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Industrializzazione e patologie tumorali
A Gela si insedia comitato per la ricerca

05 marzo 2010 16:37
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L'Asp di Caltanissetta, l'Eni e l'Istituto superiore di Sanità hanno costituito un comitato promotore che dovrà organizzare un'attività di ricerca sulle condizioni di salute nell'ambito del territorio di Gela. Tenendo conto delle evidenze scientifiche, e dunque coniugando i dati di mortalità con quelli di incidenza delle patologie tumorali, dovrà essere verificato se esiste davvero - ed eventualmente in che misura - un impatto sulla

salute dei cittadini di tutte le attività diffuse nel territorio. Come è noto, infatti, la zona di Gela - in ragione di quanto evidenziato dai dati epidemiologici - è stata inserita tra le tre aree siciliane ad alto rischio insieme a Priolo (Siracusa) e Milazzo (Messina).

 

La decisione è stata assunta oggi nel corso di una riunione che si è svolta alla Camera di Commercio di Caltanissetta e durante la quale è stato chiesto il coinvolgimento nel comitato promotore sia del Comune di Gela che della provincia di Caltanissetta. Nelle prossime settimane il comitato promotore dovrà individuare i rappresentanti di un comitato scientifico che, come soggetto terzo, definirà gli ambiti, la metodologia di lavoro e di studio della ricerca scientifica. L'iniziativa rientra nella visione programmatoria dell'assessorato regionale della Salute che nella legge di riforma del sistema sanitario ha inserito Gela e la sua area come terreno di indagine privilegiato e come destinataria di finanziamenti rivolti alla ricerca e alla tutela delle salute e dell'ambiente.

 

"E' una risposta importante in termini di sorveglianza sanitaria - spiega il direttore generale del dipartimento Attività sanitarie dell'assessorato, Mario Zappia - E' necessario accertare in modo scientifico se le preoccupazioni dei cittadini sono fondate. Se così fosse, avremmo il dovere di porre in essere tutte le azioni necessarie per rimuovere le cause di rischio e vigilare sulla salute dei cittadini gelesi. Analoghe iniziative saranno assunte in futuro anche per le altre zone a rischio".

 

"Ci siamo mossi al più alto livello possibile - ha aggiunto il direttore generale dell'Asp di Caltanissetta, Paolo Cantaro che ha promosso l'incontro - chiedendo e ottenendo la massima collaborazione di tutti i soggetti interessati affinché sia fatta chiarezza sul nesso di causalità tra le attività umane di intervento e modifica del territorio e il presentarsi delle patologie. La fattiva disponibilità dell'Eni e l'importante supporto dell'Istituto superiore di sanità sono tasselli fondamentali di una ricerca di alto valore scientifico".

© Riproduzione riservata
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