Ma poco più di quarant’anni prima, più precisamente alle ore 1.30 del 12 Maggio 1926, un’altra grande impresa aveva scosso l’umanità: il primo uomo trasvolava il Polo Nord.
I successi della prima missione procurarono una grande fama a Nobile che decise di ripetere due anni dopo il viaggio con una missione totalmente italiana con il dirigibile Italia, ma ironia della sorte nel viaggio di ritorno il dirigibile precipitava sulla banchisa polare, pagando un alto tributo in vite umane alla sfida che l’uomo aveva ingaggiato con la natura.
La missione aveva anche un carattere scientifico (meteorologico e medico) ma era soprattutto militare, volendosi verificare il comportamento psicofisico dell’uomo in condizioni estreme, e per poter sperimentare nuovi materiali e tecnologie d’avanguardia, oltre ad effettuare prove tecniche sulle trasmissioni radio. Tutto questo risultò propedeutico alla soluzione delle problematiche che da li a poco si sarebbero dovute affrontare, per l’organizzazione dei primi voli spaziali dei sovietici, che fino ai primi anni ’60, mostrarono la loro netta supremazia tecnologica sugli americani.
Di questa prima missione non sono ci sono giunti documenti postali, ma solo alcuni radiogrammi e delle buste commemorative realizzate dalle Poste Sovietiche, a ricordo dell’impresa.
Questa seconda serie fu molto impiegata per la corrispondenza inoltrata dalle successive missioni, che dalla base NP4 in avanti, ebbero un proprio Ufficio Postale, di norma diretto dal responsabile delle trasmissioni radio.
Le missioni Russe al polo nord si sono succedute con regolarità sino alla NP31, chiusa il 25 Luglio 1991 per mancanza di fondi, in pieno disfacimento politico economico dell’impero sovietico, per riprendere nel 2003 con la NP32. Attualmente è in attività la base NP36 aperta il 7 Settembre 2008. (continua)
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