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Zara città dei popoli. Dalla Repubblica di Venezia al trattato di Presburgo (2)

12 febbraio 2010 15:02
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Ancora un passo avanti nella storia della magnifica Zara. Emanuele Gabbini sintetizza gli avvenimenti storici dal XV al XVII secolo e inizia a profilare l’interessante e peculiare storia postale di questa città universale e quasi “ideale”, dell’Europa dei popoli: icona della complessità delle vicende politiche del vecchio Continente. Città d’incontro e di fusione delle civiltà mediterranee e mitteleuropee.

La brillante sceneggiatura è impreziosita da un documento zaratino sul contrabbando del salnitro, che costituisce uno spaccato d’epoca imperdibile.

 

Nel 1409 Ladislavo di Napoli vende Zara e Pago, contro pagamento di centomila ducati, alla Repubblica di Venezia ponendo fine al dominio ungherese e dando inizio al dominio stabile veneziano che proseguirà ininterrottamente fino al 1797.

Nel 1449 si inizia la costruzione del campanile del duomo di Zara che terminerà nel 1460.

La costruzione del forte, detto cittadella, inizia a Zara nel 1472.

 

La Repubblica Veneta accorda a Zara di poter coniare con impronta propria, nella zecca di Venezia, una moneta spicciola di rame del valore di un bugattino.

Nel 1500, a seguito delle continue incursioni dei Turchi, le monache francescane di Nona si trasferiscono a Zara.

 

Nel 1516 viene stampato ad Ancona “Regule grammaticali della vulgare lingua” (la prima grammatica italiana) ad opera di Gianfrancesco Fortunio di Zara.

La porta di Terraferma, per opera di Gian Gerolamo Sanmichieli, viene costruita nel 1543 e nel 1 546 si costruisce la fontana detta dell’imperatore sulla riva del mare in Borgo Erizzo.

Nel 1552 Zara conta 6.536 abitanti, fra i quali 17 famiglie nobili e 1.389 atti alle armi.

 

Si costruisce nel 1562 l’edificio del Corpo di Guardia: la torre dell’orologio che vi è sopra, sarà costruita nel 1798.

Nel 1565 si ricostruisce la Loggia nella piana dei Signori e nel 1577 la cisterna detta dei Cinque Pozzi.

Nel 1623 viene istituito a Zara un Monte di Pietà con un capitale di lire 29.000: riceveva capitali al 4% e li dava al 5%.

Il 6 giugno del 1649 scoppia a Zara la peggiore pestilenza della storia che avrà termine il 2 febbraio 1650.

Nel 1674 si costruisce la porta di mezzo di terraferma, detta della doganella.

Nuova pestilenza in Dalmazia nel 1678 con grande mortalità a Zara.

 

Nel 1709 il Senato della Repubblica di Venezia accetta la rinuncia al pubblico Erario, fatta da Zara ed altre città dalmate, di tutte le rendite che erano loro concesse palesando la riconoscenza per il generoso atto.

Nello stesso anno viene ultimata la formazione degli Spolveri (disegni) di tutte le località e dei territori continentali di Zara.

 

La costruzione dell’Ospizio dei Padri Cappuccini viene ultimata a Zara nel 1737 e si inaugura nel 1748 il Seminario lllirico.

Nel 1752 si costruisce l’Arsenale di Marina presso la porta Catena.

Il meccanico Pietro Nachich da Knin, fabbrica l’organo della chiesa di S. Maria nel 1753, quello della chiesa di S. Simeone nel 1756 e quello della cattedrale di S. Anastasia nel 1759.

Viene costruito l’Arsenale di Terra, in piazza dei cinque pazzi, nel 1776; si incendia la chiesa e il chiostro di S. Demetrio nel 1779; termina la costruzione del teatro nel 1781.

 

Il 12 maggio 1797 cade la Repubblica di Venezia a seguito degli accordi preliminari di Leoben del 13 aprile tra Napoleone Bonaparte e Francesco II. E’ questa la fine della dominazione Veneta in Dalmazia e, a seguito del trattato di Campoformio del 10 luglio 1797, ha inizio la prima dominazione austriaca. 

 

Storia postale 

 

La prima indicazione di un servizio postale è contenuta in un documento del 1623 dove si dice che gli abitanti dell’isola di Arbe erano responsabili della corrispondenza statale tra Venezia e Zara.

 

Il primo accenno a corrispondenza privata nell’area veneto-dalmata si trova nella ordinanza del 2 gennaio 1778 del Provveditore Generale Aloisi Foscari III.

Le lettere in partenza da Zara non ricevono alcun timbro: hanno semplicemente la scritta a mano “da Zara”.

Le lettere inviate a Venezia o in transito a Venezia, hanno il timbro di arrivo o di transito per le lettere provenienti d’oltremare: questi timbri sono rari.

La Repubblica di Venezia fu la prima ad istituire la pratica di disinfettare le lettere fin dal 1527.

In Dalmazia le città con gli apparati per la disinfezione delle lettere furono Zara, Spalato, Signo e Knin.

 

Note commerciali

 

Le lettere degli anni 1780 sono molto rare.

Quelle degli anni 1790 sono rare e, con un po’ di fortuna, si possono acquistare in qualche asta.

Il valore di questi documenti (specie se con timbro di transito o arrivo a Venezia) è intorno ai 150 Euro. Se con segni e/o tagli di disinfezione, il loro valore è superiore.

 

IL PRIMO DOMINIO AUSTRIACO (1797 - 1805)

 

CENNI STORICI

 

E’ del 24 giugno 1797 il proclama del generale austriaco Rukavina con cui prende possesso della Dalmazia in nome dell’imperatore d’Austria-Germania: Zara è la capitale.

Il 10 luglio 1797 viene firmato il trattato di Campoformio in base al quale il territorio della Repubblica di Venezia compresa l’Istria, la Dalmazia, l’Albania e le isole di Corfù, passano all’Austria mentre le province austriache del Belgio e delle Fiandre vengono cedute alla Francia.

 

Questa permuta viene confermata nel trattato di Lunenville nel 1801.

Nel 1803 viene istituita una prima tipografia in Dalmazia con sede a Zara.

A conclusione di un nuovo conflitto tra Francia e Austria, il 26 dicembre del 1805 viene firmata la Pace di Presburgo: con l’Art. 6 del trattato, viene restituita alla Francia la Dalmazia e le isole annesse.

  

Storia postale 

 

La prima documentazione dell’amministrazione postale austriaca, è un comunicato del 29 luglio 1797 alla popolazione di Zara dove si informa della fondazione di un ufficio postale per lettere sia private che ufficiali.

Dal 1798 un servizio di corrieri postali collega Zara con Obbrovazzo.

 

Dal 1803 il servizio postale funziona su due direttrici: una per l’interno del paese ed una lungo la costa.

Il governo di Vienna prepara nel 1805 un regolamento del servizio postale della Dalmazia, la cui sede avrebbe dovuto essere Zara.

Il progetto non viene attuato a seguito degli eventi bellico-politici che, a fine anno, portano la Dalmazia alla Francia.

 

Durante il dominio austriaco non si usano bolli postali: le lettere hanno indicazioni manoscritte come “da Zara” o “von Zara in Dalmatien” o simile.

Le lettere inviate o in transito a Venezia hanno il timbro di arrivo o di transito delle poste austriache a Venezia.

Note commerciali

Tutte le lettere di questi nove anni sono rare.

Il valore di questi documenti è intorno ai 150 euro; se con segni e/o tagli di disinfezione, il valore è superiore.

Di seguito trascriviamo il testo di un interessante documento zaratino del 1802: 

 

AVVISO

 

“Essendo pervenuto a sicura notizia dell’Aulico Consiglio di Guerra, che una raguardevole parte del Salnitro prodotto nell’Austro-Venete Provincie venga traffugata all’estero, così in esecuzione del venerato Aulico Rescritto de’ 5 corrente Maggio viene col presente pubblico Avviso fatto noto a ciascuno, che in seguito, ed in coerenza alla già pubblicata Patente relativa al Salnitro, ed alla Polvere da Schioppo, il divieto dell’esportazione del salnitro all’Estero abbia ad essere seriamente mantenuto nel pieno suo vigore, e che ogni partita di detto Salnitro, e polvere, che si potesse scoprire disposta ad essere esportata, senza un Passaporto dell’autorità militare, verrà irrenmissibilmente confiscata, e consegnata ai rispettivi arsenali.

 

Dovrà quindi ogn’uno guardarsi per non incorrere nella comminata pena; e perché non abbia ad allettarlo la speranza di non restar scoperto, o colto in simili contraffazioni, lo sii avverte che i denunzianti saranno tenuti in ogni incontrosegreti, e lor verrà corrisposto l’abbondante ricognizione disposta dalla Legge.”

 

Giambattista Rinna.

 

“DAL CONSIGLIO DELL’IMPERIALE REGIO GOVERNO DELLA DALMAZIA

Zara li 22 Maggio 1802.”

 

(continua)

Emanuele Gabbini

© Riproduzione riservata
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