Mi dispiace, ma proprio non ci sto a subire una tale inutilità a spese della collettività come quella messa in atto da Palazzo Riso a Palermo, che ha commissionate agli artisti: Pedro Cabrita Reis, Dennis Oppenheim e Richard Nonastre diverse “opere” (meglio sarebbe dire “situazioni”) che danno la sensazione della precarietà, non solo del sistema politico che le ha generate - e della Regione Siciliana in generale - ma che confermano soprattutto l'avvenire incerto di una città che non sa dove andare. Si tratta di buona parte delle opere esposte nella mostra Essential Experiences, inaugurata il 14 novembre.
La scelta di Pedro Cabrita Reis, con la complicità degli addetti ai lavori di Riso, di creare con laterizi forati e sberciati una sorta di muro di sbarramento tra l’ingresso e il resto del piano terra è un pugno in un occhio. L’artista ha issato un muro tra le due colonne di marmo di billiemi che caratterizzano ciò che è l’ingresso “nobile” di Palazzo Riso e che allo stato attuale non esiste più. “Il muro di Palermo” di Cabritas proprio non lo mando giù (il commento sulle altre due me lo risparmio). Mi verrebbe voglia, inscenando una performance, di buttarlo giù con una mazza, proprio come hanno fatto i tedeschi con il loro muro. In una Europa in cui i muri si abbattono ecco che Palermo li alza in una sorta di contraddizione in termini.
Lo dico e lo scrivo fuori dai denti. Non ho mai avuto nei confronti dell’attuale dirigenza di Palazzo Riso alcuna simpatia per le cose fin qui fatte. Sono prive di quel nerbo scatenante della passione. Non riesco neanche per un solo momento a trovare un punto di fusione tra me “cittadino” e la casta a cui certamente non appartengo. Mi sono sempre definito un proletario al servizio del popolo. Un servitore sì ma non un servo da appagare con le briciole che cadono dalla tavola imbandita solo per pochi.
Che la mostra “Esperienze essenziali” non avrebbe portato nulla di nuovo c’era da aspettarselo, se non per alcune opere “forti” quali quella di Anselm Kiefer con il suo “Selportrait”, un’opera certamente di impegno artistico e politico che mi fa ricordare le nefandezze delle foibe. Un corpo semi mummificato emerge dalle sterpaglie.
L’artista sceglie un momento preciso della nostra esistenza per indurci a riflettere sugli aspetti drammatici e conquistanti dell’arte. Interessante, per i riferimenti alle vicende leghista di qualche anno fa, l’opera di Michelangelo Pistoletto, “Cappio”. Altrettanto interessanti sono le opere di Gilbert & George, di Kevin Francis Gray con il suo “Ghost boy” in puro marmo bianco di Carrara, della oramai consolidata presenza di Marina Abramovi? con una sua immancabile “Pietà”, di un enorme “corallo” di cera e polistirolo rosso di Paolo Grassino dal titolo “Madre”.
Le altre opere sono di: Danica Daki,Jan Fabre,William Kentridge, Kimsooja, Ufan Lee, Motti Mizrachi, Roman Opalka, Orlan, Giuseppe Penone, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Günther Uecker, Sandra Vásquez de la Horra. Mi sposto a Palazzo Abatellis, seguendo un’inutile e sicuramente costosa segnaletica incollata a terra, trionfo dell’inutilità del messaggio (in quanto quelle di Palazzo Riso le abbiamo viste mentre quelle di Palazzo Abatellis le vedremo da lì a poco).
Gli amministratori di questa città non finiranno mai di stupirmi. Chissà cosa ne pensano il presidente dell’Amia o l’ufficio affissioni dei Vigili Urbani. Comunque, troviamo, parimente interessanti rispetto a tutta la mostra nel suo complesso, le uniche tre opere esposte a Palazzo Abatellis di Koji Tanada con “Spider’s web boy” che fa da modesto contraltare allo straordinario piccolo busto di Eleonora D’Aragona di Francesco Laurana e l’opera di Gloria Friedman dal titolo “Le gigolo”.
Quest’ultima installazione rappresenta un gigolò che “scopa” uno scheletro con un orribile rosso naso da pinocchio, sinonimo delle bugie che molto spesso si recitano in amore e soprattutto in arte. Questo lavoro della Friedman certamente fa discutere se non altro perché l’interesse è dato dal fatto che la scultura è posizionata di fronte all’opera ben più nota: “Il trionfo della morte” la quale ha aspettato oltre cinque secoli per “affrontare” la sfrontatezza di quell’irriverente gigolò.
Francamente le opere di Palazzo Abatellis non meritano una così discutibile e “irriverente” contaminazione. Ma si sa in arte tutto è possibile. Tutti hanno diritto di esporre le esperienze della propria ricerca. Tutti possono invitare tutti. Ha ragione un mio inseparabile amico che mi accompagna a visitare le mostre parafrasando spesso Alberto Sordi in “vacanze intelligenti” il quale sostiene: “la inutile utilità dell’arte”. Un concetto che faccio mio aggiungendo che se non avessero nulla da criticare a che cosa servirebbero i critici?
La nostra società in modo molto democratico dà facoltà ad ognuno di esprimersi esponendo in pubblico poi, il frutto del proprio lavoro senza frapporre limiti. Con lo stesso principio, mi avvalgo della facoltà di giudizio. Ad ogni buon conto, la mostra è visitabile dalle 10.00 alle 20.00 da martedì a domenica, mentre giovedì e venerdì fino alle 22.00, catalogo € 35.00, ingresso € 5,00.
Beh, premesso che tutti i pareri sono legittimi, almeno a Palazzo Riso gli orari di visita sono "giusti" e il prezzo d'ingresso è onesto, specialmente se si ha diritto alle riduzioni (residenti, studenti, docenti, anziani..., in pratica quasi tutti).
Vogliamo parlare degli orari di Palazzo Abatellis? Quelli sono un vero scandalo, se si considera che non si tratta di un sito qualsiasi ma di uno dei musei più importanti d'Europa. Dal venerdì alla domenica, cioè nella giornate naturalmente più vocate a ricevere visitatori, l'apertura è solo dalle 9 alle 13. E quando è prevista l'apertura pomeridiana,vige comunque la "pausa" dalle 13 alle 14,30: immaginate lo sguardo attonito del turista a cui viene chiesto di uscire e tornare dopo un'ora e mezza. Insomma , tutto a misura dei dipendenti e con un messaggio chiaro ai potenziali visitatori: si dispensa dalle visite.
Sarebbe sensato se il Direttore del museo spiegasse pubblicamente l'idea conduttrice della mostra, manifestasse la sua cultura e la sensatezza delle sue scelte progettuali e delle spese conseguenti, solo così potremmo accettare tanto spreco inutile.
Magari potremmo anche ricrederci, ma finchè non ci sarà nè trasparenza, nè palese cultura resteremo scettici.
Voi che ne pensate? Vi sembro pessimista o realista?
Grazie.
In risposta alla sua domanda desidero farle presente che questi signori sono santi che non faranno mai miracoli. Forse perchè sono abituti a riceverli ..... Come saprà il miracolo è qualcosa di misterioso di soprannaturale, di incomprensibile e quindi non è per noi che siamo uomini.
Alessio Mazzacurati
Sarebbe sensato se il Direttore del museo spiegasse pubblicamente l'idea conduttrice della mostra, manifestasse la sua cultura e la sensatezza delle sue scelte progettuali e delle spese conseguenti, solo così potremmo accettare tanto spreco inutile.
Magari potremmo anche ricrederci, ma finchè non ci sarà nè trasparenza, nè palese cultura resteremo scettici.
Voi che ne pensate? Vi sembro pessimista o realista?
Grazie.
Antonella! Spesso ci dimentichiamo che nella ben nota favola "I vestiti nuovi dell'imperatore" il re è nudo mentre i cortigiani si affanno ad elogiarne i vestiti.
Si vuole a tutti i costi stordire i cittadini nel vano tentativo di dare sensazioni forti a questa città. Oggi può stupire solo una città normale, senza spazzatura, senza macchine in doppia fila, senza buche, con i marciapiedi sgoberi di auto e senza buche, una città dove i vigili urbani vigilano, una città con il sindaco al suo posto che non pensa solo a nuove tasse. Una città in quanto capoluogo della regione Sicilia sia da esempio alle altre città. Prova ad andare a Catania o a Siracusa, resterai sbalordita di cosa può essere una città ordinata. Sarà che hanno fatto una operazione di facciata, ma quì gli amministratori non riescono a fare neanche quella. Quanto alle sensazioni forti c'è tutto un mondo "sotterraneo" fatto di prostituzione, trans e droga a cui la politica, gli amministratori e la classe dirigente ci vorrebbe abituare a pensarci con trasmissioni televisive e giornali e sopratutto denunciando scandali. Ieri ad es. in contemporanea potevi vedere di tutto. Ogni salotto buono ne aveva qualcuno o qualcuna? Mah non so. Il problema è che non avremo mai tanti soldi per soddisfare le nostre curiosità.
Scusa Antonella ma ho dimenticato di firmare il commento di poco fà. A presto Francesco M. Scorsone
Nelle mostre di questo genere , che vogliono definirsi di grande impatto , la preoccpazione e l'angoscia che ho è quella di subirne l'inutilità senza poter controbbattere . Ero all'inaugurazione , siamo stati ad attendere il " lieto evento " in fila e religioso silenzio . Siamo entrati a " drappelli " perchè eravamo tanti . Poi l'apparizione ..... come dici tu il primo impatto il muro ; bisbigli , sussurri ... parole a metà , pensieri non espressi ( non vorrei pensassero che non capisco ) .
Saliamo finalmente ; grandi nomi...... molto nulla . Il non capire ammutolisce quando chi ha potere decreta che questa è genialità e pur vedendo sconcerto nei volti dei miei concittadini ( naturalmente non per tutte le opere ) sono stata investita da un assordante silenzio .
La tua voce fuori dal coro mi dà la possibilità di esprimere , finalmente , ciò che provo quando vedo certe mostre , considerando che pago anch'io come cittadina per la loro attuazione .
Antonella
Antonella! Spesso ci dimentichiamo che nella ben nota favola "I vestiti nuovi dell'imperatore" il re è nudo mentre i cortigiani si affanno ad elogiarne i vestiti.
Si vuole a tutti i costi stordire i cittadini nel vano tentativo di dare sensazioni forti a questa città. Oggi può stupire solo una città normale, senza spazzatura, senza macchine in doppia fila, senza buche, con i marciapiedi sgoberi di auto e senza buche, una città dove i vigili urbani vigilano, una città con il sindaco al suo posto che non pensa solo a nuove tasse. Una città in quanto capoluogo della regione Sicilia sia da esempio alle altre città. Prova ad andare a Catania o a Siracusa, resterai sbalordita di cosa può essere una città ordinata. Sarà che hanno fatto una operazione di facciata, ma quì gli amministratori non riescono a fare neanche quella. Quanto alle sensazioni forti c'è tutto un mondo "sotterraneo" fatto di prostituzione, trans e droga a cui la politica, gli amministratori e la classe dirigente ci vorrebbe abituare a pensarci con trasmissioni televisive e giornali e sopratutto denunciando scandali. Ieri ad es. in contemporanea potevi vedere di tutto. Ogni salotto buono ne aveva qualcuno o qualcuna? Mah non so. Il problema è che non avremo mai tanti soldi per soddisfare le nostre curiosità.
Nelle mostre di questo genere , che vogliono definirsi di grande impatto , la preoccpazione e l'angoscia che ho è quella di subirne l'inutilità senza poter controbbattere . Ero all'inaugurazione , siamo stati ad attendere il " lieto evento " in fila e religioso silenzio . Siamo entrati a " drappelli " perchè eravamo tanti . Poi l'apparizione ..... come dici tu il primo impatto il muro ; bisbigli , sussurri ... parole a metà , pensieri non espressi ( non vorrei pensassero che non capisco ) .
Saliamo finalmente ; grandi nomi...... molto nulla . Il non capire ammutolisce quando chi ha potere decreta che questa è genialità e pur vedendo sconcerto nei volti dei miei concittadini ( naturalmente non per tutte le opere ) sono stata investita da un assordante silenzio .
La tua voce fuori dal coro mi dà la possibilità di esprimere , finalmente , ciò che provo quando vedo certe mostre , considerando che pago anch'io come cittadina per la loro attuazione .
Antonella
Abbiamo preso l'influenza aspettando fuori il portone quasi un'ora per vedere una mostra d'arte definita da non perdere.Ma dove era l'arte ? Vorrei sapere da chi l'ha organizzata cosa intende per arte.Complimenti dott. Scorsone per quello che ha scritto.Penso che dovrebbero tenerlo chiuso quel portone! Filippo.
Gentile Signor Filippo, l'immagine dell'ingresso del palazzo Riso che l'editore intelligentemente ha pubblicato, da qualche giorno come lei avrà avuto modo di notare non c'è più. Al suo posto è stato issato il muro in mattoni forati di Pedro Cabrita Reis. Mi chiedo: che titoli aveva Pedro Cabrita Reis per commettere un simile scempio? I funzionari di Palazzo Riso avevano le debite autorizzazioni per realizzare un muro, non certamente precario, dagli uffici competenti del comune?
Considerato che per modificare una porta in un comune appartamento ci vuole un progetto approvato dagli organi comunali competenti, come è stato possibile modificare l'ingresso di un palazzo come Palazzo Riso?
Questi sono i misteri di Palermo. A lei Signor Filippo le dò un consiglio telefoni prima di andare a vedere una mostra pubblica, eviterà di prendersi un malanno.
Francesco Scorsone
Abbiamo preso l'influenza aspettando fuori il portone quasi un'ora per vedere una mostra d'arte definita da non perdere.Ma dove era l'arte ? Vorrei sapere da chi l'ha organizzata cosa intende per arte.Complimenti dott. Scorsone per quello che ha scritto.Penso che dovrebbero tenerlo chiuso quel portone! Filippo.
Sono d'accordo su tutto! finalmente una voce fuori dal coro! sei raro x Palermo, davvero complimenti.
Non sono raro, tanta gente la pensa come me bastava essere domenica a Palazzo Riso per convincersene. Io ho avuto semplicemente la fortuna di avere un giornale che mi pubblica ciò che penso.
Francesco Scorsone
Sono d'accordo su tutto! finalmente una voce fuori dal coro! sei raro x Palermo, davvero complimenti.