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Il Teatro dei Pupi, Franco Cuticchio: "Il nostro problema sono le istituzioni"

di Patrizia Mercadante
24 febbraio 2010 16:18
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“Noi abbiamo solo un grosso problema, le istituzioni”. Con questa frase si apre l’accorato appello di Franco Cuticchio, componente del Teatro Arte Cuticchio, storica compagnia di pupari di Cefalù, assieme a Teresa, Girolamo e Giacomo.

 

“Io e la mia compagnia lavoriamo sia con i privati che con gli enti pubblici. Avevamo in concessione dal 2001 un teatro museo a Cefalù che ci fu concesso dall’amministrazione in comodato gratuito, ma dopo 8 anni hanno rivoluto i locali datici in gestione. E oggi io con la mia compagnia mi trovo in grosse difficoltà”.

 

La famiglia Cuticchio aveva proposto al Comune di pagare un affitto per continuare a lavorare all’interno della “Corte delle Stelle”, di contro l’amministrazione ha dato mandato ai legali di sollecitare lo sgombero e come se non bastasse, il tribunale di Cefalù ha in seguito ordinato ai Cuticchio di restituire i locali entro il 31 dicembre 2009.

 

“Adesso lavoriamo soltanto come teatro itinerante – sottolinea Cuticchio - o come compagnia occasionale al Teatro museo internazionale delle marionette del professore Antonio Pasqualino a Palermo. Recentemente ho avuto modo di poter esporre il mio problema all’ assessore comunale Giampiero Cannella e al direttore dell’assessorato regionale al Turismo, spero tanto che questa sia la volta buona. Tengo a precisare che il teatro dei pupi è stato riconosciuto dall’ Unesco nel 2001, patrimonio immateriale dell’ umanità e quindi tutte le compagnie di pupari devono essere tutelate in egual misura”.

 

“Le istituzioni dovrebbero aiutarci come fanno con tutti gli altri pupari, dando anche a noi la possibilità di accedere ai vari contributi, ma guarda caso, quando presentiamo la nostra documentazione per accedere ai contributi, o viene smarrita o scambiata con un altra compagnia omonima”.

 

Il Teatro Arte Cuticchio, è oramai, una delle rare compagnie locali di pupari che propongono spettacoli usando la tecnica e la tradizione di quest’arte che si tramanda da padre in figlio. Così come ha fatto Franco, con i suoi. Sembra assurdo pensare, che questo patrimonio culturale riconosciuto in tutto il mondo possa essere di colpo cancellato.

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Anonimo 25 febbraio 2010   17:05
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 febbraio 2010. Visualizza »

Desidero esprimere a Franco Cuticchio tutta la solidarietà e la stima che merita. La vicenda qui riportata offende la cultura siciliana. Chi agisce in questo modo non è degno di rappresentre alcuna istituzione pubblica e tradisce la storia, la tradizione e l'arte della Sicilia. Spero davvero che la compagnia di Cuticchio trovi degna accoglienza in altro immobile prestigioso e consono al patrimonio d'arte che essa esprime.

Svevo

cuticchio ha perfettamente ragione le istituzioni non funzionano e poi meno che mai al Sud dell'Italia  dove la macchina pubblica è stranamente (vero) condotta con attegiamenti da mafia , da camorra, da n'drangheta provate pure A  verificare di persona se avete bisogno dell a pubblica amministrazione e vi renderete conto dello sfacelo che in essa è riposto ci vuole c...o , e trovare le amicizie giuste per affrontare ogni cosa è davvero penoso

 per chi ci vive e per chi si trova li per puro caso povera SicilIA Bedda

 e i siciliani   ah mi dispiace per loro che si diano una mossa

Anonimo 25 febbraio 2010   00:08

Desidero esprimere a Franco Cuticchio tutta la solidarietà e la stima che merita. La vicenda qui riportata offende la cultura siciliana. Chi agisce in questo modo non è degno di rappresentre alcuna istituzione pubblica e tradisce la storia, la tradizione e l'arte della Sicilia. Spero davvero che la compagnia di Cuticchio trovi degna accoglienza in altro immobile prestigioso e consono al patrimonio d'arte che essa esprime.

Svevo

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