(di Claudio Ernesto Manzati) Concludevo il mio quarto articolo dandovi appuntamento alla base NP4 e sulle colonne di questo giornale: ed eccomi a mantenere la promessa.
Nei precedenti interventi abbiamo presentato le avventurose storie delle prime tre esplorazioni sovietiche al Polo Nord, durante le quali la segretezza delle missioni e la mancanza di un responsabile postale della base ha fatto sì che lo scambio epistolare da e per la base sia per ragioni di servizio, che tra gli esploratori polari e le loro famiglie, sia stato limitatissimo, se non praticamente nullo, e comunque senza i crismi dell'ufficialità.
Ma dalla base NP4, oggetto di questo nostro quinto racconto, si apre una nuova pagina per gli studiosi della storia delle esplorazioni polari e naturalmente anche per gli appassionati di storia delle comunicazioni postali: passione che vorremmo contaminarvi.
Apriamo il racconto col dare come di consueto qualche informazione tecnico logistica di questa missione;
Tre furono gli avvicendamenti, i membri, inizialmente 29 sotto il comando di E. Tolstikow, rimasero alla stazione per circa un anno: vennero sostituiti da un secondo gruppo di 27 membri alle dipendenze di P. Gordijenko e la missione si concluse con il terzo ed ultimo gruppo di 21 membri al comando di A. Dralkin. Come per il primo, anche i due successivi avvicendamenti ebbero una durata di 12 mesi circa, tempo considerato standard per quegli anni in cui venivano anche testate le capacità psico-fisiche dei membri costretti a vivere in condizioni di estremo disagio, anche se da questa missione in poi, la disponibilità di attrezzature e piccoli confort venne via via resa maggiormente disponibile.
Le due stazioni NP3 ed NP4 che si avviarono in concomitanza, vennero rifornite con regolarità, erano anche collegate via radio tra di loro, e come narrato nel libro "Isole di ghiaccio alla deriva" di F. Giardini, E. Garrou e F. Masnari (edito da il Tucano - Gribaudo 1998) i membri delle due basi si sfidarono a scacchi via radio. Da segnalare che
La base venne definitivamente dismessa, come per la precedente NP3, per la rottura del lastrone di ghiaccio, questa causa di abbandono sarà frequente anche per molte delle missioni successive.
Questa missione, oltre alla NP3 procedette in parallelo anche alle due successive spedizioni:
Come anticipato la stazione NP4 fu la prima ad essere dotata di un Ufficio Postale, affidato all'operatore radio Zakharijn, da qui in avanti la posta con i sui documenti sarà testimone delle vicende storiche e della vita quotidiana vissuta dai membri della spedizione, nelle desolate distese di ghiaccio, e dai loro amici e familiari a migliaia di chilometri di distanza per lunghi periodi di tempo, rotti solo dalle parole scritte ed affidate alle ali dei rifornimenti aerei.
Per il servizio postale della base e per la sua “celebrazione” a Mosca, furono realizzati due timbri del tipo “Guller” recanti l’indicazione Servernyj Poljus ovvero Polo Nord e la sigla CCCP, che era sovrastata dalla stella a cinque punte; questo disegno sarà impiegato anche per tutte le missioni successive sino alla NP20.
I due timbri presentano piccole variazioni per la grafica e la dimensione dei caratteri e vengono indicati con i numeri 73-I e 73-II del catalogo dei timbri Sovietici.
In campo filatelico, sono più comunemente chiamati di Tipo I, quello in dotazione alla stazione e di Tipo II il secondo, che fu impiegato dall’Ufficio Postale Filatelico di Mosca chiamato Kniga “Mezdunarodnaja – Kniga”.
A questo Ufficio Postale era affidato il compito di soddisfare le richieste dei filatelisti, che in quegli avventurosi anni, sulla scia dell'aerofilatelia espandevano i loro interessi in quella che sarebbe diventata in filatelia la “Posta Polare” balzata all’attenzione ed agli onori delle cronache.
Il Kniga realizzava delle buste filateliche “celebrative” per conto della missione polare e, su richiesta, annullava la corrispondenza che i collezionisti inviavano alla base per scopi squisitamente filatelici.
Risulta evidente che l’identificazione di questi annulli, permette anche di differenziare la posta realmente viaggiata da quella filatelica che non ha mai raggiunto la banchisa polare e che quindi sia dal punto di vista storico postale che venale, risulta molto meno interessante.
L'uso di due differenti timbri si mantenne per molte altre missioni, è anche risaputo che l’uso del timbro di tipo II, fu spesso effettuato a posteriori ed anche su documenti apocrifi.
Fortunatamente i due timbri sono ben riconoscibili per queste piccole differenze, che un occhio esperto sa apprezzare e quindi certificare.
E’ importante ricordare che l’impostazione grafica del “Guller”, pur cambiando leggermente da missione a missione, rimase nel suo complesso inalterata sino alla NP20 e che dalla NP21 in poi il “Guller” venne sostituito da timbri con soggetto figurativo differente e specifico per ogni missione.
Concludiamo questa puntata, mettendo in luce che la prima corrispondenza in partenza dalla stazione NP4 avviata il 3 Aprile 1954, riporta la data del 12 Dicembre 1955, i sacri testi narrano che sono note solo due lettere raccomandate registrate con il N° 1 e N° 2 annullate in quella data; rappresentano quindi le prime Raccomandate della storia inviata dal Polo Nord.
In oltre vent'anni di ricerca e studio non siamo sinora riusciti a vedere questi oggetti, ma … mai dire mai perchè la vita ci riserva sempre delle sorprese, a volte crederci rappresenta l'inizio dell'irraggiungibile, come per il ritrovamento di documenti inediti che abbiamo narrato nelle precedenti puntate.
Nella foto vediamo una scolaresca che inviò un messaggio di congratulazioni ed incoraggiamento agli uomini della NP4.
(continua)