Ciò che rilevo sempre in ogni mostra è la oramai consolidata presenza di critici d’arte di sesso femminile. In questo evento in cui espongono 4 artisti con altrettante mostre personali, abbiamo tre loro presenze. Le mostre, aperte al pubblico il 9 agosto a Villa Cattolica, Bagheria, sono visitabili fino al 31 ottobre 2010. La manifestazione, pensata per “Una notte d’agosto al Museo Guttuso”, purtroppo si è conclusa a mezzanotte per ragioni indipendenti dalla volontà politica, che pure aveva dato la propria disponibilità con grande spirito di sacrificio e ripetuto più volte dagli interventi, frammisti a imbarazzanti frammenti di ostentata sacralità del luogo.
Se l’evento di per sé ha una valenza positiva perché mette in risalto giovani ed emergenti critici (così sono stati definiti da G.B.M. Falcone presidente dell’Associazione AutOficina che ha messo in cantiere il progetto e che peraltro è anche uno degli artisti che espone in questa articolata rassegna) è anche vero che molti di questi rampolli, al pari di critici storicizzati, hanno la possibilità di sfruttare eventi di questo tipo per mettersi in mostra.
È vero altresì che spesso scompaiono come neve al sole in concomitanza di un posto fisso o magari di consigliere comunale in attesa di altro evento politico, di un buon matrimonio o per il piacere di “servire” il compagno di turno che per eccesso di gelosia le sigilla in casa. Ma probabilmente non è questo il caso, tutti e quattro i ragazzi sicuramente saranno preparatissimi e conosceranno certamente la materia di cui si sono occupati.
In questo primo scritto mi occuperò di Filli Cusenza. Un’artista che, avendo uno spessore alto di qualità della ricerca e una tecnica raffinata nell’esposizione dei suoi manufatti artistici, avrebbe meritato un approfondimento di altra natura rispetto a quanto è stato detto, ma forse i tempi erano troppo ristretti e peraltro mancava anche il catalogo. In questa mostra Filli Cusenza presenta due aspetti della sua produzione artistica: il primo è legato alla tecnica propriamente detta della fiber art, sicché su ogni parte del tessuto ha costruito il suo personale linguaggio.
L’artista opera sui suoi lavori realizzando delle vere e proprie sarciture, utilizzando spesso un filo rosso simbolo di inequivocabili ferite del corpo e della mente. Sui suoi corpi-vestiti, rivoli impercettibili di sangue segnano contorni e percorsi di vita vissuta. In mostra ne sono stati presentati due molto “trascinanti” e certamente la dimensione degli abiti, alti oltre sei metri ciascuno, coinvolgono lo spettatore che spesso si perde nel bianco candore del tessuto solcato da quel filo rosso che è decorazione, ma è anche la sintesi del messaggio dell’artista che è interessante: la sofferenza per le ferite inferte all’umanità da rivoluzioni, guerre, inquinamenti, tensioni politiche e sociali non può essere vissuta fuori da quel contesto inquietante.
La dimensione dei lavori - come si diceva prima – pone l’interrogativo se mai saremo in grado di entrare e stare dentro il problema. Ma è esattamente il contrario di ciò a cui assistiamo oggi sia in Parlamento che nelle piazze economiche. Liti, scissioni, minacce di elezioni anticipate e quant’altro allontanano la politica dai problemi per non stare dentro il problema. Di contro, la speculazione di borsa e l’economia fanno il resto.
Ma l’artista ha pensato anche a quel mondo in cui tutto dovrebbe essere più umano, costruito per una società coesa, disponibile e soprattutto contro ogni brutalità. Per questo ha dedicato un percorso alla fiaba e al sogno. Stanze piccole dai muri ricoperti di patchwork coloratissimi, realizzate con pazienza certosina ed elaborate per illustrare una filastrocca, accolgono il visitatore, facendogli dimenticare il mondo esterno, lo riscaldano con la storia fantastica di “Camomilla e la luna”.
È tanta l’ingenuità di questa bambina che si getta in mare per salire sulla luna. È una storia, come tutte le storie, dalle tante sfaccettature fantastiche, è un racconto che dovrebbe ammorbidire le coscienze e forse per un attimo ci riuscirà.
In concomitanza delle mostre è stata riaperta la sezione permanente del cartellonismo Cinematografico, donazione dei fratelli Filippo, Giovanni e Vincenzo Lo Medico, rappresentata da locandine e manifesti inerenti a personaggi e fatti collegati a Bagheria. Le installazioni e le mostre potranno essere visitate sino al 31 Ottobre 2010 tutti i giorni feriali e festivi, lunedì escluso, dalla 9.30-14.00 e dalle 15.00 alle 19.30. Villa Cattolica, Museo Guttuso via Rammacca, 9 (SS 113) 90011 Bagheria (PA)