La curiosità che spinge a partecipare a eventi o manifestazioni artistiche può nascere da molteplici situazioni: certo è che nel momento in cui ci troviamo davanti ad un’opera attendiamo che essa ci comunichi, ogni volta con un linguaggio diverso, la sua sostanza.
E ogni volta la scoperta di un nuovo linguaggio rappresenta una sfida tra l’osservatore e l’opera stessa; se tale comprensione si concretizza allora cominciano una serie di rimandi reciproci, quasi eterei, che sintetizzano la forma della materia con la sua stessa sostanza.
La mostra “Opere 1982-2010”, del pittore campano Ettore de Concilis, curata da Tahar Ben Jellun e ospitata dai locali di Palazzo sant’Elia, via Maqueda - Palermo, risponde esattamente a queste caratteristiche offrendo numerosi spunti di riflessione e interpretazione.
Le opere esposte, distribuite in quattro saloni, ripercorrono circa un trentennio di produzione artistica lasciando ampio spazio soprattutto a quella del periodo intimista.
Tra le tele, di diverse dimensioni, tutte corredate da cornice che spesso sembra contenere fisicamente ciascuna di esse, sono presenti anche dei pannelli con le riflessioni di chi negli anni ha seguito l’artista da vicino nel suo lavoro e ha potuto constatarne la crescita artistica.
I temi rappresentati sono certamente già visti, dai paesaggi nelle diverse ore del giorno agli scorci rurali, alle nature morte, ma il modo in cui essi vengono fermati sulla tela rivela estrema sensibilità e straordinaria capacità evocativa.
I campi dei fiori selvaggi vengono quasi appiattiti dall’abbagliante luce solare creando un effetto di astrazione; i paesaggi, soprattutto romani, manifestano in maniera inequivocabile il palpito vitale grazie ad accostamenti cromatici che generano sinestesie sensoriali incantatorie.
Le opere di de Concilis porgono costantemente lo sguardo tanto al passato, attingendo esperienza dai grandi impressionisti che lo hanno preceduto, quanto al presente ritraendo con “l’intensità dei riflessi”, sua peculiarità, una personalissima reinterpretazione del mondo circostante.
Tecnicamente la sua pittura è irreprensibile: piccole pennellate costanti e uniformi quando richiesto, sempre composte, dosate e controllate ma non per questo prive di spontaneità; colori che sfumano l’uno sull’altro a creare distese continue policrome che, grazie anche ad un uso alquanto personale della prospettiva, riescono a trasferire sulla tela la visione intima dell’artista.
“ de Concilis è un artista che ben controlla l’esecuzione di ciò che la sua anima vede e che il profano trascura” così il curatore della mostra parla dell’artista e in effetti una sensazione godibile e pacificatoria si genera dalla visione dell’intera collezione antologica.
Ogni opera ha un proprio linguaggio e un proprio sistema di codifica grazie ai quali trasmettono un senso straordinario di quiete, di tranquillità, di intimo rasserenamento, rappresentando la natura nella sua divina bellezza.
La mostra, ad ingresso libero, è stata promossa dalla Provincia regionale di Palermo e rimarrà visitabile fino al 12 Settembre, dal lunedì al venerdì dalle 10.30-13.30 e dalle 16.30-20.
caro R.T. - "puo interessare i parrucconi ottocentisti" - i parrucconi ottocentisti, ai quali piace questa pittura SONO TANTI ,ANZI TANTISSIMI,molto più dei giovani a cui piace l'informale ,la pittura di getto e le nuove avanguardie di "merda d'artista " di Manzoni,o l'orinatoio di Duchamp,che ormai ,queste sperimentazioni d'arte moderna, sappiamo che durano poco più di una settimana.QUINDI GLORIA AI PARRUCCONI OTTOCENTISTI che come vedi ,si ripropongono sempre in modo ancora più decisi e pare che ritornano sempre a farsi valere. Saluti T. R.
Leggo solo oggi la sua forbita e articolata risposta. Per la verità mi aspettavo qualcosa di diverso e non i soliti riferimnti a Manzoni o Duchamp o magari allo stesso Isgrò le cui opere sono in mostra in questi giorni a Marsala. Ma come si dice: bisogna sapersi accontentare. Lei si accontenta. Io no.
R.T.
quella di De Conciliis è una pittura che può interessare solo i parrucconi ottocentisti.
R.T.
caro R.T. - "puo interessare i parrucconi ottocentisti" - i parrucconi ottocentisti, ai quali piace questa pittura SONO TANTI ,ANZI TANTISSIMI,molto più dei giovani a cui piace l'informale ,la pittura di getto e le nuove avanguardie di "merda d'artista " di Manzoni,o l'orinatoio di Duchamp,che ormai ,queste sperimentazioni d'arte moderna, sappiamo che durano poco più di una settimana.QUINDI GLORIA AI PARRUCCONI OTTOCENTISTI che come vedi ,si ripropongono sempre in modo ancora più decisi e pare che ritornano sempre a farsi valere. Saluti T. R.
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