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Secret Files: Puritas Cordis

02 luglio 2009 11:05
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 Dopo il buon successo ottenuto dal primo episodio, Secret Files: Tunguska, tutti gli appassionati di avventure grafiche hanno seguito con particolare attenzione lo sviluppo di questo seguito, speranzosi di poter vivere nuovamente un’esperienza videoludica altrettanto intensa, ma soprattutto in grado di regalare nuove ore di divertimento migliorando le dinamiche iniziali e proponendo nuove soluzioni a livello strutturale. 
La scelta di volersi cimentare nuovamente in un genere che da sempre rappresenta uno dei capisaldi della storia videoludica è però tanto affascinante quanto rischiosa, soprattutto se analizzata nell’ottica di un mercato che nell’ultimo periodo ha puntato con sempre maggiore insistenza verso meccaniche ben più articolate ed innovative. Riuscirà Secret Files: Puritas Cordis a dimostrarsi all’altezza della situazione? Continuate a leggerlo per scoprirlo. 



Una nuova minaccia
Come accennato in precedenza, i numerosi consensi ottenuti dal primo Secret Files possono essere interpretati come un chiaro esempio di un genere, quello delle avventure punta e clicca che non sarebbe errato definire in via di estinzione, ma che allo stesso modo è riuscito fino ad oggi a resistere ai numerosi mutamenti del mercato videoludico mantenendosi, seppur con alti e bassi, meritevole di attenzione, soprattutto per tutti quegli appassionati che da un videogioco non chiedono soltanto l’espressione di una pura potenza in termini tecnici, ma anche l’utilizzo di materia grigia. 
In questo senso, Secret Files 2: Puritas Cordis continua il buon lavoro operato nel recente passato, riuscendo a raccontare in modo altrettanto efficace una storia molto interessante e coinvolgente che, già a partire dalla pregevole introduzione cinematica, riuscirà a coinvolgere il giocatore con colpi di scena e repentini cambi di location da una parte all’altra del pianeta, attraverso un taglio cinematografico molto ben costruito attorno ad una sceneggiatura attenta a non rivelare mai nulla di più rispetto a quanto non sia assolutamente indispensabile per collocare uno dei tasselli del mosaico di mistero di cui si compone l’intera vicenda.
Senza voler rivelare troppo sulla trama per non rovinare alcuna sorpresa, vi basti sapere che la vicenda inizialmente si articolerà partendo dalla scoperta di un antico reperto archeologico (una pergamena per l’esattezza) che sarà causa di alcune vittime già durante il prologo, prima di rivelarsi in tutta la sua importanza, mostrando il terribile messaggio ad esso collegato. Solo una volta completata questa primissima parte dell’avventura, infatti, avrete modo di ritrovare Nina Kalenkov e Max Gruber, protagonisti del primo capitolo ed impegnati ancora una volta a salvare il mondo, confrontandosi però questa volta con tutta una serie di sciagure naturali che non sembrano presagire nulla di buono per l’umanità. Che sia forse giunta la fine del mondo? Quali sono gli obiettivi della malvagia setta religiosa nota come Puritas Cordis? Toccherà a voi rispondere a questa domanda e soprattutto scoprire la verità cercando al tempo stesso di sventare il pericolo che ben presto si rivelerà portando alla luce sempre nuovi elementi, che renderanno il gioco progressivamente più immersivo, attraverso una struttura narrativa che appare senza ombra di dubbio curata e dalle forti atmosfere thriller, riuscendo ad appassionare anche chi dovesse ritrovarsi per la prima volta impegnato a muoversi in un genere forse poco esplorato. Questa premessa è importante, in quanto questo secondo episodio è stato sviluppato per PC e Wii (versioni che tratteremo con la nostra recensione), oltre che per Nintendo DS. 

Mistero imperfetto
Quando ci si trova davanti ad un’avventura grafica è difficile non riconoscere nel lavoro degli sviluppatori quegli elementi tipici del genere che, fin dagli esordi, hanno contraddistinto le migliori produzioni videoludiche da The Secret of Monkey Island in poi, ed anche in questo caso gli indizi non mancano. La sensazione di tensione relazionata alle scelte da operare in maniera corretta, le sfide da affrontare sotto forma di enigmi da risolvere ed in generale i numerosi spostamenti che il giocatore si ritroverà suo malgrado a percorrere idealmente, attraverso i più disparati pericoli, da un emisfero all’altro del globo terrestre. Tutto ciò è presente in SFPC e rispetto al capitolo precedente appare chiaro che nella volontà degli sviluppatori vi fosse la ferma intenzione di migliorare notevolmente l’impatto scenico, mettendo costantemente il giocatore al centro dell’azione e ponendo sul suo cammino tali e tante situazioni inaspettate e pericoli, che in confronto un film d’avventura sembrerebbe un’opera di poco conto. 
Sicuramente, sempre in virtù della premessa iniziale, allo stesso modo non è facile proporre delle idee che siano allo stesso tempo apprezzabili ed interessanti, tuttavia almeno da questo punto di vista il titolo Deep Silver si difende decisamente bene, risultando sufficientemente approfondito da poter appassionare gli esperti del genere, ma allo stesso tempo abbordabile anche per i giocatori meno smaliziati ma intenzionati comunque a beneficiare di una bella storia. 
Il vero marchio di fabbrica del gioco, nonché uno degli aspetti meglio riusciti in generale, risiede nella grande varietà di soluzioni proposte a livello di gameplay. La storia in cui vi ritroverete a muovervi abbraccia, infatti, diversi momenti in ordine di tempo e dovrete prendere il controllo di numerosi personaggi per scoprire tutti gli eventi interessati dal mistero e sbloccare quegli elementi necessari alla scoperta della verità. 
Non occorrerà che poco tempo, però, per scoprire anche uno dei difetti del gioco, imputabile in un generale livello di difficoltà che sembra essere stato in parte ridimensionato rispetto al precedente episodio. Tale scelta ci ha lasciati un po’ perplessi, in quanto se è pur vero che non deve essere considerata in senso negativo, non andando ad incidere in maniera evidente sulla giocabilità, allo stesso tempo il fattore sfida appare in certi frangenti non così impegnativo come ci si aspetterebbe, portando alla risoluzione di alcuni enigmi con relativa semplicità. Vi basti sapere che premendo un apposito comando sarà possibile visualizzare a schermo tutti i punti chiave con cui potrete interagire all’interno dell’ambiente in cui vi trovate, cosa che non appare certo come la soluzione ideale per permettere ad ognuno di riuscire a proseguire nell’avventura affidandosi alle proprie sole forze. 
Sempre restando in argomento, le stesse prove proposte non appaiono mai davvero in grado di potersi rivelare come ostacoli insormontabili ed in buona parte delle occasioni avrete ben chiaro che per poter ottenere la soluzione basterà combinare tra loro due oggetti, collocarne alcuni in appositi spazi e così via in maniera piuttosto lineare.

© Riproduzione riservata
Fonte: spaziogames
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