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L’anello mancante … una cartolina postale
svela l’enigma della ripresa dei voli per il Sud America

27 agosto 2010 19:15
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www.siciliainformazioni.com

(di Franco Giannini) La storia che racconterò è quella di una Cartolina Postale per l’Argentina, “partita” da Milano il 27 marzo del 1946 ed arrivata a Buenos Aires il 7 aprile successivo. 

 

A spingermi a farlo è stata la lettura di un ottimo articolo, pubblicato sul “Francobollo Incatenato” n°188 del settembre 2009, ma apparso in forma elettronica già il 5 agosto dello stesso anno su www.cifo.eu e su www.italiainformazioni.com , che mi ha particolarmente interessato per la quantità e qualità delle notizie che vi ho trovato. 

 

Il contributo, firmato da Giulio Cesare Battisti, dall’accattivante titolo OLTRE L’ATLANTICO SULLE ALI DELLA LIBERTA’, tratta in generale della ripresa dei nostri servizi postali per Via Aerea per l’interno e per l’estero, ed in particolare del ripristino di quelli con l’America del Sud. 

 

L’articolo si avvale principalmente di due documenti diretti uno in Argentina ed uno in Cile (entrambi in perfetta tariffa di Posta Aerea, diversa per le due destinazioni), gli unici che in tanti anni di appassionata ricerca l’Autore sia riuscito a trovare in partenza dall’Italia nel Marzo del 1946. 

 

Più precisamente, per quanto riguarda l’argomento in questione (riprendo integralmente quanto riportato nel citato articolo), Battisti ricorda che “...il Bollettino n. 6 del 21 febbraio 1946, pubblicato a cura del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni del Regno d’Italia, annunciava che a partire dal 1° marzo 1946, sarebbero riammesse alla spedizione per via aerea le lettere e le cartoline, ordinarie e raccomandate, per la destinazione di Paesi extra europei specificamente indicati, il cui elenco era accompagnato dal rispettivo percorso e dalla soprattassa aerea per ogni singolo paese di destinazione.

Tra detti paesi figuravano, oltre ad altri del continente americano, l’Argentina e il Brasile con una soprattassa di 53 lire e il Cile, il Paraguay e l’Uruguay con una soprattassa di 58 lire, sempre per ogni 5 grammi o frazione, tutti con avviamento via Parigi - New York …”. 

 

Successivamente, a commento del citato articolo, nella sezione Storia Postale del Postalista www.ilpostalista.it , l’8 ottobre 2009, Costantino Gironi riprende (con analogo titolo) l’argomento, …a beneficio dei lettori, con ... alcune precisazioni ed un po’ di chiarezza, affinché l’informazione giunga corretta, ed aggiunge, tra l’altro, l’interessante informazione che sia stata la T.W.A. ad inaugurare i servizi aeropostali transoceanici del dopoguerra, con un quadrimotore Costellation Lockheed 049, sulla linea Washington-New York-Parigi-Roma, il 31 marzo 1946. 

 

Sulla base dei suoi studi e del materiale in suo possesso, mette però in evidenza come non ci siano notizie certe che la ripresa del servizio di Posta Aerea, annunciata dal Bollettino n°6 per il 1° marzo 1946, abbia avuto effettivamente luogo nello stesso mese.

  

A tal proposito osserva ancora che le “…due buste esibite nel citato articolo (quello di G. C. Battisti, ndr), una per l’Argentina, spedita il 25 marzo 1946, con dicitura “Per via Aerea” ed affrancata anche con la sopratassa aerea, non porta nessun bollo di arrivo al verso; l’altra spedita il 26 marzo 1946, con destinazione Cile pure affrancata con la sopratassa aerea, porta al verso un annullo di arrivo in data 15 aprile 1946, (20 giorni l’intervallo di tempo fra la data di spedizione e di arrivo) questo fa presupporre che abbia fatto il tragitto via mare… Per cui anche se vi sono buste con dicitura “Posta Aerea” ed affrancate con la sopratassa aerea, non siamo assolutamente in grado di stabilire se queste siano state effettivamente trasportate per via aerea…”.

 

A suffragio della sua tesi, completa la nota presentando un ulteriore lettera spedita da Forlì l’11 marzo 1946 con destinazione New York, sempre in tariffa di Posta Aerea, ma senza l’annullo di arrivo, annullo la cui presenza avrebbe eventualmente potuto dimostrare l’effettiva attivazione del relativo servizio.

 

Questo dunque è l’antefatto, scritto con la speranza di aver ben riportato gli argomenti chiave dei due precedenti contributi, premessa necessaria per inquadrare, allo stato attuale della documentazione e delle conoscenze, quanto ad oggi noto sull’argomento “ripristino del servizio di Posta Aerea per l’America del Sud”.

 

La Cartolina Postale in questione, di cui vediamo in foto fronte e retro, e la sua storia, che descriveremo brevemente, avvalora molte delle deduzioni del Battisti, ma fornisce anche, grazie alle notizie del Gironi, una possibile chiave di lettura degli avvenimenti relativi a quel primo dispaccio aereo che sorvolò l’Atlantico diretto in Sud America.

 

Grazie infatti ad un elemento in più, rappresentato dall’annullo d’arrivo apposto al verso, sembra essere confermato che effettivamente alla fine del Marzo 1946 (o meglio ai primissimi di Aprile), e quindi verosimilmente con il volo di ritorno della TWA, si sia avuta la riattivazione del Servizio di Posta Aerea transoceanico.

 

Ma torniamo al nostro Intero Postale. Si tratta del 50 c. Turrita, emesso senza stemma sabaudo a Novara alla fine di Maggio del 1945, per soddisfare la tariffa della corrispondenza aperta fuori distretto, all’indomani della Liberazione delle Regioni del Nord Italia, tariffa ivi vigente fino alla fine di Giugno 1945. 

 

La Cartolina, “parte” da Milano il 27 di Marzo 1946 ed è affrancata curiosamente per 24.75 lire complessive, che, a parere del mittente, servono a soddisfare il pagamento della tariffa per l’estero (3 lire), la sopratassa per l’espresso per l’estero (10 lire) e la sopratassa di Posta Aerea per l’Argentina (11.75 lire), garantendo un rapidissimo trasporto transoceanico (la Posta Aerea) ed una altrettanto rapida consegna al destinatario (l’Espresso).

 

Ora, mentre per la tariffa relativa alla corrispondenza aperta per l’estero e per la corrispondente sopratassa per la consegna espressa, non c’è nulla da eccepire (le tariffe sono esatte), c’è qualcosa da dire relativamente alla sopratassa di Posta Aerea per l’Argentina.

 

Infatti, l’ammontare corrisposto, fissato (o meglio confermato) in 11.75 lire il 16 settembre 1941, era stato aumentato a 53 lire, come riportato nel citato Bollettino n° 6 del 21 Febbraio 1946, a partire dal 1 Marzo 1946, in attesa, appunto, del ripristino del servizio postale aereo, risultando pertanto insufficiente a pagare il servizio stesso.

 

Di conseguenza, l’Ufficiale Postale, che provvide ad annullare manualmente i valori postali con il timbro “Milano Ferrovia Corrispondenze – Partenza Espressi”, provvide anche a cancellare con la matita blu la dizione AEREO, manoscritta dal mittente tre volte (in realtà ne cancellò due, essendo la terza, in alto a destra, praticamente nascosta dall’annullo e dal francobollo da 25 c.), in ossequio al vigente regolamento postale che escludeva dal servizio di Posta Aerea la corrispondenza insufficientemente affrancata.

 

Malgrado ciò, forse anche per l’autorevolezza del destinatario, la Cartolina Postale non fu relegata al trasporto per nave, ma venne inserita nel dispaccio di Posta Aerea per l’America del Sud, dove arrivò il 7 Aprile 1946 tra le 17 e le 18, come chiaramente indicato dall’annullo di arrivo, “Buenos Aires-Argentina - Via Aerea”, apposto al verso che vediamo nel riquadro.

 

Questi in sintesi i dati principali che si ricavano dall’analisi del documento postale: tentiamo ora di trarre delle conclusioni, cercando di utilizzare tutte le informazioni sin qui raccolte e ricordate che ci consentiranno, almeno, di fare delle ipotesi ragionate su quanto probabilmente avvenne, relativamente al ripristino del Servizio di Posta Aerea Transoceanico, a cavallo della fine di Marzo e dell’inizio di Aprile 1946.

 

Quasi sicuramente nei primissimi giorni di Aprile1946, il quadrimotore Costellation Lockheed 049 della TWA, arrivato in Europa (secondo le indicazioni di Gironi) il 31 Marzo, fece il volo inverso ritornando negli Stati Uniti e trasportando, tra l’altro, anche il dispaccio aereo per l’America del Sud. Tale dispaccio, realizzato con i documenti postali annullati in varie parti d’Italia, conteneva quasi sicuramente tutta la corrispondenza annullata negli ultimi giorni di Marzo (il 25, 26, 27 nei casi ad oggi noti e documentati) e trattenuta, molto probabilmente, proprio in attesa del volo in questione.

 

Arrivato a New York, il dispaccio fu preso in consegna dagli ufficiali postali ed imbarcato su un volo New York – America del Sud gestito, come ricorda il Battisti, da una differente Compagnia Aerea, la “Pan American Airways System”, probabilmente un volo diretto per Buenos Aires, dove arrivò tra il 6 e 7 di Aprile. Qui, la corrispondenza per l’Argentina, tra cui la nostra Cartolina Postale in partenza da Milano il 27 Marzo e la Raccomandata in partenza da Roma il 25 Marzo (descritta dal Battisti), entrambe dirette a Buenos Aires, furono trattenute ricevendo, evidentemente non in tutti i casi, anche il corrispondente annullo d’arrivo.

 

La corrispondenza con destinazione differente, ad esempio per il Cile, proseguì invece il viaggio con voli locali di altre Compagnie. Tra gli altri documenti postali, c’era evidentemente anche la seconda lettera descritta dal Battisti, in partenza da Chiavari il 26 Marzo e diretta a Santiago, dove ricevette, come ricordato in entrambi gli articoli citati, l’annullo d’arrivo, in data 15 Aprile. Ecco che tale data, che sembrava non indicare con certezza l’avvenuto trasporto aereo, appare ora ragionevolmente congrua con i “tempi tecnici” delle varie tappe e dei diversi passaggi di mano del relativo plico postale.

 

Così, proprio una Cartolina Postale scritta e pensata per usufruire del più veloce mezzo di trasporto disponibile, ma risultata insufficientemente affrancata per l’aumento della corrispondente tariffa di Posta Aerea (e come tale destinata ad un ben più lungo viaggio per nave per raggiungere il Sud America), curiosamente ha finito per fornire l’anello mancante in grado di completare la catena di informazioni in possesso degli studiosi del settore, dando un contributo significativo alla sempre affascinante Storia Postale del nostro immediato “dopoguerra”.

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Anonimo 01 settembre 2010   19:28

Dimenticavo di dire che occorre attendere qualche secondo per l'apertura dell'immagine ingrandita.

Anonimo 01 settembre 2010   19:27

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