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Prolungata l'agonia del Banco di Sicilia. Tra un mese
la decisione sul progetto Banca Unica di Unicredit

16 marzo 2010 20:09
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Prolunga l'agonia il Banco di Sicilia. Il piano di fusione per incorporazione delle banche della golding di Unicredit non è stato approvato, subendo un rinvio di un mese. Se il piano avesse ricevuto l'ok, il Banco di Sicilia, come le altre banche del gruppo, sarebbe stato sciolto.

 

Il rinvio non significa bocciatura del piano, sifgnifica che non sono stati trovati gli accordi per procedere al riposizionamento dei vertici. L'approvazione avrebbe infatti mandato a casa alcuni consigli di amministrazione.

 

Si sospetta inoltre che lo stop sia in qualche modo legato ad un altro importante appuntamento, il rinnovo dei vertici di Generali, su cui ci sono grandi attenzioni sia da parte del vertice di Unicredit sia da parte della Mediobanca.

 

Inoltre le Fondazioni, che mantengono pacchetti azionari in Unicredit, hanno espresso perplessità sulla linea di Profumo ed hanno chiesto di soprassedere. Il Banco di Sicilia, dunque, non c'entra per niente sulla decisione, dettata dal movimenti del gotha creditizio italiano.

 

Il rinvio di un mese della decisione sul progetto Banca Unica di Unicredit "é una pausa di riflessione utile a tutti, sia ai manager sia agli azionisti, per recuperare il senso della realtà. E serve a dare stabilità al gruppo". Questo il commento di Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, che indica come priorità per la banca quella di "saper rispondere alle richieste delle imprese e del territorio assicurando nel contempo una redditività sufficiente ai soci".

 

"Continuare a guardare i problemi reali dell'economia del Paese attraverso il buco della serratura del potere - risponde poi Puglisi a una domanda sulle conseguenze della pace armata coi soci per l'amministratore delegato Alessandro Profumo - non aiuta lo sviluppo del gruppo e del nostro Paese. Il problema non é Profumo sì o Profumo no".

 

E' scontro, al vertice di Unicredit sul progetto di riassetto del gruppo sul tavolo del Cda . Le fondazioni grandi azioniste della banca - a quanto apprende l'ANSA - sono in pressing sull'ad Alessandro Profumo affinché fosse rinviata l'approvazione del piano di 'banca unica'.

 

Se non l'avesse fatto- sostengono le stesse fonti - sarebbero stati il presidente Dieter Rampl e alcuni dei consiglieri a domandare il rinvio del progetto.

 

E' opinione comune che Alessandro Profumo accetta di rinviare l'approvazione del piano banca unica al 13 aprile placando le tensioni interne. Si sarebbe trattato di un armistizio, nulla di più.

 

Tra le maggiori Fondazioni azioniste di Unicredit, tra cui la Fondazione Cariverona e la Fondazione Crt, c'e' "soddisfazione" per la decisione del comitato permanente strategico di rinviare al prossimo 13 aprile l'esame del piano di riorganizzazione della banca, che avrebbe dovuto essere sul tavolo del consiglio d'amministrazione di oggi pomeriggio. Lo riferiscono fonti finanziarie, interpellate dall'Adnkronos. Quella di approfondire i contenuti del piano, sottolineano le fonti, era "un'esigenza comune" avvertita da tutti i maggiori enti soci dell'istituto, come si evince anche dalla nota diffusa stamani dalla Fondazione Cassamarca.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 16 marzo 2010   23:36

mi sarei aspettato piu' entusiasmo per lo sventato colpo finale all'esistenza del plurisecolare Banco di Sicilia...l'agonia non viene rinviata ...invece da quello che scrivono le fondazioni (cioe' i proprietari) di Unicredito ...la discussione sul cosiddetto "bancone" (che tanto piace al signor Profumo)e' rinviata ...tutto puo' ancora succedere ...anzi mi pare che dalle affermazioni di Paolo savona presidente della Banca di Roma unicredit si salvera' anche il glorioso Istituto capitolino  che e' erede del quattrocentesco Banco di Santo Spirito (la Banca di Michelangelo....): Ho il sospetto che in Sicilia qualche Banchiere Nuovo era pronto con la bottiglia di spumante ....a festeggiare la fine del Banco di Sicilia....... cordiali saluti Siculo Banquier

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