E' stata confermata dalla Cassazione la condanna a sei anni di reclusione per un ex cancelliere dell'ufficio gip del Tribunale di Caltanissetta, Massimo Chiarelli, 39 anni, accusato di avere rivelato atti e indagini coperti dal segreto istruttorio. Anche al padre di Chiarelli, Carmelo, ex insegnante e sindacalista, la prima sezione penale della Suprema Corte ha comminato 6 anni, confermando la condanna della Corte d'appello di Caltanissetta. I due erano stati indagati per mafia nell'ambito dell'inchiesta Itaca Bobcat, scattata nei confronti di presunti mafiosi emergenti del capoluogo nisseno. Secondo l'accusa, Massimo Chiarelli aveva rivelato agli indagati che all'ufficio gip, diretto all'epoca da Ottavio Sferlazza, c'era un fascicolo a loro carico. Secondo la Procura, Massimo Chiarelli, avrebbe tentato di favorire in particolare il cugino, Dario Salvatore Di Francesco. Chiarelli per motivi di servizio aveva una password che gli permetteva di accedere al registro degli indagati. La "talpa", però, venne scoperta e arrestata assieme al padre. Massimo e Carmelo Chiarelli, sia in primo che in secondo grado, sono stati condannati per mafia. Al figlio, in particolare, erano stati inflitti 8 anni nel primo processo ridotti a 6 in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e violazione del segreto d'ufficio. Carmelo Chiarelli, invece, in primo grado era stato condannato a 7 anni e in secondo grado a 6.