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Un francobollo al giorno … la verifica (78)

di Giuseppe Di Bella
03 dicembre 2008 22:27
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Quello della verifica dell’autenticità e della qualità del francobollo è un capitolo complesso e … spinoso.

 

Diciamo subito che quando si acquista un francobollo importante e quindi costoso, è indispensabile richiedere che lo stesso sia “periziato”, cioé che sia stato sottoposto alla verifica di un perito filatelico di nota fama e indubbia competenza.

In Italia non esiste un albo nazionale dei periti filatelici, ma operano vari esperti che sono accreditati quali periti filatelici, presso le Camere di Commercio e quindi presso i Tribunali.

 

E’ evidente che in un campo così vasto come la filatelia, che è poi quello più colpito da frodi e da falsificazioni, pretendere che un perito conosca in modo approfondito tutte le emissioni, è impossibile.

 

Ed in effetti ogni perito ha un campo di elezione nel quale le sue conoscenze sono veramente approfondite, mentre in linea generale è comunque in grado di verificare i singoli elementi posti a base della perizia tecnica generica di un francobollo.

 

La comprova della perizia, cui è stato sottoposto con esito favorevole un francobollo sciolto o su busta, è il certificato fotografico peritale.

Questo riporta gli elementi identificativi del francobollo, la sua riproduzione a colori e la dichiarazione dell’autenticità e del suo stato qualitativo alla data dell’esame. Contestualmente alla certificazione, il perito firma a matita, il francobollo sul retro (anche se nuovo con gomma).

 

Evidenziamo che la foto del francobollo è indispensabile, perché non esistono due francobolli uguali: basti semplicemente pensare che almeno la linea di fatturazione dei dentelli è diversa tra un esemplare e un altro in tutto simile.

 

Talvolta, specialmente nel passato, venivano proposti francobolli importanti muniti solo della firma peritale; a fronte delle numerose falsificazioni delle firme, riscontrate nel tempo, sarà opportuno richiedere ugualmente una certificazione.

 

Per evitare cattive sorprese, ovvero che il francobollo sia stato cambiato e nel certificato sia stata sostituita la foto dell’esemplare originale, cui si riferisce il certificato, con quella di un esemplare falso o di cattiva qualità, in presenza di certificati dove la foto si trova incollata, sia pure timbrata col sigillo a secco del perito, sarà necessario chiedere un ulteriore certificato eseguito su carta che riporta l’immagine del francobollo integrata e non incollata.

 

Quasi tutti i periti oggi si sono attrezzati in tal senso e molti usano carta filigranata ed infalsificabile.

Si ripete che il perito deve essere di chiara fama e a tal proposito è bene ricordare che negli anni settanta operava un sedicente perito che approfittando della omonimia con una celebre famiglia di filatelisti, sottoscriveva fraudolentemente certificati per niente corrispondenti alla realtà … anzi spesso attestanti il falso.

 

Esaurita questa doverosa raccomandazione, dobbiamo anche dire che un minimo di verifica tecnica è bene imparare a farla da soli, anche per gli acquisti meno importanti, in modo da non esporsi a spiacevoli sorprese.

 

Si tenga quindi sempre presente che il francobollo va guardato e riguardato attentamente: è meglio esaminare prima la vignetta che deve presentarsi integra e fresca, dai colori ben conservati e vivaci e senza abrasioni.

 

Nei francobolli usati l’annullo dovrà essere leggero, possibilmente leggibile e soprattutto non “sporco” né oleoso; non dovrà coprire troppo la figura oscurando il soggetto.

 

Sarà poi necessario verificare la dentellatura, controllando che siano presenti tutti i dentelli e che questi siano di normale lunghezza e regolari.

 

Girato il francobollo si controllerà che non vi siano pieghe o strappi o assottigliamenti ovvero abrasioni della carta. Questi ultimi controlli vanno effettuati “in trasparenza”, ponendo il francobollo contro una fonte luminosa di buona intensità.

 

Per quanto riguarda i francobolli nuovi con gomma, occorrerà verificare che questa sia priva di ossidazioni o si presenti di colore non uniforme: se si presenta integra, cioè intatta o se al contrario sussiste una traccia di linguella, apposta quando tempo fa, si usava applicare i francobolli su album senza taschine, utilizzando appunto le linguelle che altro non sono che piccole cerniere di carta gommata e trasparente.

Abbiamo già detto, ma lo ricordiamo, che i francobolli linguellati subiscono un notevole deprezzamento, come evidenziato da tutti i cataloghi.

 

Contemporaneamente all’esame obiettivo sopra accennato, bisognerà chiedersi se il francobollo che abbiamo davanti sia veramente … quello che sembra.

 

In genere bisogna tenere presente che sono stati falsificati in modo curato solo francobolli di alto valore, ma questa regola ha delle eccezioni.

 

Infatti risultano falsificati, per tentare di frodare i filatelisti,, anche francobolli di poco valore, ma di elevata vendibilità: come per esempio il penny black o in Italia, il 55 lire della serie celebrativa della mostra triennale di Milano del 1951.

 

In linea di massima il falso si presenta molto più “fresco” e meglio conservato della media, per la tipologia relativa all’emissione. Ciò da la misura di quanto, in mancanza di un sicuro elemento di confronto, l’esperienza e la memoria giochino un ruolo importante in queste verifiche.

Infatti sarà determinante la conoscenza delle caratteristiche delle singole emissioni, che in vero sono moltissime anche se si prende in esame una sola nazione. E' indispensabile la disponibilità di esemplari certamente originali, per il raffronto.

 

Attenzione ad un aspetto importante: qui stiamo parlando di falsi realizzati per frode filatelica e non di quelli per frodare la posta, che è argomento diverso e del quale parleremo in seguito.

 

Nella foto vediamo un esemplare falso del francobollo celebrativo del centenario della Repubblica Romana (1949).

Verosimilmente l’immagine è stata acquisita con un potente scanner: ad un minimo ingrandimento, ma anche ad occhio nudo, si nota che la riproduzione tende a sfocare, che i particolari, come le scritte sotto la vignetta, sono imprecisi e vaghi, eche il perforatore usato per la dentellatura non è preciso e regolare come quelli utilizzati dall’Officina Carte e Valori. Inoltre è stata utilizzata carta e gomma completamente diverse dall’originale. (segue)

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