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La denuncia della Cia regionale: "Le mani di Cosa nostra sull'agricoltura siciliana"

18 marzo 2010 18:41
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"Le indagini confermano quanto più volte denunciato dalla Cia siciliana. La criminalità organizzata determina i prezzi e impedisce l'aggregazione dei produttori". E' quanto si legge in una nota della Confederazione Italiana Agricoltori. "Sappiamo che la criminalità organizzata condiziona buona parte dell'intera filiera agroalimentare siciliana", dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia. "Racket, estorsioni, usura, abigeati, macellazioni clandestine, sofisticazione, riciclaggio di capitali illeciti mediante reinvestimento in attività agricole, condizionamento dei mercati ortofrutticoli, controllo del lavoro degli immigrati clandestini, - prosegue - sono le molteplici attività che la mafia svolge nel settore agricolo e nella filiera agro-alimentare". "La crisi dell'agricoltura in Sicilia - osserva - si presenta in forma più marcata che nel resto d'Italia per via dei prezzi all'origine mediamente più bassi che nel resto del Mezzogiorno. Oggi più di ieri bisogna prestare maggiore attenzione in quanto l'attuale situazione di crisi e di indebitamento in cui versano migliaia di agricoltori rischia di portarli nelle mani degli usurai, rendendoli molto più deboli e vulnerabili di fronte alle minacce di estorsioni e del racket. Molti sono i campanelli di allarme che indicano come il problema sia in fase di recrudescenza".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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