Proseguiamo oggi la nostra chiacchierata sulla verifica del francobollo, continuando la descrizione di alcune “analisi” di massima, che il filatelista può portare a termine da solo e con relativa facilità, poiché abbisognano di strumenti di facile utilizzo. La verifica può essere, oltre che sicuramente utile, un’attività interessante e, perché no, divertente.
Per i francobolli che usati valgono più dei nuovi, bisognerà porre attenzione all’annullo, che potrebbe essere falso o postumo (c.d. di favore). Si ricorda che in caso di annulli falsi o di favore, il prezzo di catalogo da prendere a riferimento è quello della serie allo stato di “linguellata”, in genere molto inferiore, sul quale andrà calcolato lo sconto. Per quanto attiene agli annullamenti falsi, questi sono stati spesso apposti con l’utilizzo di copie di timbri eseguiti in gomma.
In questo caso l’impronta avrà la tendenza ad essere sbavata e porosa, al verso l’alone del timbro non sarà compatto e anche qui tenderà più a macchiare che a “segnare”. Lo stesso alone tenderà ad assumere un colore nerastro, piuttosto che bruno, a causa del poco tempo trascorso dalla sua apposizione. Infatti l’inchiostro ad olio, invecchiando tende ad assumere una colorazione bruna.
All’esame alla lampada di Wood (una lampada a luce violetta che si può acquistare con pochi Euro), i riflessi dell’inchiostro degli annullamenti falsi, saranno in genere molto vivaci e brillanti, mentre gli annulli originali tendono ad emanare un riflesso opaco e compatto.
Ulteriore elemento di verifica sarà l’incisione prodotta dell’annullo: infatti gli annulli in metallo tendono a segnare un solco più o meno profondo sulla carta (nel quale è “costretto” l’inchiostro), mentre gli annulli in gomma non lasciano questa traccia, perché esercitato una pressione minore, stante che la gomma assorbe parte della forza esercitata e non è adatta ad incidere, poiché sprovvista del “taglio” che possiede il timbro di metallo.
Altro elemento che andrà verificato con attenzione, per i francobolli nuovi, sarà l’originalità della gomma: infatti molti francobolli antichi, ma anche moderni, sono stati rigommati o comunque manipolati per riparare i guasti del tempo e di una cattiva conservazione.
Se ricordiamo la tipologia di gomma di quell’emissione, o disponiamo di un elemento di raffronto, sarà facile arrivare alla conclusione che il francobollo è rigommato o meno. Se non disponiamo di elementi di raffronto, dobbiamo condurre l’esame tenendo presente che il francobollo rigommato si presenta più rigido al tatto specie nella dentellatura, a volte quasi “tagliente”; spesso presenta residui trasparenti di gomma tra un dentello e l’altro, caratteristica che non è mai presente, quando la gomma è originale.
Bisogna inoltre diffidare di francobolli antichi la cui gomma si presenti troppo chiara e pulita, infatti esistono dei metodi attraverso i quali è possibile ripulire la gomma utilizzando degli sbiancanti di tipo “ottico”. I francobolli che hanno subito questo trattamento sono destinati a riprendere dopo qualche anno l’aspetto originario, con la ricomparsa delle ossidazioni o delle macchie nascoste.
Spesso i francobolli trattati in questo modo emanano un odore particolare, di lacche o di canfora che pur non essendo l’unica, è tra le sostanze base per l’operazione di “maquillage”.
Sappiamo che la perfezione della dentellatura è un elemento strettamente connesso al valore del francobollo. Per questo motivo alcuni falsari hanno sviluppato la capacità tecnica di rifare la dentellatura su uno o più lati o di ricostruire un dente, proprio come fa il dentista.
Nel dubbio, la prima operazione da compiere sarà la misurazione della dentellatura, con l’odontometro, confrontando il risultato con le dentellature riportate dal catalogo, per l’emissione in esame (per la dentellatura vedi n° 25).
Proseguiamo quindi l’esame obiettivo. La “nuova dentellatura” potrebbe risultare più chiusa o più aperta, ovvero i vertici dei singoli dentelli tenderanno a chiudere il cerchio più del normale o troppo poco, risultando un po’ corti. Ciò avviene per due motivi: primo perché quel tratto di dentellatura non deriva la sua conformazione da una fatturazione di separazione da altro francobollo. Secondo perché non essendo stato utilizzato un perforatore in linea, i punzoni tendono ad intaccare troppo, o troppo poco, il margine.
Da questa problematica tecnica, deriva la caratteristica dei francobolli ridentellati, di essere spesso leggermente più piccoli del normale. Ma in presenza di francobolli che avevano un buon margine di tolleranza oltre la vignetta, questa caratteristica non sarà presente.
Capisco che l’argomento è un po’ noioso, ma ritengo utile soffermarmi sulla verifica, perché spesso le cattive sorprese hanno scoraggiato tanti collezionisti dal proseguire nel coltivare questa passione.
Nella foto vediamo un trucco un po’ più complesso ma che ugualmente non supera il vaglio della perizia o di una analisi attenta.
E’ stata realizzata (montata) un’intera affrancatura, con francobolli che sciolti hanno poco valore, ma che su busta, in questa combinazione e tariffa e trasportati col dirigibile Zeppelin, compongono un pezzo interessante e di valore.
Ad un’analisi eseguita con un po’ di attenzione, scopriamo che gli annulli utilizzati sono di gomma, compreso quello in rosso tipico della corrispondenza trasportata col dirigibile Zeppelin; che i francobolli e la busta si presentano troppo “freschi” in relazione alla supposta epoca di utilizzo. Colpo fallito ancora una volta. Insomma si può rendere la vita molto difficile ai volenterosi falsari. (segue)
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