Fino al 31 Marzo presso la Galleria Pantaleone di piazza Garraffello a Palermo, è possibile visitare la seconda mostra personale dell’artista palermitano Adalberto Abbate, di ritorno dalle recenti esposizioni a Catania e Bologna. Tema dell’evento è la rivolta, argomento dalle molteplice sfaccettature e sfumature a volte così sottili da sfociare facilmente nell’errore o nel malinteso.
Cercando il significato del termine sui dizionari, così come viene proposto nell’invito da parte dell’artista, si riscontra soprattutto la valenza non propriamente positiva del termine, privilegiando la sua accezione generale di sovvertimento di un ordine proposto o imposto dal sistema.
Condividendo in linee generali il concetto, eliminata la manifestazione violenta che spesso caratterizza gli eventi rivoltosi, l’artista elabora una produzione personale che, in maniera efficace e misurata, lascia libera manifestazione al proprio sentire: appare necessario compiere, singolarmente o in gruppo, la rivolta verso una contemporaneità che non fa altro che fomentare tale sentimento. La mostra presenta opere miste: foto reinventate, piccole sculture, mazze di legno e una vera e propria opera modulare che incuriosisce non poco il visitatore.
Quella di Adalberto Abbate è una rivolta estremamente pacifica, minuta e minuziosa ma al tempo stesso deflagrante nella sua visione; le dimensioni stesse delle foto, molto piccole rispetto alle cornici nelle quali sono inserite, manifestano l’urgenza di comunicare una necessità senza usufruire dell’effetto shock dato dalle grandi dimensioni o da immagini stereotipate.
Foto in bianco e nero, per lo più sfocate, che ospitano attori apparentemente muti ma che in realtà pur avendo i volti oscurati o le bocche imbavagliate trasmettono perfettamente quel sentimento di rivalsa che sottende all’azione della rivolta. I titoli stessi delle stampe, quali ad esempio ‘Un mondo nuovo’ o ‘Dimostrazione gerarchica’, aggiungono ulteriore intensità a sostegno del tema trattato; foto antiche ma anche foto recenti, presenti soprattutto nell’opera che abbiamo definito modulare.
L’artista ha pensato bene di farsi fotografare accanto ad alcune delle tante scritte presenti sui muri della nostra città, frutto di azioni più o meno condivisibili ma che certamente raccolgono l’urlo di protesta di quelle persone che, a loro modo, sentono di dover manifestare disappunto verso un sistema non sempre efficiente. Poste una accanto all’altra le foto riempiono una parete che si trasforma in un muro della protesta collettiva, non più opera del singolo bensì manifestazione anonima di una città intera. Riconoscimento di un sentimento comune, disponibilità alla condivisione di ideali e di azioni, sottile amarezza: tutte le opere, nella loro apparente semplicità, grazie ad una giusta disposizione tanto di esse quanto delle luci, generano una riflessione che difficilmente si può trascurare una volta lasciata la mostra.
E proprio per non dimenticare l’artista ha pensato di stampare dei poster che il visitatore può prendere e portare con sé; la mostra rappresenta quindi un punto di partenza per un percorso personale che continui anche al di fuori di un contesto prettamente ‘culturale’. La galleria è aperta al pubblico il giovedì pomeriggio dalle ore 16.00 alle 20.00; gli altri giorni previo appuntamento (3891724961).
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