"Ci siamo sfidati con gli occhi, ma i suoi non chiedono scusa.." racconta Sonia Alfano, europarlamentare indipendente dell'Italia dei Valori e Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, in un'intervista rilasciata a Diva e Donna (in edicola oggi), sul suo incontro con Bernardo Provenzano nel supercarcere di Novara, dove ha visto anche Aldo Gionta, boss della camorra, Pietro Rampulla, boss del messinese, e Antimo Perreca, boss del Sannio; e dove ha potuto apprezzare la professionalità della Polizia Penitenziaria. "Non odio gli assassini di mio padre, ma non li perdono.
Da quando sono diventata madre ho deciso di non abbruttirmi - prosegue - ma di lottare. Sostenere lo sguardo di Provenzano mi ha fatto fare un passo avanti con me stessa - sottolinea - e adesso voglio incontrare Riina, Santapaola e gli assassini di mio padre, Gullotti e Merlino, già incrociati tante volte in tribunale da uomini liberi". "Sono rimasta in Italia perchè amo questo Paese - conclude - e voglio cacciare chi occupa indebitamente i palazzi del potere".