(di Giovanni Rosciglione) Circa 15 anni fa ebbe inizio la crisi del sistema bancario siciliano. La nostra è oggi la sola grande regione europea che non ha saputo conservare – sia pure all’interno di un gruppo di dimensioni adeguate al mercato – nessuna delle sue Banche storiche con un’autonomia operativa sufficiente a collegare allo sviluppo del territorio la propria missione.
Oggi, mentre si discute di banca del Sud e si riprende a parlare di questione meridionale, qualcuno si sorprende che Unicredit voglia cancellare di fatto la residua e minima autonomia del Banco di Sicilia. Né può sorprendere che tra i gruppi interessati a prendere il posto del Banco come azienda creditizia di riferimento regionale ci sia Banca Nuova del gruppo delle popolari vicentine di Zonin.
Tuttavia per capire quello che oggi sta succedendo non sarebbe male riportare alla memoria come allora si pose mano alla ristrutturazione del sistema creditizio isolano.
Nessuno di certo potrebbe negare l’ineluttabilità del processo di accorpamento e privatizzazione del settore creditizio per adeguarlo alla dimensione continentale, né tantomeno può rimpiangere il sistema bancario isolano del passato, così pervaso dai condizionamenti politico/clientelari della Regione e dall’opacità dei suoi rapporti con alcuni settori dell’economia isolana.
Certo non chi fu tra i non molti che quelle condizioni denunziarono reiteratamente, chiedendo anche per tempo alla Banca d’Italia di intervenire.
Ma occorre sapere che, quando quell’intervento ci fu, pur in ritardo, tutto produsse tranne il raggiungimento dei fini che doveva ripromettersi: un sistema più trasparente, più solido e più efficace per il supporto allo sviluppo economico del territorio.
Sarò brevissimo, fidando, più che nella mia, nella memoria di chi legge:
Il successo siciliano del Gruppo Zonin con Banca Nuova è d’altro canto la prova che aveva visto giusto chi puntava sul progetto alternativo a Banca di Roma, avendo come obiettivo possibile l’efficacia di un rigoroso piano industriale di razionalizzazione e competitività del sistema creditizio isolano.
Intanto sono passati 15 anni in cui si sono dissipate ingenti risorse economiche e professionali del settore creditizio isolano, si è mortificata un’intera categoria di lavoratori che, in maggioranza, non aveva alcuna responsabilità nei vizi del sistema, si sono cancellati pezzi di cultura che pure erano patrimonio comune. Tutto a fronte di un progressivo affievolimento delle funzioni di sostegno che il sistema bancario avrebbe dovuto assicurare all’iniziative di crescita economica del territorio.
Mi preme ricordare questo perché proprio oggi vedo volteggiare sulle spoglie del sistema creditizio isolano alcuni gruppi, persone e conventicole che di quella spoliazione della nostra terra sono stati i beneficiari politici ed economici.
Memoria corta sulle vicende bancarie siciliane di 15 e più anni fa; tutto dimentcato: i £ 20.0000 miliardi scomparsi per incauti finanziamenti agli amici dei politici insediati nel BdS; £ 10.000 miliardi spariti dalle Casse di Risparmio V.E. per analoghi motivi di bieco e truffaldino clientelismo, in totale 30.000 miliardi di lire svaniti nel nulla.........
Le Casse di risparmio VE sparirono e se il BdS non sparì lo si deve al semplice fatto che il governo di Roma ordinò alla Banca d'Italia, al Banco di Napoli ed al Banco di Roma di salvare il salvabile.
I politici siciliani veri responsabili dei due fallimenti di fatto, per giunta recitarono la parte degli offesi - e l'hanno continuato a recitare fini a ieri con Cuffaro - perchè il peso della Sicilia venne drasticamente ed a ragione ridotto negli organismi di amministrazione del nuovo BdS. Tutta gratitudine per il salvataggio...
Credo inoltre che non abbia pagato nessuno per quei due crack, come al solito.
paolo_gulinello@hotmail.com
Troppo, troppo buono con il sistema bancario italiano che - come descritto da lei - parrebbe fatto da disinteressate crocerossine.
Il BdS non aveva bisogno di alcun salvataggio, quello che Lei dice è semplicemente falso. E nella ristrutturazione del sistema bancario nazionale sarebbe potuta essere una delle tante banche che incorporavano anziché essere incorporata (come il Monte paschi). Ma così non si volle per ragioni politiche. Per le stesse ragioni non si volle per tempo vigilare su Sicilcassa sapendo benissimo che stava dilapidando il proprio patrimonio.
Poi si impose a BdS, che non ne aveva bisogno, di incorporare Sicilcassa con i soldi della Banca di Roma in modo che quest'ultima, senza motivo e senza colpo ferire, se ne inghiottisse due in un colpo.
E ci si dimentica che in passato la Regione colmava con i propri istituti i propri disavanzi, pagando ... a se stessa gli interessi passivi sul debito, mentre oggi una parte dei nostri tributi vanno ad ingrassare la solita plutocrazia.
Forse bisogna informarsi un po' di più. Il Banco di Napoli citato, ad esempio, nella vicenda non c'entra nulla, anzi fu fagocitato anch'esso dalle banche del nord, compiendo un processo di spoliazione del sistema bancario meridionale che era iniziato 150 anni fa.
Saluti.
Massimo Costa
ma cosa sono le banche popolari vicentine??? non credo siano mai esistite...
semmai la banca popolare vicentina...oggi banca popolare di vicenza...
quando si scrive bisogna essere informati
Memoria corta sulle vicende bancarie siciliane di 15 e più anni fa; tutto dimentcato: i £ 20.0000 miliardi scomparsi per incauti finanziamenti agli amici dei politici insediati nel BdS; £ 10.000 miliardi spariti dalle Casse di Risparmio V.E. per analoghi motivi di bieco e truffaldino clientelismo, in totale 30.000 miliardi di lire svaniti nel nulla.........
Le Casse di risparmio VE sparirono e se il BdS non sparì lo si deve al semplice fatto che il governo di Roma ordinò alla Banca d'Italia, al Banco di Napoli ed al Banco di Roma di salvare il salvabile.
I politici siciliani veri responsabili dei due fallimenti di fatto, per giunta recitarono la parte degli offesi - e l'hanno continuato a recitare fini a ieri con Cuffaro - perchè il peso della Sicilia venne drasticamente ed a ragione ridotto negli organismi di amministrazione del nuovo BdS. Tutta gratitudine per il salvataggio...
Credo inoltre che non abbia pagato nessuno per quei due crack, come al solito.
paolo_gulinello@hotmail.com
la crisi bancaria siciliana è iniziata 15 anni fa'?
vi consiglio di leggere questo articolo che ha una visione molto più ampia....
http://www.scomunicando.it/cultura/no-banca-si-parti.html