "imputa"(..mi  conceda un po' di poesiucola  da strapazzo)

 

Se  lei vorra' quindi  potra' pur disquisire sull'arcaico trabecola  alla  maniera  della  Crusca , o forse avrei fatto  meglio  a  usare il termine  trave o travicella?

 

saluti

Mario Guglielmino

Anonimo 25 agosto 2010   18:24
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 agosto 2010. Visualizza »

Certo la filosofia non  serve  NULLA  (va tolto  indubitabilmente la particella  dativa A ) :perche'  e'  regina. Attenzione  alle  traduzioni e  alle  semplificazioni.

Come  LEi  ,gentma  e'  Architetto  e  comprende  bene  l'importanza  di  una  trabecolella nascosta in un edificio che  per  me  potrebbe   con grave  errore  di  valutazione   essere senza  valore ,lasci che  a  far commenti  su  Aristotele  siano i  filosofi.Anche  perche' i non  filosofi ,leggendo ignari questa  citazione  sparata  su un blog  penserebbero che  Aristotele  sia  un  semplice  razzista .

 

Riguardo  a  Fini e' liberissima di pensare cio' che  Ella  crede.La  storia  ,a  breve ,dara'  il  suo  responso.

 

Cordiali saluti

 

Mario Guglielmino.

Quando iniziai la mia carriera professionale e mi trovai ad essere progettista e direttore dei lavori di restauro in un edificio della metà dell'800, la squadra di cantiere che avrei diretto si presentò alla consegna dei lavori con fare di sussieguo, essendo io donna, un architetto.

L'ebanista, dopo un paio di minuti, mi appellò con queste parole: "Architetta, ma i succhiari li amu a canciari subito?"

Ebbene, se la sottoscritta non avesse avuto conoscenza della letteratura e del linguaggio siciliano dei maestri di cantiere, avrebbe dovuto andare via e fare altro. Invece risposi che questa domanda dimostrava la sua impreparazione alla regola dell'arte. Percò rimasi e ogni giorno trovavo steso un tappeto rosso all'entrata del cantiere.

Orbene, la sua graziosa provocazione sul tema di una "trabecolla nascosta" (così ella ha scritto) mi fa sorridere e mi conferma che la storia si ripete!

Mon dieu! Noi siciliani!

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie 

 

 

Anonimo 25 agosto 2010   17:48
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 Splendido commento. Grazie.

Mi piacerebbe davvero conoscere il pensiero della coltissima quasi omonima professoressa che ella cita, proprio su un tema così controverso.

La filosofia rappresenta, a mio avviso, una delle attività spirituali autonome più esaltanti perchè, attestandosi secondo schemi metodologici determinanti - alcuni dei quali sono la teoretica, la morale, la politica - ci permette di definire i modi del conoscere e dell'agire umano.

Ordunque, a supporto di questo momento personale di attività speculativa, ho scelto questo ragionamento controverso di Aristotele che, a mio parere, non è un abuso di astrazione, ma al contrario appare confezionato sartorialmente su Gianfranco Fini, nulla togliendo al fatto che potrei anche non condividerlo nel merito del ragionamento stesso. Ma che per Fini calza come un guanto! 

Cogliendo il vantaggio dell'ospitalità di Sicilia Informazioni, inoltre, mi consenta di non raccogliere la sua preghiera di "lasciar perdere le citazioni aristoteliche".

Adoro Aristotele, soprattutto quando ci suggerisce: "La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che, proprio perchè priva del legame di servitù, è il sapere più nobile".

 

Come potrei esercitare la mia professione di architetto, se non fossi anche un po' "filosofa"?

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

..comunque gia' la  Sua  seconda  citazione  rilevata  e'  molto piu' significativa  del  pensiero aristotelico che non  la  precedente..

Concordo sui rapporti  strettissimi tra architettura e    filosofia.

Mario  Guglie

Anonimo 25 agosto 2010   17:44
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 Splendido commento. Grazie.

Mi piacerebbe davvero conoscere il pensiero della coltissima quasi omonima professoressa che ella cita, proprio su un tema così controverso.

La filosofia rappresenta, a mio avviso, una delle attività spirituali autonome più esaltanti perchè, attestandosi secondo schemi metodologici determinanti - alcuni dei quali sono la teoretica, la morale, la politica - ci permette di definire i modi del conoscere e dell'agire umano.

Ordunque, a supporto di questo momento personale di attività speculativa, ho scelto questo ragionamento controverso di Aristotele che, a mio parere, non è un abuso di astrazione, ma al contrario appare confezionato sartorialmente su Gianfranco Fini, nulla togliendo al fatto che potrei anche non condividerlo nel merito del ragionamento stesso. Ma che per Fini calza come un guanto! 

Cogliendo il vantaggio dell'ospitalità di Sicilia Informazioni, inoltre, mi consenta di non raccogliere la sua preghiera di "lasciar perdere le citazioni aristoteliche".

Adoro Aristotele, soprattutto quando ci suggerisce: "La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che, proprio perchè priva del legame di servitù, è il sapere più nobile".

 

Come potrei esercitare la mia professione di architetto, se non fossi anche un po' "filosofa"?

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

Certo la filosofia non  serve  NULLA  (va tolto  indubitabilmente la particella  dativa A ) :perche'  e'  regina. Attenzione  alle  traduzioni e  alle  semplificazioni.

Come  LEi  ,gentma  e'  Architetto  e  comprende  bene  l'importanza  di  una  trabecolella nascosta in un edificio che  per  me  potrebbe   con grave  errore  di  valutazione   essere senza  valore ,lasci che  a  far commenti  su  Aristotele  siano i  filosofi.Anche  perche' i non  filosofi ,leggendo ignari questa  citazione  sparata  su un blog  penserebbero che  Aristotele  sia  un  semplice  razzista .

 

Riguardo  a  Fini e' liberissima di pensare cio' che  Ella  crede.La  storia  ,a  breve ,dara'  il  suo  responso.

 

Cordiali saluti

 

Mario Guglielmino.

Anonimo 25 agosto 2010   17:16

Sondaggi o no, resta il mistero del perché l'asse Berlusconi- Tremonti - Bossi, il più antimeridionale ed antisiciliano della storia dell'Italia unita debba avere più di dieci voti a sud di Roma, e quindi vincere. Resta il mistero dell'incapacità dei meridionali e dei siciliani di darsi una propria vera rappresentanza politica.

Siamo cretini?

Siamo mafiosi?

Siamo in catene pure dentro la cabina elettorale?

Vi prego aiutatemi a capirlo.

Per quale ragione oggi un Siciliano dovrebbe votare per Berlusconi?

Anonimo 25 agosto 2010   16:04
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Gentile  Dssa  Aiello

a  mio  avviso  troppi  voli  d'angelo  politici nel  suo  intervento.

Io  credo  invece  che  Fini stia  interpretando lo spirito del  tempo  certificando la  nascita  di un  centro  destra   senza  Berlusconi,sconfessando  cio' che  molti (bErlusconi in  primis)  vorrebbero  continuare  a far  credere  vero :cioe'  la  sua  insostituibilta' -infungibilita'.

Tengo a precisare  che  Berlusconi  ha  dato  e  Berlusconi  ha  tolto a  se  stesso  ,avendo assunto quelle  posizioni irricevibili  nell'ambito  dei temi  giudiziari.

Se  cosi'  non  fosse  stato  il  centro destra  avrebbe  ancora  camminato  sotto  la  sua  egida.

 

Invece  farei  un'altra  ipotesi .In  Germania  abbiamo  un  esempio  di  grande  coalizione.Perche' non  percorrere  questa  via  anche  in  Italia ? intendo proprio  tra  i  partiti  di  maggioranza i  quali  si  troveranno  probabilmente  a constatare  l'ingovernabilita' nel post  elezioni.

A  mio  avviso  solo  in  codesta  maniera  potrebbe  essere  affermato  il  bipolarismo  e  si  disincentivera'  la  formazione  di  partiti  minori,i  quali  sono il  sale  ,ago della  bilancia  e  spina  nel  fianco dell'attuale  instabilita'  .

Questo valga  per  chi  e'  convinto assertore  del  bipolarismo.

 

A  coloro  per  i  quali  ,come il  sottoscritto , invece la  cosa  non  sarebbe  poi  cosi'  determinante  ..suggerisco che bastera' ridare  alla  politica  quella  dialettica  e quel  respiro  che  il  berlusconismo  ha  letteralmente e  subdolamente (ora  sempre piu' chiaramente)  soffocato per  avere  il  piacere  di  stare  in  una  democrazia

 

 

 

PS:La  prego di LAsciar perdere  le  citazioni  aristoteliche  che  suonano  ,senza alcun  commentario  ,davvero  a  sproposito.Aristotele  nelle  sue  tre  etiche  ha  delineato  una mirabile    figura  di  societa' e  di  uomo  ben  lontana ,ma  proprio  sideralmente  lontana da  quanto  questa  citazione  (una  delle piu'  controverse  )farebbe  pensare.

 

Non  so  cosa  ne  penserebbe  la  Sua  coltissima  quasi Omonima  professoressa  ,direttice  del  dipartimento  di  laurea in  storia  della filosofia  dell'universita' di  Palermo .

Distinti  saluti

Mario  Guglielmino

 Splendido commento. Grazie.

Mi piacerebbe davvero conoscere il pensiero della coltissima quasi omonima professoressa che ella cita, proprio su un tema così controverso.

La filosofia rappresenta, a mio avviso, una delle attività spirituali autonome più esaltanti perchè, attestandosi secondo schemi metodologici determinanti - alcuni dei quali sono la teoretica, la morale, la politica - ci permette di definire i modi del conoscere e dell'agire umano.

Ordunque, a supporto di questo momento personale di attività speculativa, ho scelto questo ragionamento controverso di Aristotele che, a mio parere, non è un abuso di astrazione, ma al contrario appare confezionato sartorialmente su Gianfranco Fini, nulla togliendo al fatto che potrei anche non condividerlo nel merito del ragionamento stesso. Ma che per Fini calza come un guanto! 

Cogliendo il vantaggio dell'ospitalità di Sicilia Informazioni, inoltre, mi consenta di non raccogliere la sua preghiera di "lasciar perdere le citazioni aristoteliche".

Adoro Aristotele, soprattutto quando ci suggerisce: "La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che, proprio perchè priva del legame di servitù, è il sapere più nobile".

 

Come potrei esercitare la mia professione di architetto, se non fossi anche un po' "filosofa"?

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

Anonimo 25 agosto 2010   15:44

Sono i  croupier ,ma li  paga il casino '...

Anonimo 25 agosto 2010   15:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 agosto 2010. Visualizza »

 Che cosa accadrebbe se si andasse alle urne con tre poli (Pdl-Lega, Fini-Casini-Rutelli e Pd-Idv-Vendola)?  Secondo i sondaggi di Piepoli (abbastanza verosimili) vincerebbe il PdL-Lega, anche al Senato con il premio di maggioranza su base regionale.

Pd-IdV-Vendola farebbero opposizione.

Perderebbero Fini-Casini-Rutelli. Perchè? Perchè Fini ha impostato il suo personale programma politico sulla riproposizione assillante di un futuro diverso per il PdL, intravisto come “alternativo al berlusconismo declinante e al leghismo trionfante".

Fini è un perdente proprio per questi motivi e con lui sono perdenti i suoi alleati. Non dimenticate l'Elefantino! Sostenuto anche da Luca Barbareschi e Giovanni Negri. Fu un insuccesso clamoroso!

Parafrasando Storace, infatti "Fini riscuote molto consenso tra coloro che non lo votano"!

E’ accaduto già all’inizio degli anni Novanta, quando Mario Segni con i referendum sulle leggi elettorali diede colpi mortali non solo a Craxi, ma all’intera classe dirigente della Prima repubblica, presto spazzata via da Tangentopoli.

Molti immaginarono che proprio Segni sarebbe diventato il nuovo protagonista della politica nazionale.

Indro Montanelli scommise su di lui, e si sbagliò clamorosamente.

I frutti li raccolse Berlusconi, sconfiggendo nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto. 

Gianfranco Fini incrociò i suoi destini con Mario Segni nel 1999, quando insieme si presentarono alle Europee con il simbolo dell’Elefantino. Operazione da dimenticare, e infatti precipitosamente cancellata dalla memoria.

Giorgio Almirante ancora si rivolta nelle tomba! E Fini non ha pace! Non ha ancora maturato cosa farà da grande!

O forse ha un taglio da opposizione che si trascina dall'MSI e non l'ha mai perduto, non riesce ad essere uomo di governo. (Se ho scritto qualcosa di impreciso, correggetemi!)

Ognuno ha il suo destino: "È chiaro dunque che ... ci sono da una parte gli schiavi per natura, dall’altra i liberi e che in certi casi la distinzione esiste e che allora agli uni giova l’essere schiavi, agli altri l’essere padroni e gli uni devono obbedire, gli altri esercitare quella forma di autorità a cui da natura sono stati disposti e quindi essere effettivamente padroni". (Etica nicomachea, Aristotele)

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

 

Gentile  Dssa  Aiello

a  mio  avviso  troppi  voli  d'angelo  politici nel  suo  intervento.

Io  credo  invece  che  Fini stia  interpretando lo spirito del  tempo  certificando la  nascita  di un  centro  destra   senza  Berlusconi,sconfessando  cio' che  molti (bErlusconi in  primis)  vorrebbero  continuare  a far  credere  vero :cioe'  la  sua  insostituibilta' -infungibilita'.

Tengo a precisare  che  Berlusconi  ha  dato  e  Berlusconi  ha  tolto a  se  stesso  ,avendo assunto quelle  posizioni irricevibili  nell'ambito  dei temi  giudiziari.

Se  cosi'  non  fosse  stato  il  centro destra  avrebbe  ancora  camminato  sotto  la  sua  egida.

 

Invece  farei  un'altra  ipotesi .In  Germania  abbiamo  un  esempio  di  grande  coalizione.Perche' non  percorrere  questa  via  anche  in  Italia ? intendo proprio  tra  i  partiti  di  maggioranza i  quali  si  troveranno  probabilmente  a constatare  l'ingovernabilita' nel post  elezioni.

A  mio  avviso  solo  in  codesta  maniera  potrebbe  essere  affermato  il  bipolarismo  e  si  disincentivera'  la  formazione  di  partiti  minori,i  quali  sono il  sale  ,ago della  bilancia  e  spina  nel  fianco dell'attuale  instabilita'  .

Questo valga  per  chi  e'  convinto assertore  del  bipolarismo.

 

A  coloro  per  i  quali  ,come il  sottoscritto , invece la  cosa  non  sarebbe  poi  cosi'  determinante  ..suggerisco che bastera' ridare  alla  politica  quella  dialettica  e quel  respiro  che  il  berlusconismo  ha  letteralmente e  subdolamente (ora  sempre piu' chiaramente)  soffocato per  avere  il  piacere  di  stare  in  una  democrazia

 

 

 

PS:La  prego di LAsciar perdere  le  citazioni  aristoteliche  che  suonano  ,senza alcun  commentario  ,davvero  a  sproposito.Aristotele  nelle  sue  tre  etiche  ha  delineato  una mirabile    figura  di  societa' e  di  uomo  ben  lontana ,ma  proprio  sideralmente  lontana da  quanto  questa  citazione  (una  delle piu'  controverse  )farebbe  pensare.

 

Non  so  cosa  ne  penserebbe  la  Sua  coltissima  quasi Omonima  professoressa  ,direttice  del  dipartimento  di  laurea in  storia  della filosofia  dell'universita' di  Palermo .

Distinti  saluti

Mario  Guglielmino

Anonimo 25 agosto 2010   15:26

L'ascarismo, di cui tanto si parla oggi, ritengo sia il più grave dei problemi che il sud e la Sicilia in particolare dovranno affrontare, se intendono svincolarsi dalla morsa mortale che ci ha condotti qui dove siamo, una terra ricchissima ridotta alla miseria.

 

La mia valutazione riguardo alle origini di questa condotta, la collega alla fine del periodo Borbonico, quando le più alte cariche militari ed aristocratiche si sono vendute ipotizzando lauti guadagni, in termini di vantaggi, che gli invasori poi non hanno mai riconosciuto, e perché mai l'avrebbero dovuto fare? non se lo sono chiesti costoro.

 

Da li la sindrome dei emulazione in termini di ricoscimento verso il vincitore che personalmente considero assimilabile alla sindrome di stendhal. Potrà sembrare eccessivo ma tuttavia questa rimane la mia opinione. Troppo difficile per un popolo orgoglioso ed individualista come il nostro accettare il dramma che abbiamo subito, gli errori legati a queste condotte, è stato meglio nasconderli pensando così di poterli superare. 

 

Grossissima ingenuità, pare che nell'incoscio sia individuale che collettivo i drammi, come quello subito a seguito dell'aggressione Piemontese, rimangano, e fintanto che non si decide di esplorarne l'origine continuano a causare danni pesanti ed anche irreversibili.

 

Dunque se così fosse, l'ascarismo si incastona nei nostri vizi, legittima l'interesse individuale e nasconde quando questo, sempre, sia connesso a quello collettivo. Il mio ottimismo mi induce a ritenere che siamo un una fase di cambiamento, anche su questo versante, personalmente me lo auguro per varie ragioni, la prima riguarda l'insofferenza personale ad accettare i soprusi, l'altra molto più grave è riferita al riterdo che abbiamo accumulato per liberarsi da questo fardello; ritengo che maggiore sarà il periodo trascorso tra l'origine del trauma e la sua fine, maggiore sarà la violenza collegata alla liberazione dallo stesso.

 

Non c'è rimedio, quello che abbiamo subito non può rimanere li dove lo abbiamo relegato in queti 150 anni, non è così che funziona, può non piacere ma tutto mi induce a ritenere che la condotta che fino ad oggi abbiamo alimentato non ci sarà di auito e, corriamo il rischio quando non potremo più sopporaterne il peso devastante che potremmo compiere azioni pesanti che non fanno parte della nostra cultura. Pensiamoci per tempo assumiamo un atteggiamento maggiormente consapevole, oltrepassiamo gli steccati che altri, per i loro comodi, ci vorrebbero imporre ingnari del rischio che corrono anche loro, nell'interesse di tutti.

 

Zetan

 

 

Anonimo 25 agosto 2010   15:05

contano solo quando ci sono da fare danni....

Anonimo 25 agosto 2010   14:52

 Che cosa accadrebbe se si andasse alle urne con tre poli (Pdl-Lega, Fini-Casini-Rutelli e Pd-Idv-Vendola)?  Secondo i sondaggi di Piepoli (abbastanza verosimili) vincerebbe il PdL-Lega, anche al Senato con il premio di maggioranza su base regionale.

Pd-IdV-Vendola farebbero opposizione.

Perderebbero Fini-Casini-Rutelli. Perchè? Perchè Fini ha impostato il suo personale programma politico sulla riproposizione assillante di un futuro diverso per il PdL, intravisto come “alternativo al berlusconismo declinante e al leghismo trionfante".

Fini è un perdente proprio per questi motivi e con lui sono perdenti i suoi alleati. Non dimenticate l'Elefantino! Sostenuto anche da Luca Barbareschi e Giovanni Negri. Fu un insuccesso clamoroso!

Parafrasando Storace, infatti "Fini riscuote molto consenso tra coloro che non lo votano"!

E’ accaduto già all’inizio degli anni Novanta, quando Mario Segni con i referendum sulle leggi elettorali diede colpi mortali non solo a Craxi, ma all’intera classe dirigente della Prima repubblica, presto spazzata via da Tangentopoli.

Molti immaginarono che proprio Segni sarebbe diventato il nuovo protagonista della politica nazionale.

Indro Montanelli scommise su di lui, e si sbagliò clamorosamente.

I frutti li raccolse Berlusconi, sconfiggendo nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto. 

Gianfranco Fini incrociò i suoi destini con Mario Segni nel 1999, quando insieme si presentarono alle Europee con il simbolo dell’Elefantino. Operazione da dimenticare, e infatti precipitosamente cancellata dalla memoria.

Giorgio Almirante ancora si rivolta nelle tomba! E Fini non ha pace! Non ha ancora maturato cosa farà da grande!

O forse ha un taglio da opposizione che si trascina dall'MSI e non l'ha mai perduto, non riesce ad essere uomo di governo. (Se ho scritto qualcosa di impreciso, correggetemi!)

Ognuno ha il suo destino: "È chiaro dunque che ... ci sono da una parte gli schiavi per natura, dall’altra i liberi e che in certi casi la distinzione esiste e che allora agli uni giova l’essere schiavi, agli altri l’essere padroni e gli uni devono obbedire, gli altri esercitare quella forma di autorità a cui da natura sono stati disposti e quindi essere effettivamente padroni". (Etica nicomachea, Aristotele)

Arch. Francesca Aiello, Presidente associazione culturale Archikromie

 

Anonimo 25 agosto 2010   13:37

 --------------- la foto ritrae 2 bellissimi uomini impegnati in conversazioni importantissime nell'interesse di.....

------------------dello stato no? - ---------

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