L’indagine della Procura di Palermo ed il blitz dei Carabinieri presso la discarica di Bellolampo, per accertare il livello di pericolosità del sito ed il probabile disastro ambientale procurato per l’abnorme massa di rifiuti ma anche dalla gestione della discarica, costituiscono gli atti che l’Associazione Liberacqua Onlus ha sollecitato agli organi inquirenti e ispettivi con un esposto presentato, insieme all’associazione Rete Rifiuti Zero, ad ottobre del 2009
“Abbiamo, da sempre, denunciato – si legge – la strategia emergenziale che non ha permesso il raggiungimento di efficienza ed efficacia nel processo integrato dei rifiuti ed, invece, ha garantito, finora, impunità per i gestori del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Palermo. La continuazione della strategia emergenziale sembrerebbe sancire, in maniera legale, il diritto al superamento ed alla non osservanza di norme e procedure di legge ritenute necessarie dal legislatore e dalla comunità scientifica per la protezione dell’ambiente, della salute di cittadini e dei lavoratori”.
“Abbiamo, infine, sempre denunciato - fa sapere ancora l’associazione - fortemente la mancata raccolta differenziata, che non consente di trattare i rifiuti organici in impianti di compostaggio; con questi ultimi si potrebbero eliminare alcuni problemi ambientali, sanitari ed economici di cui soffre oggi il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e la città di Palermo. Crediamo che il Prefetto, in qualità di Commissario per l’emergenza, debba intervenire con la necessaria efficacia per invertire lo stato di degrado della discarica ed il pericolo rappresentato dal percolato. Sollecitiamo la fine dello stato di emergenza, l'avvio della raccolta differenziata e la costruzione di impianti di compostaggio, nonché la definitiva soluzione tecnica al problema del trattamento del percolato”.