In esposizione a Palazzo Sant’Elia a Palermo, via Maqueda 83, è possibile visionare 93 immagini, scatti appartenenti ad un nutrito gruppo di artisti italiani che nel corso dei decenni, dagli inizi del secolo sino ad oggi, hanno catturato con il loro occhio l’evoluzione tanto della società quanto della cultura in senso lato.
In effetti l’arte della fotografia, così come le altre sezioni culturali, ha seguito un percorso evolutivo degno di attenzione: a partire dalle avanguardie con il surrealismo, definito da Breton come puro automatismo psichico che permette di esprimere il reale funzionamento del pensiero scevro di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione; passando alla concezione dell’arte come substrato antropologico, giungendo al dadaismo, dove l’arte è considerata a servizio dell’ Io, risulta facile riscontrare tale evoluzione osservando la produzione di scatti successiva ad ogni nuova conquista concettuale.
La fotografia non presenta esitazione, ferma un momento, uno squarcio di vita pubblica o privata; è capace di rappresentare uno stato d’animo, di stupire o emozionare al pari di un quadro o un’opera letteraria: altro non è se non una tessera indispensabile di quel puzzle che rappresenta tutte le opportunità a disposizione dell’uomo per soddisfare la propria esigenza di comunicare.
La mostra, curata da Achille Bonito Oliva, non a caso è intitolata ‘La camera dello sguardo’ poiché secondo il critico il fotografo si avvale dell’occhio considerandolo spazio blindato e asettico, strumento preciso per accedere alla conoscenza. In particolare la fotografia italiana, scrive il curatore nel testo critico, “introduce nell’ambito dell’immagine la torsione tipica dell’anamorfosi, che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico. Si mette nella posizione del duello: il fotografo, di fronte al dato, non lascia scattare il dito sulla macchina precipitosamente, bensì promuove una serie di relazioni e rispecchiamenti, [….] La fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte”.
Visitando la mostra colpisce la molteplicità di soggetti e temi trattati: dagli squarci metropolitani di Luca Campigotto ( Chicago 2007) che proiettano verso un’immagine industriale della città ; alla maestosità dei palazzi moscoviti ripresi in bianco e nero da Gabriele Basilico; ai volti sfuocati e fuori scala di Mario Cresci ( Fuori Tempo); passando ai paesaggi naturali di Franco Fontana, che cambiano magicamente colore a seconda delle stagioni (Landscape) fino a giungere agli scatti di Dino Pedriali, che disarmano nel rappresentare gesti assolutamente normali e quotidiani compiuti da artisti di fama internazionale (Pier Paolo Pasolini).
L’esposizione delle opere, sostenuta dalla Provincia regionale di Palermo, organizzata da Civita Sicilia, rimarrà aperta al pubblico fino al 21 Marzo 2010; per informazioni riguardo a giorni e orari di apertura è possibile contattare il numero 091-8887767 o scrivere all’indirizzo segreteria@civitasicilia.it.
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