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Lettera aperta dei centri socio educativi di Palermo. “Siamo stati abbandonati, migliaia di ragazzi allo sbando”

03 marzo 2010 11:58
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Dal primo gennaio oltre tremila ragazzi, trecento operatori sociali, animatori, educatori, psicologi impegnati nei trenta centri socio educativi di Palermo sono stati abbandonati al loro destino dal Comune di Palermo. Sono state chiuse le convenzioni in attesa che venisse completata la nuova assegnazione dei servizi, lasciando alla responsabilità degli enti e degli operatori l’accoglienza dei bambini e dei ragazzi.

Nulla si sa sui tempi previsti dalla commissione per completare il lavoro di valutazione dei progetti. Siamo a quasi novanta giorni dalla data di scadenza del bando e le informazioni che ci giungono sono sconfortanti: la commissione non si riunisce da settimane. E’ tutto fermo. Da chi, perché? 

Il gruppo tecnico istituzionale che “supporta” il Sindaco nella gestione del Piano Infanzia e dei fondi ministeriali attribuiti ai sensi della Legge 285/97 (costituito oltre che dal Comune di Palermo, da rappresentanti dell’Azienda Sanitaria, della Giustizia Minorile, della Scuola, della Prefettura e del Terzo settore) ha più volte espresso pareri positivi deliberato sull’importanza dell’azione dei Centri Socio Educativi e sulla necessità di garantire la continuità ai servizi nella fase di individuazione degli enti attuatori. 

Il Comune di Palermo, nella persona dell’Assessore ai Servizi Sociali, si era impegnato a trovare delle soluzioni utili a garantire una continuità dei servizi.  

Ci siamo fidati, ma ad oggi i buoni propositi e gli impegni sono stati tutti disattesi.  

Le attività  dei Centri in questi due mesi sono comunque andate avanti sulle “spalle” degli enti e degli operatori. La nostra buona volontà, il nostro impegno, le nostre risorse non bastano più. Giorno dopo giorno le attività vengono ridotte, alcuni centri hanno già chiuso.

 
E’ inverosimile che si registrino ritardi, remore, resistenze nel momento in cui la crisi economica sta facendo perdere centinaia di posti di lavoro, indebolendo le economie familiari.

 
E’ inverosimile che si registri tanta disattenzione nel “bel mezzo” dell’anno scolastico, nel momento in cui i nostri sforzi educativi avrebbero dovuto trovare il massimo dell’impegno per sostenere i fragili percorsi di scolarizzazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano i nostri centri, molti dei quali “inviati” dai servizi sociali del territorio, dai servizi sanitari, dai servizi della giustizia minorile, dal tribunale per i minorenni.

 
E’ inverosimile constatare tanta insensibilità nel momento in cui la scuola vive con grande difficoltà il proprio impegno a causa di risorse sempre più esigue e la riduzione dell’orario delle lezioni. 

E’ inverosimile accettare tanta sordità in un momento in cui il disagio, la devianza e la criminalità minorile sono in fortissima crescita,  la violenza è sempre maggiore, l’incremento di reati appare direttamente connesso all’acquisizione immediata di risorse economiche utili anche al sostegno personale e familiare.

Non dare continuità all’azione dei centri in attesa dell’esito del bando di affidamento dei nuovi servizi  sta spegnendo i motori dell’impegno educativo territoriale, e questo non è e non può essere un fatto privato. La nostra presenza sul territorio era ed è espressione dei principi costituzionali della solidarietà, dell’eguaglianza,  della sussidiarietà e dell’esigibilità dei diritti fondamentali dell’Infanzia. 

Si rischia di delegittimare, depotenziare e distruggere presidi sociali ed istituzionali essenziali per il territorio e soprattutto per i territori più difficili della città. Si rischia di disperdere un patrimonio incalcolabile, il capitale sociale creato dai centri in quest’ultimo decennio: relazioni, reti, professionalità, storie, iniziative, processi. Un danno che diventa, ogni giorno che passa, sempre più irreversibile.  

La scelta di sospendere l’attività dei centri socio educativi al 31 dicembre è stata perciò gravissima, avrà ripercussioni sociali, scolastiche, educative.  

La nostra responsabilità sociale ci ha portato a garantire, facendo sforzi grandissimi, le attività dei centri. Abbiamo avviato, per esempio, il campionato cittadino di calcio che coinvolge ventiquattro centri ed oltre quattrocento ragazzi e stiamo lavorando sulla programmazione di iniziative artistiche, culturali, sociali.

 
Abbiamo aspettato con pazienza e fiducia l’attenzione, il sostegno e l’iniziativa del Comune di Palermo.  

Oggi la situazione è insostenibile, da soli non ce la facciamo più. 

Lasciamo queste riflessioni e queste parole a chi vuol raccoglierle, a chi vuol rifletterci su, a chi vuol capire cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo nei quartieri della città, a chi vuol farle proprie, a chi vuol impegnarsi per favorire delle soluzioni. 

Chiediamo al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di farsi carico del problema, di accelerare i lavori della commissione di valutazione e di riattivare istituzionalmente  i centri in questo periodo di “vacatio”. 

Chiediamo al Presidente ed alla giunta regionale di intervenire nei modi e nelle forme che riterrà opportune, sia nel sollecitare il Comune di Palermo nel prendere iniziative, sia nel sostenere direttamente i Centri Socio Educativi.

 
Chiediamo solidarietà e sostegno a tutti cittadini, alle Istituzioni, alle Chiese, ai Sindacati, agli Operatori sociali, sanitari ed educativi, agli Insegnanti, alla Stampa, a tutte le persone attente ai bisogni dell'infanzia e dei giovani. 

Palermo, 2 marzo 2010 
 

I Rappresentanti ed operatori dei Centri Socio Educativi di Palermo

© Riproduzione riservata
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Anonimo 03 marzo 2010   20:24

Irrimediabile senso d’impotenza e tanta solitudine, questo inevitabilmente quello che si riesce a provare.

specialmente quando a queste nostre attività abbiamo dedicato la nostra stessa vita, senza fare troppi conti,

rischiando ed esponendoci per raggiungere un solo obiettivo, quello di riuscire a generare stimoli, speranze e legalità…

Da una terra che frana a un palazzo che frena! Quali mai saranno i tempi?

Associazione di Volontariato ArteInsieme Centro Aggregativo Educativo Minori

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