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Il latitante arrestato in Romania era mantenuto dalla famiglia

17 marzo 2010 16:03
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Giuseppe Scuderi, l'ergastolano e presunto affiliato al clan Cappello arrestato due giorni fa a Bucarest dopo cinque anni di latitanza, viveva in Romania con i soldi che gli inviava la famiglia. Lo hanno reso noto gli investigatori durante un incontro con i giornalisti nel comando provinciale dei carabinieri di Catania. Secondo quanto risulta agli investigatori, Scuderi in Romania non lavorava, non aveva amicizie locali e non conduceva una vita mondana. L'ipotesi che l'uomo si trovasse in un paese

straniero, era emersa durante le indagini sui familiari dell'uomo condotte dai carabinieri di Acireale, coordinati dalla Dda etnea. In particolare, gli inquirenti si sono concentrati sui legami tra alcuni familiari e una donna romena, che agli inizi del 2000 abitava a Catania.

 

Gli investigatori hanno intercettato Scuderi e la moglie in un immobile a Bucarest di proprietà della donna, in un quartiere non molto distante dal centro della città. Lunedì scorso la coppia è stata intercettata mentre usciva di casa ed entrava in una sala da gioco poco distante, dove Scuderi era andato per festeggiare il compleanno della moglie. Fermati, hanno mostrato documenti d'identità italiani: Scuderi aveva una carta con false generalità intestate a Vincenzo Cristaldi, mentre la moglie ha presentato un documento con i suoi veri dati anagrafici, circostanza questa definita dagli investigatori "una leggerezza". Durante la latitanza Scuderi non ha modificato il look per essere meno riconoscibile, "probabilmente - hanno sottolineato gli investigatori - perché certo di essere al sicuro in un Paese straniero". Nelle prossime settimane saranno avviate le pratiche per l'estradizione in Italia.

 

 

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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