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Tatoo style: dopo le immagini e le parole maledette
vanno di moda le citazioni letterarie, schegge di cultura a fior di pelle

di Clara Picciotto
09 agosto 2010 19:51
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Il tatuaggio letterario si allarga e racconta molto di più di un semplice disegno. E non è detto che chi lo porta sul braccio o sul collo conosca vita e opere dell’autore perché l’importante è che sia una frase ad effetto che in qualche modo rappresenti il tatuato. Questa estate di stile fra il modesto e l’eccessivo rischia di non lasciare nulla nei ricordi se non stiamo attenti a quelle frasi scritte sulla pelle degli altri. Non si tratta solo di parole ricercate con cura ma di vere e proprie citazioni tratte dai classici.

 

Ma non è un ritorno alla cultura perché sono solo schegge, spunti di riflessione, giusto per farsi notare, o semplicemente filosofia trasferibile che avvicina o allontana chi legge. Quindi il tatuaggio esce dal carcere e entra nei salotti (ndr non è una novità) e diventa subito tendenza. Le zone preferite del corpo sono le spalle, anche perché la pelle è più resistente, le braccia e il bacino, insomma quasi tutto tranne il viso che resiste agli aghi degli incisori i quali con tecniche diverse e materiali sempre più sofisticati compongono sulla pelle poesie e citazioni tratte da Shakespeare a Roland Barthes, passando per la Bibbia e le canzoni pop rock.

 

Prima del tatuaggio letterario c’erano solo le magliette con scritte più o meno seducenti da indossare con disinvoltura, adesso invece la frase preferita si porta scritta sulla pelle o si fa stampare sulla biancheria o oggetti di casa, magari in una lingua diversa, giusto per mantenere un po’ di mistero. Ma in questo caso è più probabile incorrere in qualche errore del tatuatore molto più attento all’incisione che alla sintassi della frase. Infatti esibire queste parole svuotate dei loro contenuti, a volte contorti o ambigui, porta alla ribalta un problema molto più serio che è quello di avvicinare i tatuati o semplici lettori svogliati all’esercizio del leggere, giusto per sapere cosa viene prima e dopo la citazione.

 

Quindi il tatuaggio diventa veicolo letterario inconsapevole e di grande effetto, soprattutto fra i calciatori. Una filosofia a fior di pelle da fare invidia agli insegnanti della materia la quale spesso viene considerata ostica e barbosa da studenti in cerca di nuove suggestioni. E come le emozioni che si condividono su Facebook, frasi brevi, faccine e piccole animazioni che si succedono immediatamente ad altre, le parole scritte sulla pelle a volte sono fuori luogo oppure vengono usate a sproposito. Come quelle maledette che attirano molto ammiratori e rimandano alla simbologia usata dagli ergastolani di un tempo costretti alla vita del carcere. Notizia di qualche settimana fa un aspirante carabiniere è stato escluso dalla selezione per un piccolo angelo tatuato sulla spalla. Il Tar della Liguria ha accettato il ricorso e così del tatuaggio si potrà dire davvero “scripta manent”.

 

 

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