Giuseppe Pitré dedicò la sua esistenza alla ricerca dell’anima siciliana, sprofondando con mani febbrili, ma guidate da un vivissimo ingegno, nelle viscere della sua gente, riportando alla luce tradizioni remote che, senza la sua instancabile opera, sarebbero andate smarrite per sempre.
Seppure costretti nei limiti di spazio e di conoscenza, cercheremo di far rivivere la curiosità dei lettori, perché questi, una volta lette le nostre brevi note, vadano alla ricerca degli scritti di Giuseppe Pitré e da essi possono trarre lo spunto per riscoprire un mondo dimenticato eppure ancora straordinariamente vitale nelle tradizioni del nostro popolo, ingenue, profondamente umane, incredibilmente attuali.
Alla “sua” Palermo Giuseppe Pitré dedicò i due volumi di “Palermo cento e più anni fa”, i saggi “Giovanni Meli medico e chirurgo” ed “Il Soggiorno di W. Goethe in Palermo” e la sua monografia piena di notizie curiose “Medici, chirurghi e speziali in Sicilia” ed infine “Del Santo Ufficio ed un carcere di esso” scritto nel 1906 per illustrare i disegni e le iscrizioni che i prigionieri avevano graffiato sui muri delle antiche celle del Palazzo Chiaramente di Palermo”. Si tratta di una pagina inedita della storia della Inquisizione che servì a gettare un raggio di umanità in quegli ambienti disumani, anche qui lo spirito popolare rivive in immagini e frasi dolenti, una testimonianza crudele da non dimenticare.
Grazie per l'informazione dettagliata! Speriamo di poter ritornare tra qualche anno, meglio tardi che mai.
il Pitrè grande studioso di tradizioni ed etnologia siciliana, ha dedicato un'intera vita per conservare e ricordare le nostre tradizioni folkloristiche ed etnologiche.Purtroppo molti amministratori e politici ,non sanno, ignorano ,e quindi ,tutto quello che ha costruito e conservato gelosamente per i siciliani e la Sicilia tutta, rischia di svanire nel nulla ,se non si recupera al più presto il grande lavoro eseguito dal Pitrè.Lo ripeto i nostri politici ed amministratori ignorano il valore di tutto ciò ,per cui poverini non hanno colpa ,non potento quantificare il lavoro artistico e culturale realizzato dal Pitrè e messo a disposizione al mondo intero, non posso dare la colpa a chi ignora. Occorrerebbe prima erudire i nostri politici ed amministratori siciliani, e poi magari..............
Grazie per l'informazione dettagliata! Speriamo di poter ritornare tra qualche anno, meglio tardi che mai.
Gentile lettore, purtroppo la sede storica del Museo Pitrè, sita nelle adiacenze della Palazzina Cinese nel parco reale della Favorita, attualmente non è visitabile a causa dei lavori di restauro che si sono resi necessari al consolidamento dell'intero edificio da anni bisognevole di radicali lavori di ripristino dei locali.
Da notizie assunte previo il Comune di Palermo abbiamo appreso che i lavori di restauro sono prossimi ad essere completati, comunque il tempo necessario perchè la struttura museale possa essere usufruibile dal pubblico prevista ragionevolmente in non meno di un anno e mezzo.
Il Museo Etnografico Giuseppe Pitrè potrà mostrare una vasta esposizione di oggetti grazie ad una sapiente e difficile selezione fra le migliaie di esemplari giacenti nei magazzini.
Claudio Alessandri