Sarà inaugurata sabato 13 marzo, presso il Museo di Palazzo Ziino, in via Dante 53, a Palermo, lamostra personale di Fulvio Di Piazza, curata da Marco Meneguzzo, organizzata dall’AssociazioneCulturale Ars Mediterranea in collaborazione con la Galleria Bonelli e la GAM di Palermo, e con il Patrocinio della Regione Siciliana, Provincia Regionale di Palermo e Comune di Palermo (catalogo Edizioni di passaggio; testi di Antonella Purpura, Marco Meneguzzo, Laura Francesca Di Trapanied Helga Marsala).
La mostra segue l’esposizione Succuland tenutasi presso la galleria Bonelli Arte Contemporanea aLos Angeles (2008), e D’io frana, tenutasi presso la galleria Colombo a Milano (2009), e vedrà lapresentazione di venticinque lavori che abbracciano un periodo di produzione che va dal 2007 adoggi. Si tratta di un passaggio fondamentale nel lavoro artistico di Di Piazza: abbandonati ibarocchismi, la sua ricerca si dirige verso linee più sintetiche sul piano formale ed atmosferemagiche. È un’evoluzione estetica di interessante lettura che nasce dalla riflessione sul differentemomento storico e personale attraversato. La tela e l’atto pittorico si proiettano in un’altra dimensione, dove al suo interno si intersecanoriflessioni e timori dell’artista, in un magico flusso tra la mente e lo spazio.
Nel lavoro di Fulvio Di Piazza l’immaginario si mescola con tematiche sociali, in un gioco cromatico tra tonalità fredde ed altre calde, vitali, per trasmettere un messaggio potente con un linguaggio “morbido, utilizzando lafantasia”. D’altronde “il mondo dell’artista, di chi produce arti visive, è molto simile a quello delcomico satirico” e riesce a “mettere sempre in discussione la realtà”.
Osservando i paesaggi di Di Piazza – oggi spogliati del barocchismo che li contraddistingueva fino a qualche tempo fa – sembradi precipitare in un mondo irreale, brillante, dove comunque ogni dettaglio parte da uno studioattento della realtà per trasformarsi in fantasticheria sulla tela. L’evoluzione da un linguaggiobarocco verso un altro più diretto e lineare è stato un passaggio fisiologico per mettere in rilievo ilsoggetto grottesco prima nascosto. Sono lavori che scuotono dapprima per la grandiosità descrittiva,da miniaturista d’altri tempi, e poi per la bellezza estetica che riconduce a riflessioni di profondaintensità sulla potenza generatrice della natura e sul pericolo che oggi attraversa.
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