ll Club Dirigenti Marketing ha istituito il Premio Agorà, volto a riconoscere e valutare la qualità della comunicazione pubblicitaria. Ecco le motivazioni alla base dell'assegnazione dei premi.
Giuseppe Amato dopo aver consolidato una grande esperienza nei media e nella pubblicità, dopo molti anni di lavoro per Mondadori con la quale ancora oggi soddisfa i clienti che investono in pubblicità con media nazionali del gruppo
Ma ben presto si è capito che non era soltanto una delle tante riviste mensili che esistono in Sicilia. Il progetto è infatti ben concepito e ottenuto attraverso un'analisi del mercato attenta e completa. La rivista vuol raccontare le potenzialità della Sicilia, l'isola dei talenti, dei luoghi mozzafiato, delle imprese che fra tante difficoltà si affermano con successo, della cultura e dell'arte.
Non è una rivista di denuncia, ma neanche piegata al potere, tiene conto delle problematiche, ma affida al lettore la ricerca delle soluzioni possibili suggerendo l'idea che anche in Sicilia si può crescere e cimentarsi nei vari settori, superando il preconcetto senso di inferiorità. Emergono così ritratti di una Sicilia che cerca di adeguarsi ai ritmi delle grandi città europee, senza tralasciare però contraddizioni, ritardi e paradossi tipici della nostra terra.
I Love Sicilia è distribuito in tutta la Sicilia, ma anche a Roma e a Milano, con una tiratura di 18.000 copie ed un totale di 76.000 lettori accertati. Il magazine è impreziosito da firme prestigiose come quelle del magistrato Antonio Ingroia e dell'inviato del Corriere della Sera Felice Cavallaro.
La cura di ogni dettaglio, dalla veste grafica alla fotografia e soprattutto dei contenuti, fanno di I Love Sicilia una testata che punta sulla qualità. E' rivolto ad un target molto alto, sia maschile che femminile e ciò ha consentito a Giuseppe Amato di attrarre importanti marche e aziende non solo siciliane che investono pianificando in modo congeniale gli spazi pubblicitari in I Love Sicilia.
Ci voleva una rivista come la vostra in Sicilia, e che mettesse a conoscenza delle tecnologie impiegate per spionaggio e controspionaggio sull'uscita di gioved' prossimo.
http://www.spyproject.com
Beh, l'articolo, pur riconoscendo la bella realtà - un tempo - reppresentata da I Love Sicilia, nata come tabloid (ma fondato ed ideato da persone diverse dagli attuali Editori) direi che contribuisce ad ulteriormente sviolinare nei riguardi di una testata che negli ultimi tempi si è un po' persa per strada...tanto per qualità ed originalità dei contenuti che per stile (rammento le numerose immagini di nudi femminili, protagonisti di tante copertine...per attirare il popolo di guardoni, che si affrettavano a comperare la copia reclamizzata generosamente...).
La considerazione, poi, che la rivista sia slegata da certe lobbies e lontana da poteri politici, lascia supporre che l'autore di questo articolo non abbia mai nemmeno sfogliato I Love Sicilia oppure che avesse l'intenzione di lusingare unicamente gli Editori di tale testata.... infatti, innumerevoli, campeggiano - all'interno di tale mensile - i pubbliredazionali e le campagne di vari assessorati ed Enti Locali (Famiglia, Territorio, Ambiente, Politiche Sociali, Pesca e - persino - ARS ed eventi celebrativi vari di questo o quell'eroe morto....!!!).
A memoria d'uomo, non ricordo nè riesco a raffrontare alcuna altra testata simile - per mission e/o contenuti - così tanto infarcita di campagne di comunicazione da parte di Pubbliche Istituzioni.
La solita storia...rivista regionale che si rivolge ai siciliani...! E chi più ne ha, più ne metta.
Per il resto, ciascuno è libero di farsi ed esprimere l'opinione che vuole, nonchè leggere le riviste che maggiormente aggradino, per cui non condanno preordinatamente il lettore tipo del mensile in questione, il quale - probabilmente - è aduso farsi propinare pastoni confusi e ritriti.
Da tale testata on line, però, particolarmente dotta, mi aspettavo giudizi meno lusinghieri ed entusiastici nei riguardi di una rivista tanto comune e banale. Mah...sarà il segno dei tempi.
Va precisato che non si tratta di un articolo realizzato dalla redazione ma delle motivazioni con cui è stato conferito dal Club dei dirigenti e manager marketing il riconoscimento di Cavaliere del marketing a Abate. E questo senza nulla togliere ai meriti dell'editore.
Beh, l'articolo, pur riconoscendo la bella realtà - un tempo - reppresentata da I Love Sicilia, nata come tabloid (ma fondato ed ideato da persone diverse dagli attuali Editori) direi che contribuisce ad ulteriormente sviolinare nei riguardi di una testata che negli ultimi tempi si è un po' persa per strada...tanto per qualità ed originalità dei contenuti che per stile (rammento le numerose immagini di nudi femminili, protagonisti di tante copertine...per attirare il popolo di guardoni, che si affrettavano a comperare la copia reclamizzata generosamente...).
La considerazione, poi, che la rivista sia slegata da certe lobbies e lontana da poteri politici, lascia supporre che l'autore di questo articolo non abbia mai nemmeno sfogliato I Love Sicilia oppure che avesse l'intenzione di lusingare unicamente gli Editori di tale testata.... infatti, innumerevoli, campeggiano - all'interno di tale mensile - i pubbliredazionali e le campagne di vari assessorati ed Enti Locali (Famiglia, Territorio, Ambiente, Politiche Sociali, Pesca e - persino - ARS ed eventi celebrativi vari di questo o quell'eroe morto....!!!).
A memoria d'uomo, non ricordo nè riesco a raffrontare alcuna altra testata simile - per mission e/o contenuti - così tanto infarcita di campagne di comunicazione da parte di Pubbliche Istituzioni.
La solita storia...rivista regionale che si rivolge ai siciliani...! E chi più ne ha, più ne metta.
Per il resto, ciascuno è libero di farsi ed esprimere l'opinione che vuole, nonchè leggere le riviste che maggiormente aggradino, per cui non condanno preordinatamente il lettore tipo del mensile in questione, il quale - probabilmente - è aduso farsi propinare pastoni confusi e ritriti.
Da tale testata on line, però, particolarmente dotta, mi aspettavo giudizi meno lusinghieri ed entusiastici nei riguardi di una rivista tanto comune e banale. Mah...sarà il segno dei tempi.