E’ una storia, democratica. Di un piccolo Davide, contro un moderno, crudele, Golia. Quella di uno dei tanti risparmiatori truffati dalle banche, che si ribella contro il “sistema” più potente del mondo: le banche, appunto. La possibilità che una persona qualunque, possa alzarsi in piedi e dire ai governanti di un paese europeo: è incostituzionale ciò che state facendo, oltre a non essere né logico né corretto. Scatenando un putiferio. Costituendo un precedente, giuridico e politico, del quale difficilmente non se ne potrà tenere conto in futuro. Vi raccontiamo una storia, minima, tratta dallo scenario della grande crisi economica europea che, accaduto in Germania, potrebbe ripetersi pure in Italia, o persino in Sicilia.
“E’ giusto che lo Stato garantisca miliardi di euro alle banche per salvarle dai loro errati acquisti di titoli tossici – ha urlato la pensionata di Monaco di Baviera, Hanne Sporberg, di anni 68, per una vita segretaria poco pagata in uno studio dentistico - mentre lascia a mani vuote, e nei guai, i comuni cittadini, specie gli anziani ed i pensionati, che avevano investito sugli stessi titoli, spesso dietro consigli delle medesime banche?”
Se hanno sbagliato loro in buona fede, questa vale pure per noi, sostiene la donna. L’aiuto sostanzioso che si sta dando alle banche è finalizzato all’esigenza imprescindibile di non farle fallire. Mi chiedo, però, che senso ha impegnarsi perché loro non falliscano ed invece far finta di niente di fronte alla drammatica prospettiva che, invece alla fine, “falliscano” solo i cittadini correntisti bancari, orfani dei loro risparmi?
Così, Hanne Sporberg si è convinta di trovarsi di fronte ad un palese caso di incostituzionalità. Ossia, in via di diritto, una cosiddetta “disparità di trattamento” - e di comportamento - di fronte ad eguali fattispecie. Tutte le Costituzioni dei paesi democratici nel mondo – e certamente in Europa - prevedono che ciò non sia lecito. E se accade, viene sanzionato come incostituzionale dalle “Corti costituzionali” nazionali.
La simpatica vecchietta aveva acquistato due anni fa “certificati” Lehman Brothers per oltre 40mila euro, circa il 50% di tutti i suoi risparmi di una vita.
Per questo, dopo il tonfo rovinoso della banca dì affari, ritrovandosi, all’improvviso, alle soglie della povertà, ha parlato con degli avvocati e, preso carta e penna, ha scritto e depositato un ricorso alla Corte Costituzionale di Germania.
La richiesta finale, scritta nero su bianco, nel ricorso della donna è secca: Hanne vuole essere riprotetta dallo Stato nelle sue perdite, al pari di quanto sta avvenendo per la Commerzbank o altra banca tedesca, coperta dal Fondo Statale Soffin “salva banche”, “anti titoli tossici”. Una iniziativa varata dal governo di Berlino a fine 2008, per mantenere in vita le società finanziarie colpite, riacquistando i “titoli tossici”. Addirittura, abilitato ad investire sino ad un massimo di 5 miliardi di euro per ogni singola istituzione finanziaria da soccorrere.
Nel suo ricorso scritto, la sessantottenne Hanne parte, perciò, dall’art.3 della Costituzione Federale di Germania, che testualmente recita: “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge”. Anche in Italia l’art.3 della nostra Costituzione repubblicana dice la stessa identica cosa.
“Ma è ogni giorno, sempre più dura, far rispettare questo sacro principio nelle aule dei tribunali”, commenta amaro l’avvocato Salvatore Vincenzo Greco, uno dei migliori avvocati lavoristi di Sicilia.
Nel suo ricorso,la nonnetta pensionata ricorda il film della truffa subita. Un film vissuto da tanta gente pure in Italia, dopo al riforma degli anni 90 del sistema bancario commerciale, che è stato autorizzato a trasformarsi, pure, in pressante “piazzista “ di titoli finanziari ed assicurativi, utilizzando i rapporti fiduciari e consuetudinari con i loro tradizionali clienti, piccoli risparmiatori.
Nel marzo del 2007, Hanne ricevette una telefonata da un giovane e a modo impiegato della “Dresdner Bank”- la banca della quale è cliente fedele da 40 anni - che la convinse, rassicurandola, ad investire metà dei suoi risparmi nell’acquisto di titoli della Lehman Brothers. Titoli, detenuti in buona fede, sino al loro crollo , raccontato da tutte le Tv del mondo.
La donna, scrive che, sebbene vedova da qualche anno, non aveva mai sofferto seri problemi economici. Mentre oggi, di fronte all’aumento dei prezzi ed all’incalzare della vecchiaia, soffre tanto. In più vive con angoscia – comunque senza più quel minimo di serenità di prima - l’annuncio di ogni giorno che Dio manda in terra. Cosa accadrà domani ?
Si chiede la donna: perché è grave che una banca abbia ingerito un “titolo tossico”, mentre conta poco se la stessa cosa è successa a me, o a un salumiere, o a un impiegato pubblico, o a un tranviere, o ad altri centomila anziani che vivono da soli, che campano solo dei soldi della pensione?
Le associazioni a tutela dei consumatori ed i movimenti a sostegno dei diritti di cittadinanza, in Germania, si stanno già mobilitando per sostenere la causa di Hanne. Una replica moderna del “bambino che rivelò al mondo che il Re era nudo”.
Ci chiediamo quante Hanne – in Italia ed in Sicilia si chiamano Anna, Maria, Giuseppina, Rosalia, Vittoria, Francesca, Paola, etc – vedove o solo anziane, hanno subito, e subiscono, la stessa invereconda ingiustizia. E questi nostri connazionali, sono (e saranno) capaci di andare oltre la banale, e quotidiana, lamentazione generica – la politica fa schifo! sono tutti ladri! - per difendere, invece, concretamente, i loro legittimi e sacri diritti costituzionali?
Ce lo chiediamo, e ve lo chiediamo. Noi, per parte nostra, proveremo a fare, con onestà intellettuale, il nostro mestiere di cronisti raccontandovi altre storie simili, ogni volta che le incroceremo. In democrazia – quando questa funziona- il ruolo del giornalismo d’informazione è questo: raccontare cosa accade, cosa non dovrebbe accadere, come dovrebbe andare.