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Trattative per Termini aggiornate al 5 marzo
L'advisor per valutare le proposte sarà Invitalia

05 febbraio 2010 14:08
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Proseguirà il prossimo 5 marzo al ministero dello Sviluppo Economico il tavolo sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese. L'advisor per valutare le proposte per la riconversione dello stabilimento - secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti alla riunione - sarà Invitalia. L'incontro di oggi proseguirà per parlare dei lavoratori precari dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. Il governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha annunciato che la giunta regionale approverà lunedì un atto con una proposta su Termini Imerese che presenterà al governo.

 

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha individuato in Invitalia Spa la struttura che svolgerà la funzione di advisor per "l'analisi e i necessari approfondimenti tecnici relativi alle diverse ipotesi di investimento nell'area che sono già state anticipate e a quelle che eventualmente giungeranno". E' quanto afferma una nota dello stesso ministero, nel quale si conferma anche il nuovo incontro tecnico del 5 marzo per consentire il lavoro "di analisi necessario per l'individuazione di soluzioni concrete".

 

"Nel corso della riunione - afferma ancora la nota ministeriale - è stato ribadito l'impegno del Governo a mantenere e valorizzare le potenzialità industriali del sito siciliano, per il quale la regione ha riconfermato il suo impegno diretto. E' stato altresì riaffermato che nello stabilimento Fiat di Termini Imerese la produzione di auto proseguirà sino alla fine del 2011. La Fiat - conclude la nota - ha confermato la propria disponibilità a collaborare attivamente ad identificare soluzioni industriali per quanto riguarda gli aspetti occupazionali produttivi dell'area".

 

Per il futuro dello stabilimento di Termini Imerese scende in campo Invitalia, braccio operativo del ministero dello Sviluppo economico. La ex Sviluppo Italia sarà infatti l'advisor che dovrà valutare, per conto del governo, le proposte per la riconversione dello stabilimento siciliano. E' buio, invece, sulle possibili offerte presentate per rilevare l'impianto siciliano dopo che, nella precedente riunione tra governo, istituzioni locali e parti sociali, era stata annunciata l'esistenza di 7 proposte. "Nell'incontro di oggi non sono emerse ipotesi di alternative rispetto allo stabilimento auto di Termini Imerese", afferma il coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, Enzo Masini, secondo il quale "il Governo si è assunto l'impegno di verificare la fondatezza dei 7 progetti annunciati dal ministro Scajola o di altre eventuali manifestazioni di interesse". Manifestazioni che non dovrebbero però più annoverare l'interesse di Ikea, il gruppo svedese leader mondiale di prodotti per la casa e l'ufficio, che potrebbe valutare la possibilità di aprire un secondo punto vendita sull'isola, oltre quello programmato per Catania, ma che giudica Termini Imerese troppo lontana dal centro urbano. Anche l'imprenditore Gian Mario Rossignolo, che di recente ha acquisito lo stabilimento Pininfarina di Grugliasco, nel torinese, ha smentito di essere interessato, ma voci di una sua proposta sul tavolo di Scajola ancora girano così come quelle di contatti con la Regione Sicilia. Un'altra delle proposte del settore auto sarebbe quella presentata dalla Keplero del finanziere torinese Domenico Reviglio, con cui Rossignolo ha già intrapreso un duello per la Carrozzeria Bertone, finito poi male per entrambi. C'é poi il progetto del finanziere siciliano Simone Cimino, presidente del fondo Cape Natixis, che vorrebbe rilevare, con l'indiana Reva, lo stabilimento per farne un centro di assemblaggio di vetture ecologiche di piccole dimensioni. Infine, ci sarebbe un progetto cinese che farebbe capo alla Taihe per conto del gruppo automobilistico Faw.

 

"Nell'incontro non si è mai parlato di mobilità. La Fiat si è limitata a fornire dati tecnici oggettivi relativi allo stabilimento e ai lavoratori del gruppo a Termini Imerese". Così precisano fonti del Lingotto riferendosi al fatto che, nel corso del tavolo tenutosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, siano stati forniti dall'azienda torinese numeri riguardanti la possibile messa in mobilità di lavoratori del sito produttivo siciliano.

 

"Mi rivolgo alla famiglia Agnelli: fate qualcosa, non lasciate morire la fabbrica che per tanti anni ha rappresentato il sogno di diverse generazioni e ha dato impulso al nostro territorio". Don Francesco Anfuso, arciprete di Termini Imerese, si rivolge agli azionisti del Lingotto, proprio mentre a Roma i manager della Fiat, al tavolo tecnico del ministero dello Sviluppo, ribadiscono la decisione di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. L'appello agli eredi dell'avvocato Gianni Agnelli e ai nipoti John e Lapo Elkann, il parroco lo ha lanciato davanti ai cancelli della fabbrica, dove una ventina di sindaci del comprensorio termitano, con le fasce tricolori, hanno effettuato un sit-in. Il clima si è acceso quando da Roma sono cominciate a filtrare le prime notizie sulla riunione. In particolare, la tensione è salita dopo che il responsabile delle relazioni istituzionali di Fiat, Ernesto Auci, ha dato la disponibilità del gruppo a collaborare "per ridurre l'impatto sociale" della chiusura e a vendere il capannone industriale, ma non la tecnologia. Sono bastati alcuni sms tra sindacalisti, tra Roma e Termini Imerese, per fare scattare la protesta degli operai. I delegati della Fiom-Cgil hanno immediatamente indetto un'ora di sciopero; l'80% dei lavoratori in servizio alla catena di montaggio ha abbandonato la linea di produzione, uscendo dalla fabbrica e unendosi al sit-in organizzato dai sindaci. Padre Anfuso ricorda che "proprio la strada che costeggia la fabbrica di Termini Imerese qualche anno fa è stata dedicata all'avvocato Agnelli come manifestazione di attaccamento a un industriale che ha dato lustro a questa terra". "Se oggi lo stabilimento va male come sostiene Sergio Marchionne - sostiene padre Anfuso - la colpa non è certo degli operai o delle istituzioni locali. E' chi ha gestito l'azienda che non ha saputo mantenere quel gioellino che alla fine degli anni Sessanta la Sicilia ha consegnato agli Agnelli". Il coordinamento dei sindaci, costituito ieri sera, domani si riunirà con i segretari territoriali di Fim Fiom e Uilm nell'aula consiliare di Termini Imerese per valutare l'esito della riunione di oggi al ministero e concordare le iniziative di mobilitazione. "Perché la chiusura della Fiat sarebbe un dramma sociale spaventoso, non possiamo permetterlo", dicono i sindaci di Termini Imerese e Campofelice di Roccella, Salvatore Burrafato e Francesco Vasta. Il governatore siciliano, Raffaele Lombardo, riunirà la giunta per approvare un atto con una proposta su Termini Imerese che presenterà al ministero entro dieci giorni. "A Termini Imerese deve restare la produzione di automobili - dice Lombardo - Ci opponiamo a qualunque ipotesi di vendita di stoviglie o lampade da tavolo. Su questo la Regione non molla".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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