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C’è la Sicilia nell’altra parte del mondo. La sciagura di Middletown ci fa scoprire che l’Isola è stata terra di emigrazione

08 febbraio 2010 10:24
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Il sindaco di Melilli, Giuseppe Sorbello, si è tenuto in stretto contatto con i suoi colleghi Oltreoceano. Middletown è stata messa a ferro e fuoco a causa di una esplosione della centrale elettrica ed è come se in Sicilia l’avessero sentita in migliaia a Melilli.

Nella cittadina del Connecticut, infatti, abitano quasi quindicimila siculo americani. Nella mattinata di lunedì il bilancio della sciagura

è apparso grave ma, stando al parere degli esperti, meno grave di quanto avrebbe potuto essere, perché incidenti di questo tipo nelle centrali elettriche a gas provocano danni enormi.

L’esplosione si è verificata, infatti, in una fase di collaudo e quando è avvenuta in una fase di avvio della c entrale è stato possibile chiudere il flusso del gas. Fosse stata alimentata diversamente, questo non sarebbe potuto accadere. Il Sindaco Sorbello, intervistato dai network nazionali, ha riferito che non risultano cittadini di origine siciliana fra coloro che hanno perso la vita o fra i ricoverati negli ospedali. Ben cinque operai hanno perso la vita e dodici hanno riportato ferite molto gravi. Middletown è un pezzo di Sicilia negli States.

Nei primi del Novecento emigrarono in tanti da Melilli. Una famiglia chiamava l’altra e si riunirono tutti in un’area ricca di industrie, allora d’avanguardia. Ottanta anni dopo, gli amministratori di Middltown e quelli di Melilli hanno celebrato il gemellaggio fra le due città. Un modo per creare un ponte fra le due comunità e stare insieme, per quanto possibile. Negli ultimi venti anni le delegazioni delle due città si sono scambiate le visite e questo cordone ombelicale è stato tenuto in vita. Dando un’occhiata ai cognomi dei residenti si può constatare facilmente che la cittadina statunitense ospita famiglie di origine siciliana. Ma come tutto ciò che riguarda l’emigrazione, la Little-Sicily del Connecticut è rimasta nell’ombra. Una questione privata fra le due comunità, più o meno.

L’incidente alla centrale ha fato conoscere questa realtà all’Italia anzitutto, ed ai siciliani poi. Con il gran parlare che si fa dell’immigrazione, sfugge a tanti il fatto che il nostro Paese, dal Veneto alla Sicilia, è stata terra di emigrazione. Coloro che cercano di mettere su qualcosa di utile e stabile, che vada al di là degli incontri formali e degli abbracci fra parenti, generalmente hanno un cordone ombelicale con le istituzioni piuttosto che con l’opinione pubblica. E, soprattutto, la lontananza fra le comunità, per quanto sforzi si facciano, rimane tale, perché il ponte si costruisce con scambi culturali, ragazzi che studiano dall’una e l’altra parte del mondo, e prodotti commerciali che viaggiano. Collegamenti solidi, insomma, fatti di tradizioni, eventi, scambi commerciali. E non solo contributi, quando ci sono. Non è il caso di Melilli, per quanto ne sappiamo. Il legame fra la cittadina siciliana e Middletown è forte, come prova questo disgraziato evento.

Appena si è avuta notizia dell’esplosione, nella città di Melilli c’è stata vivissima preoccupazione, le linee telefoniche si sono affollate e il sindaco, insieme agli altri, si è tenuto costantemente in contatto con gli amministratori americani.

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Anonimo 09 febbraio 2010   16:45
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2010. Visualizza »

Non strumentalizziamo questa tragedia per sparire m...... sull'emigrazione. Per favore! Siamo tutti emigranti quando usciamo dall'isola sia per Reggio Calabria che Roma, Milano, Svizzera, Germania, Australia, Argentina, Canada, gli USA, ecc. Proprio in questo momento dobbiamo rimanere uniti tutti insieme accanto a coloro che hanno bisogno delle nostre preghiere. Adesso non dobbiamo farci dividere. Siamo tutti siciliani, immigrati ed emigranti. 

 

chi non sa quello che scrive,dovrebbe evitarlo,lo scrivere.

.

Se io ho un parente a 16 ore di aereo (e relativi costi)  da Palermo

non e' la stessa cosa di avere questo parente a Roma,

tanto per restare ad un'ora di aereo che ti permette di venire a casa praticamente ogni fine settimana.

A quelle distanze c'e' solo da sperare che non succeda mai niente.

.

In quanto alle emigrazioni,non giochiamoci sopra.

Le emigrazioni oggi continuano come e' piu' di ieri,

e questo fa il gioco di chi resta.

Sono i migliori che riescono ad andare via,se no,chi gli darebbe un lavoro? 

Anonimo 08 febbraio 2010   15:09
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 febbraio 2010. Visualizza »

è STATA????

 

E' terra di emigrazione, certificata dal 1861!!!

 

le migliaia o milioni di siciliani che sono andati in Italia non sono emigranti?

Non strumentalizziamo questa tragedia per sparire m...... sull'emigrazione. Per favore! Siamo tutti emigranti quando usciamo dall'isola sia per Reggio Calabria che Roma, Milano, Svizzera, Germania, Australia, Argentina, Canada, gli USA, ecc. Proprio in questo momento dobbiamo rimanere uniti tutti insieme accanto a coloro che hanno bisogno delle nostre preghiere. Adesso non dobbiamo farci dividere. Siamo tutti siciliani, immigrati ed emigranti. 

 

Anonimo 08 febbraio 2010   12:02

è STATA????

 

E' terra di emigrazione, certificata dal 1861!!!

 

le migliaia o milioni di siciliani che sono andati in Italia non sono emigranti?

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