Libriamo
Libriamo

Fiat, la ricetta di Angeletti, segretario generale Uil:
"Per il rilancio del Sud servono dieci Pomigliano"

di Rosario Cauchi
18 agosto 2010 13:25
Leggi i commenti 4   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

In Sicilia si prospetta un periodo post-estivo assai turbolento dal punto di vista sociale, molte aziende si trovano in difficoltà e non escludono l'adozione di drastiche soluzioni, dalla definitiva chiusura al taglio del personale.

Da Fiat a Fincantieri, la tensione tende progressivamente a salire.

 

Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, propone la sua personale ricetta per il rilancio del sud: l'estensione del modello Pomigliano.

“Per rilanciare il mezzogiorno-ha detto il sindacalista-ci vogliono dieci Pomigliano e dieci aziende che investano in tutto sette miliardi di euro”.

 

La Uil, a detta del suo segretario, “è pronta a collaborare con chiunque intenda accettare la sfida, dalla Campania alla Sicilia”.

Mentre i lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese cercano di capire quali soluzioni si apriranno di fronte al disimpegno della casa automobilistica torinese, Angeletti non manca di ribadire che “noi faremo tutti gli accordi necessari per far sì che la Fiat diventi un grande produttore di auto anche in Italia e che investa i 20 miliardi concordati”.

 

Sul malumore, sempre più evidente tra i lavoratori del gruppo diretto da Sergio Marchionne, inoltre, Luigi Angeletti rimarca la distinzione tra la strategia impostata dalla Uil e quella della Fiom, “il paese e le fabbriche non hanno bisogno di conflitto, negli stabilimenti Fiat il clima non è teso, i soli problemi registrati riguardano il rapporto tra l'azienda e i sindacalisti della Fiom”.

 

Intanto, rispetto al caso Termini Imerese, privo allo stato attuale di una vera e propria soluzione, lo stesso Angeletti ribadisce la riattivazione a settembre di un tavolo di trattativa presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Lo scopo prioritario, a quanto pare, sarà quello di individuare i progetti alternativi più convincenti allo scopo di assicurare la continuità occupazionale dei 2.000 lavoratori attualmente alle dipendenze della Fiat.

Rosario Cauchi

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 21 agosto 2010   19:48

angeletti non ci schiavizzerai ulteriormente!!!

 

SICILIA INDIPENDENTE!!!

Anonimo 19 agosto 2010   15:17

Forse un calcio in culo è eccessivo.    Per me l'importante sarebbe che gli Italiani a partire dai politici e dai sindacati acquistassero prodotti Italiani.

Mi piacerebbe che fosse fatto un sondaggio per vedere quante  auto Blu ci sono di marca Italiana, quante auto straniere hanno i dipendenti della Fiat. quante auto straniere hanno i sindacalisti cosi come i politici e /o i magistrati.

Parlare serve a molto poco, mentre un po di nazzionalismo servirebbe molto di più.

Anonimo 19 agosto 2010   09:50
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 agosto 2010. Visualizza »

Per il rilancio del Sud non servono dieci Pomigliano, ma basta dare un bel calcio nel cu..o ai politici in primis ed a voi sindacalisti in secundis!

Poi vedrete come si sistemerebbero in un attimo le cose!

Ben detto.Forse  questo  sindaclista  voleva  dire  che  anche  in  altri  satbilimenti  i  diriti dei  lavoratori  devono  essere  gettati  alle  ortiche?  che  adesso  chiunque  puo'  permettersi  di  gettare  al  vento  un  centinaio  di  anni  di  lotte  sindacali ? che adesso  i  leader  del  sindacato  e i  sindacalisti  sono pavidi yes man del  governo (a  parte  alcune  rare  eccezioni ) ?Che  adesso  che  gli operai cinesi  si  accorgono  di essere  tarttati  come  animali  e  scioperano  l'italia  deve  essere  il  nuovo  caposaldo  dell'incivilta' del  diritto  del  lavoro?

E  poi  :  al  sud  non  servono  industrie,la  verita'  e'  questa:occorre  certo  sviluppare  le  potenzialita'  che  ci  sono  in  loco  (come lo sfruttamento   delle risorse di   petrolio),ma  dobbiamo  rivolgerci  ai  settori  dei servizi  e  sul  turismo ,la  SIcilia  e'  una  regione  stupenda  e turisticamente  fruibile  ( al  contrario  di  tutte  le  altre  regioni  d'italia  )  per  12  mesi  all'anno.Inoltre  potrebbe  traasformarsi in  un  importante  ponte  base  per  i  collegamenti  con  il  nord  africa e  il  medio  oriente.Occorre  un  deciso  cambio  di  rotta ben  congegnato.Basterebbe  cancellare  dalla  testa  le  chimere  dell'industrializzazione  a  tutti  i  costi.Staremmo  tutti  meglio.

Anonimo 19 agosto 2010   06:52

Per il rilancio del Sud non servono dieci Pomigliano, ma basta dare un bel calcio nel cu..o ai politici in primis ed a voi sindacalisti in secundis!

Poi vedrete come si sistemerebbero in un attimo le cose!

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Altre notizie