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Conclusa a Milano la Settimana della Moda Donna Primavera-Estate 2010. Polemiche estere respinte dal presidente Mario Boselli: "Solo invidia"

di Antonella Quaranta
01 ottobre 2009 19:25
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Si è chiusa ieri con l'ultima sfilata Milano Moda Donna, l'edizione settembrina che ha portato sulle passerelle della capitale italiana del pret-à- porter le collezioni Donna Primavera/Estate 2010. Calato il sipario mondiale su Milano ora il testimone dello stile femminile di classe, ma "pronto da portare" quotidianamente, passa alla capitale francese. La otto giorni italiana si è svolta tra le sale del Fashion Center della fiera di via Gattamelata, in diversi spazi allestiti ad hoc sparsi per la città e negli atelier degli stilisti nelle storiche vie dello shopping del capoluogo meneghino. A parte il disguido che ha visto esclusi dal calendario ufficiale Kristina ti e Massimo Rebecchi, che hanno protestato e poi sfilato insieme per solidarietà nella location di via Meravigli, la settimana della Moda si è svolta regolarmente; tutto il calendario ufficiale delle sfilate è stato curato dalla Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) e e dal suo attentissimo (Nb. e quasi onnipresente ad ogni passerella, evento, festa, cena, inaugurazione di mostra), presidente Mario Boselli. A tentare di turbare il clima di questa kermesse milanese, fatta di otto splendide giornate di sole e caldo estivo, le polemiche suscitate a metà settimana da alcuni giornali stranieri, come Herald Tribune e Financial Times, che dalle loro pagine hanno accusato le passerelle milanesi, e i suoi stilisti, di portare alla società italiana modelli di serie B rispetto al decoroso passato (in particolare hanno parlato di vestiti per ragazze esibizioniste e non bon ton, “veline” ormai in gergo, fatti cioè di gonne troppo corte, trasparenze esasperate e in generale di presentare un abbigliamento troppo e costantemente sexy Ndr.). I due giornali internazionali nelle loro critiche sull'odierno stile italiano hanno anche tirato in ballo le abitudini e le frequentazioni femminili del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Le accuse sono state fermamente rifiutate e rimandate al mittente dal presidente di Cnmi Mario Boselli che ha smentito la presunta volgarità “Chi ha visto queste sfilate milanesi - dice Boselli - non può sostenere quello che ha asserito la signora Menkez, - la giornalista che ha scritto l'aspro articolo sulle colonne dell'Herald Tribube e che trova il sostegno però della stilista Mariella Burani che ha detto che “Le veline sono anche più vestite di quanto non propongano le passerelle”- in genere misurata ed equilibrata. Io ho visto almeno 50 sfilate e posso parlare a ragion veduta”. In sintesi Boselli ha detto che gli stilisti sono stati tutti piuttosto morigerati rispetto al passato, gli orli si sono anche allungati in certi casi, le creazioni sono state tutte di gran gusto e certi abiti sono chiare creazioni da passerella, esasperati nei tagli per dare spettacolo, cosa ben diversa da ciò che andrà realmente in produzione. Boselli dopo aver difeso queste passerelle settembrine ha anche rilanciato la polemica parlando di accuse rivolte all'Italia forse per invidia nei confronti di una piazza come quella di Milano che non teme la crisi rispetto ad altre probabilmente in calo: “La moda italiana è la concorrente numero uno – ha detto- e con la crisi arrivano i colpi bassi”. Si tratterebbero, secondo Boselli, di meri attacchi politici: ”è dunque politica: non si capisce però come mai la signora Menkez si sia prestata a questi giochi”.

 

Compratori internazionali e nazionali e giornalisti, sono stati quotidianamente assistiti nei frenetici spostamenti dai padiglioni della Fiera verso le singole sale sparse su tutta la città, dal servizio di mini bus-navette messo a disposizione dalla Cnmi in collaborazione con il Comune e con Atm, la rete dei trasporti urbani. La settimana, iniziata il 23 settembre, con gli eventi dedicati alla promozione dei giovani stilisti e allo spazio a loro appositamente creato per esprimersi al meglio, l'Incubatore della Moda, si è conclusa il 30 con le sfilate, molto apprezzate dal pubblico presente nelle varie sale della fiera, dedicate ai giovani talenti emergenti provenienti da Russia, Colombia, India e Pakistan, che hanno sfilato per la prima volta a Milano. In particolare la sfilata della Colombia era dedicata ad una “Vita senza droga” (programma di sensibilizzazione portato avanti in Italia dall'ambasciata colombiana Ndr.) e si è aperta con una breve introduzione sui danni che l'acquisto della cocaina in Italia, così come in Europa o nel resto dei paesi ricchi e industrializzati, provoca alla salute dei campesini, i contadini colombiani, e all'ambiente: la foresta Amazzonica, polmone verde del Pianeta viene quotidianamente disboscata per creare coltivazioni per l'estrazione della droga. Soddisfazione per la fashion week è stata espressa dagli organizzatori: “Grande affluenza al centro sfilate di via Gattamelata – hanno commentato dalla Cnmi- che, come ogni anno, ha offerto agli operatori un ambiente accogliente molto apprezzato. Cnmi è grata agli sponsor Canon, DHL, Lectra, Mercedes Benz e Class Editori che, grazie alla loro partecipazione attiva, hanno reso disponibili servizi utili e professionali riconosciuti da tutti, anche in confronto agli altri eventi internazionali”. Migliaia i visitatori alle sfilate del pret-à-porter donna primavera-estate 2010, tra loro, hanno censito gli organizzatori “oltre 10.000 operatori giunti in città per assistere alla manifestazione a cui si aggiungono” oltre 1500 giornalisti, di cui più della metà provenienti da una quarantina di paesi stranieri”. ‘‘La sorpresa positiva è che questa settimana è andata molto bene - commenta il Presidente della Camera Nazionale della Moda Mario Boselli - nonostante alcuni timori della vigilia legati alla situazione economica generale. Ciò sicuramente grazie alla bravura consolidata dei nostri stilisti che, in questo momento difficile, hanno investito a tutto campo oltre che nelle collezioni anche nelle modalità di presentazione. Un'importante conferma inoltre è arrivata da parte sia dei giovani dell'Incubatore della Moda sia da alcuni designer stranieri che hanno consentito di chiudere la manifestazione in un clima estremamente positivo”.

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