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Sgombero allo Zetalab, lettera aperta degli immigrati sudanesi
"Siamo scappati da una guerra. Adesso viviamo in una tenda"

09 febbraio 2010 15:29
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 "Chiediamo solo di potere continuare ad abitare come uomini civili nel Laboratorio Zeta. Siamo 32 ragazzi sudanesi. Siamo tutti scappati da un paese dove c'é la guerra. In Sudan i problemi legati alla politica ci sono da più di 20 anni, in Sud Sudan hanno causato circa 2 milioni di morti e circa 6 milioni di profughi". Lo scrivono in una lettera aperta gli extracomunitari che dal 2003 vivevano nel laboratorio Zeta a Palermo. Da lì sono stati sfrattati il 19 gennaio scorso e adesso sono accampati in alcune tende davanti alla struttura in via Boito.

 

"Nel Darfur, che è la regione da dove noi arriviamo, da sette anni c'é una terribile guerra civile che ha causato circa 500 mila morti e 2 milioni di profughi.- aggiungono - Noi siamo stati costretti a scappare, a lasciare le nostre famiglie, il nostro lavoro, la nostra terra per non rischiare ogni giorno di morire. E in Sudan i problemi politici stanno aumentando sempre più.

 

"Qui in Italia abbiamo ottenuto l'asilo politico. Da quando siamo a Palermo viviamo nel Laboratorio Zeta, che è diventato la nostra casa. - sostengono - Assieme ai ragazzi italiani abbiamo ricominciato a vivere, quando è possibile a lavorare ed anche a studiare l'italiano e conoscere i nostri diritti. Dal 19 gennaio, dopo uno sgombero, dormiamo nelle tende. E da allora ci chiediamo se un paese dove l'asilo politico è un diritto, non deve anche garantire la nostra permanenza nel luogo che ci ha accolti quando non avevamo nessuno che ci aiutava".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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