(clap) La spesa per un abito confezionato in sartoria che costa circa 30 mila euro è un investimento e non solo una scelta azzardata. In ogni caso è meglio riporlo per bene dentro l’armadio. Non si butta via niente se il capo viene realizzato dalla sartoria e in un periodo di conti fatti al centesimo lo spreco è un ricordo lontano. Ma anche questo azzardo ha qualche lato positivo.
Oltre alle cravatte napoletane fatte a mano, e preferite da vip italiani e non solo, ci sono veri e propri laboratori artigiani di sarti, a Napoli, che non seguono le tendenze commerciali di tutti gli altri negozi, come per esempio le svendite di fine stagione, ma solo quelle che fanno del loro marchio una filosofia di vita. Le strategie di vendita del marchio Kiton infatti hanno già fatto risalire le cifre e la pendenza dovuta alla crisi è durata solo un anno. Ma anche altre cifre sono degne di nota; I loro abiti arrivano a costare oltre 30 mila euro, dipende solo dal filato di cashmere usato: 13,5 micron di diametro anziché 13.
Queste le strategie: la conduzione familiare e la relativa atmosfera, che non è solo una ipotesi ma proprio le realtà vissuta dalla famiglia di Arzano in provincia di Napoli; la scuola di sartoria avviata nel 2000; i work in progress con sarti in trasferta a Milano, forniti di aghi, fili, forbici e tavoli da lavoro per fare vedere come nasce un abito su misura, e poi l’impegno di tutti nei tour del marchio e nelle sfilate, ma proprio tutti, anche il cuoco aziendale. Anche così si diventa protagonisti del mondo della moda.
La ricerca prima di tutto, nella stoffa e nella tecnica, ed è questa la causa dell’aumento di prezzo e fra un cashmere e un altro, poi ci sono le regole per la realizzazione della giacca perfetta. L’amministratore delegato Antonio De Matteis rivela che la misura giusta è quella che non si nota. Il rever si è ridotto e si mantengono i due bottoni perché snelliscono. Per i pantaloni stessa filosofia, più corti e meno ampi, il risvolto solo per l’abito e per essere eleganti un gessato dalle righe di poco più larghe del solito. Per ostentare una ventata di personalità alla moda maschile è concessa solo una pochette da abbinare alla cravatta.
Il dettaglio moderno rende l’abito maschile unico e si mescola alla scelta anni 60 di acquistare la stoffa da tessitori inglesi. Ma soprattutto i sarti accontentano i loro clienti. Così cuciono delle tasche adatte per conservare il biglietto aereo, oppure hanno inventato quella segreta anti borseggiatori nei calzoni che lascia con un palmo di naso chi cerca di rubarne il contenuto. E in futuro la promozione di una serie di accessori e piccola pelletteria con le stesse caratteristiche. Ma ancora non hanno trovato un gruppo familiare come il loro per avviare il progetto, intanto l’impegno è quello di non perdere le buone abitudini di mantenere alta la qualità del lavoro artigiano italiano.