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"Agorà on air". La missione del Club Dirigenti Marketing

12 giugno 2010 13:01
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(di Salvatore Limuti)  ll Club Dirigenti Marketing ha come sua finalità la divulgazione del marketing, sia con attività di formazione, che con attività di promozione in tutti i campi d'applicazione. Nel 1986 ha istituito il Premio Agorà, volto a riconoscere e valutare la qualità della comunicazione pubblicitaria.

 

Sappiamo perfettamente che la valutazione di una campagna pubblicitaria non può certo fare giustizia di

tutto il lavoro e la professionalità espresse dall'azienda e molti dei valori di dette campagne non sono percepibili nella immediata fruizione del messaggio pubblicitario. Molti lavori sono infatti destinati a costruire concetti e formare l'immagine consolidata, finalizzata a cementare una relazione fra la marca ed il cliente, nonché una possibile relazione con l'ambiente esterno dell'azienda ed il ritorno dell'investimento è molto differito nel tempo e complesso da quantificare. Sappiamo che la comunicazione è solo uno degli elementi del marketing mix, uno degli elementi strategici che interagiscono per il raggiungimento del successo. Sappiamo che la pubblicità gradualmente va perdendo sempre più una parte del suo effetto di affabulatore e che sempre più il consumatore moderno, ormai abituato alla crescente multimedialità è meno pavloviano e più cartesiano, alla ricerca di un ruolo proattivo con i segnali della marca. Si pensi anche a come si è sviluppato negli ultimi anni il fenomeno del nomadismo elitario del consumatore. Fenomeno per il quale il soggetto non è più portato a vivere la ricerca del migliore acquisto come sconfitta economico-sociale per la difesa del proprio potere d'acquisto. Mai come ora si era verificato il fenomeno inverso, proprio del nomadismo elitario del consumatore, inteso come volontà di autoaffermazione della capacità di ridefinire la gerarchia dei valori, selezionando o neutralizzando i messaggi e poi riconoscendo i prodotti utili a risolvere i reali bisogni così autonomamente ridefiniti. Osserviamo il graduale passaggio dalla rassegnazione alla spiegazione della validità di acquistare un prodotto made in Cina, purché corrispondente alle proprie aspettative. Pensiamo ancora al grande sviluppo degli acquisti telematici che sono sempre più diffusi, passando da quelli tecnologici, agli amatoriali, a quelli della moda.

 

E infine consideriamo tutti i settori ad alto contributo tecnologico o alle attività produttive industriali rivolte ad altre aziende, se non al committente pubblico. Solo una parte di tutti questi aspetti implica l'utilizzo della comunicazione pubblicitaria. Ecco perché nostro il Club che per definizione si occupa di promuove tutto il marketing, non poteva confinarsi in un'area così ristretta, seppur affascinante, quale la pubblicità. Spero che queste riflessioni trovino una piccola e coerente risposta in questa nuova iniziativa del Club che inauguriamo oggi, qui in vostra presenza. Viene istituito un riconoscimento a quegli imprenditori e manager siciliani che negli anni hanno determinato il successo della propria azienda, con un'insieme di fattori strategici contenenti valenze di intuizione, studi, capacità di assumersi rischi, con soluzioni innovative, con un impegno non solo fine alla immediata redditività, ma capace di costruire una buona immagine aziendale e di creare relazioni con i clienti. Premiamo uomini, che si sono mostrati anche sensibili ai problemi dell'ambiente e del rapporto con la società. Premiamo uomini che con il loro impegno ed i risultati ottenuti possono aiutarci ad affermare che anche dalla Sicilia si può, non importa se l'azienda è piccola o grande, purché regga il confronto con le migliori aziende che beneficiano di un'allocazione più favorevole. Perchè è vero che la nostra isola passa alla cronaca per aver dato i natali a uomini socialmente nocivi, ma è anche vero che tanti siciliani hanno contribuito allo sviluppo di grandi aziende del nord. Così come è vero che se ci vuol coraggio a lasciare la propria terra per affermarsi professionalmente. Così come è vero che se ci vuol coraggio a lasciare la propria terra per affermarsi professionalmente, è anche vero che ci vuole molto più coraggio a restare e lottare, impegnarsi per affermare la supremazia del buono sul cattivo, del virtuoso sul deleterio. E infine un particolare merito va riconosciuto in chi avendo la fortuna di ricevere dai propri fondatori un'azienda, ha resistito all'idea di passare dalla voglia di fare al facile godimento del privilegio acquisito. E infine un particolare merito va riconosciuto in chi avendo la fortuna di ricevere dai propri fondatori un'azienda, ha resistito all'idea di passare dalla voglia di fare al facile godimento del privilegio acquisito. Per questo, seriamente, ma senza boria, con simpatia e un pò di solennità, abbiamo scelto di assegnare un riconoscimento, coraggioso, in quanto emanazione di un semplice Club con un titolo che coincide con l'acronimo del Club Dirigenti Marketing, cioè: Cavaliere del Marketing.

 

Per l'individuazione dei requisiti e delle caratteristiche necessarie per l'assegnazione del titolo, abbiamo scelto un percorso di analisi equilibrato, in cui si tenesse conto dei pareri di alcuni saggi del Club che sono stati coinvolti, unitamente ad un metodo collaudato che si utilizza per la reputation value di uomini ed aziende. Una metodologia che si usa per rendere meno rischiosa l'ipotesi di acquisizione, fusione e partnership fra aziende diverse e implicanti travasi di risorse manageriali determinanti il successo. Qui di seguito Giuseppe Siino della Marketing Management, illustrerà il metodo utilizzato, che ha portato alla scelta dei manager da premiare. Dopo di che procederemo ad esporre i profili degli eletti del 2010, con l'auspicio di poter aggiungere altri cavalieri del marketing per i prossimi anni futuri.

 

Salvatore Limuti

© Riproduzione riservata
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