(di Emanuele Gabbini) “Collezione di nicchia”: ho mutuato questo termine dal marketing dei beni di largo consumo. Mercati di nicchia, cioè mercati di piccoli segmenti e, solitamente, difendibili dalla concorrenza e profittevoli.
In filatelia è un po’ lo stesso, con un po’ di studio e tanta pazienza si possono identificare molte “nicchie”: documenti rari, difficili da trovare (magari neanche costosissimi), ma che non molti ricercano e che danno la possibilità di creare collezioni fuori dal comune di ottimo interesse storico - postale.
Di solito il materiale esistente è così poco che non più di uno o due collezionisti possono fare una collezione significativa sull’argomento. Spesso, quando le nicchie sono proprio ristrette, questi argomenti sono l’ideale per comporre collezioni da esporre in “Un quadro”: 20-25 documenti in tutto, da montare su 12 fogli.
Le ricevute di ritorno nel recapito autorizzato sono uno di questi casi.
Il recapito autorizzato
Il recapito autorizzato nasce nel 1913 quando
Dall’1.7.1928 vengono emesse delle apposite marche per affrancare queste corrispondenze, mentre in precedenza, veniva corrisposto un canone.
Sono stati 24 i periodi tariffari, dal 1.7.1928 al 31.12.2000, cioè nel periodo d’uso delle marche:
La ricevuta di ritorno nel recapito autorizzato
Gli invii di recapito autorizzato, potevano avere anche una ricevuta di ritorno che le agenzie di recapito erano autorizzate a consegnare, assoggettandole alla stessa tariffa del recapito autorizzato.
Normalmente ogni agenzia usava propri moduli, ma hanno avuto anche largo impiego i Mod. 23-I emessi dalle Poste.
E’ intuitivo che la ricevuta di ritorno veniva richiesta raramente e che quindi pochi sono i documenti giunti ai nostri giorni: sono tutti documenti pregevoli, ma alcuni davvero molto rari.
Considerazioni sui vari periodi tariffari e sulla rarità dei documenti
Il primo periodo è di sedici anni, ma l’affrancatura con la prima marca emessa (10 c. azzurro) è durata poco infatti il 7 gennaio 1930 veniva emesso la nuova marca da 10 c. bruno.
Anche se la prima marca ha avuto validità fino al 31 dicembre 1934, il suo uso effettivo è stato solo di un paio d’anni. Le ricevute di ritorno così affrancate, sono rare. Rare sono poi le ricevute affrancate in periodo R.S.I. sia con la marca da 10 c. bruno, che con la marca da 10 c. soprastampata fascetto (in oltre dieci anni di ricerche, non lo ho ancora vista).
Il secondo periodo è molto breve di soli sei mesi. Le ricevute di ritorno sono molto rare, ancor di più se affrancate con francobolli anziché marche .
Anche il terzo periodo è breve: dieci mesi. Le ricevute di ritorno sono rare specie se affrancate con il 40 c. in soprastampa sul 10 c.
Il quarto periodo è di un anno e copre sia l’ultimo periodo di luogotenenza che il periodo di regno di Umberto II che il primo periodo di repubblica: le ricevute di ritorno di questo periodo sono tutte rare.
Il quinto periodo ed il ventiduesimo sono i due periodi più brevi: rispettivamente 4 e 2 mesi soltanto. Le ricevute di ritorno di questi periodi sono rarissime.
Tredici sono i periodi di 1-2 anni: sono il 6°, 7°, 8°, 10°, 12°, 13°, 15°, 16°, 17°, 18°, 19°, 20° e 23° con le ricevute di ritorno affrancate rispettivamente per
Molto breve è il ventunesimo periodo di soli sei mesi: le ricevute di ritorno, affrancate per
Infine vi sono solo quattro periodi di diversi anni: il nono (14 anni), l’ undicesimo (8 anni), il quattordicesimo (4 anni) ed il ventiquattresimo (9 anni) - oltre al primo periodo dal 1931 al
Il basso numero di documenti che servono a “completare” la collezione non deve trarre in inganno: io cerco questi documenti da oltre dieci anni e devo ancora trovarne nove! Come dicevo, ci vuole tanta pazienza!
Pubblicato sulla rivista “Posta militare", numero 110 del 2009 – Si ringrazia l’AICPM.