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Danny Wise, alta moda e creatività di un siciliano cittadino del mondo

di Paola Pottino
21 gennaio 2009 12:54
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E’ eccentrico solo come i grandi artisti sanno esserlo. Ironico perché sa prendersi sul serio, ma non troppo. Contraddittorio nell’amore verso la sua terra: la Sicilia, amata e al contempo detestata, perché anche se si definisce cittadino del mondo, il suo più grande desiderio è quello di donare alla città di Palermo una sfilata della sua collezione. Stiamo parlando di un grande talento della moda internazionale: Danny Wise che da indossatore (26 copertine da modello) è diventato un famoso stilista che ha vestito e “non coperto”, come tiene a precisare ai microfoni di SiciliaInformazioni,  tre re, sette principesse, due duchesse, 86 baronesse e 26 star delle quali ben quattro, hanno vinto l’Oscar indossando i suoi abiti. Della Sicilia ama la cromaticità, i colori e le forme aggressive unite alla solarità che esplodono in un tripudio di colori e di forme sapientemente realizzati da eccellenti maestrie artigianali, eredi della tradizione di quei luoghi originari, uniti al grande amore per il bello.

 

“E’ questo il mio mestiere – ci dice- trasformare una commessa in una stupenda principessa”. Sette persone del suo staff pensano al make up, ai capelli, alla lingerie e a tutto quello che comporta la trasformazione dell’immagine, rendendo la donna una creatura provocante, femminile, aggressiva, ma al tempo stesso, severa ed elegante, esaltandone quei lati della personalità nascosti che forse neanche lei sospettava di possedere. Vero, ma fino a un certo punto. Il Maestro, per quanto onnipotente, può dare e fare molto, ma una parte di eleganza interiore, seppure piccola, deve essere innata, perché se così non è, Danny Wise esclama: “stai zitta se non sai neanche qual è la differenza tra la marmellata e la confettura!” Proprio come accadde, quando lui giovane talento, incontrò per la prima volta Steven Spielberg che richiese la consulenza dello stilista, riguardo due giovani attrici. La prima venne da Wise, drasticamente bocciata, la seconda no: era Salma Hayek. “Ricordo – racconta Danny Wise - che la signora desiderava un abito corto e marrone, la guardai negli occhi e le feci indossare un abito lungo e color arancio… per non parlare poi di quella pelle così scura, la resi bianca come una porcellana, e i capelli... troppo corti e con i boccoli, no, non andava e le feci applicare le extension! Il risultato fu immediato: ottenne la prima copertina su Vogue”.

 

Risoluto e volitivo sin da quando era giovanissimo, Wise era un ragazzo piuttosto taciturno, ma così determinato che il nonno lo chiamava: “vecchio-bambino”. A quattordici anni prese da solo il primo aereo per Parigi perché desiderava ardentemente un cardigan giallo creato da un famoso stilista e da allora continuò a viaggiare per il mondo, fino ad arrivare alla magica Hollywood.

 

Le sue armi vincenti non sono solo una brillante professionalità unita alla ricerca costante per l’eleganza e per il bello. Ne esiste un’altra, forse ancora più stimolante che è, come lui stesso afferma, il suo più grande “amico-nemico”: la sua mamma. Quella mamma che in occasione di una importantissima sfilata nella quale partecipavano oltre cinquanta modelle,  venti truccatori provenienti da Parigi,  duecento persone nello staff, tremila punti luci, trentasei televisioni, con circa quindicimila ospiti tra il pubblico, quella simpatica mamma, dicevamo, che, all’orecchio dell’uomo della security, incuriosita chiese: “ma chi è che paga tutto questo?”.

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