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Scene da Far West sulle strade siciliane. A Catania assaltato un tir, a Licata conflitto a fuoco tra una banda e dei carabinieri

08 febbraio 2010 09:01
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Un conflitto a fuoco tra una banda e una pattuglia dei carabinieri si è verificato all'alba di stamani in contrada Stretto, a Licata. Una Fiat Ulisse, con a bordo tre persone, non si è fermata all'alt dei militari che si sono messi all'inseguimento dei banditi. I malviventi hanno esploso, durante la fuga, due colpi di pistola contro i carabinieri che hanno risposto al fuoco. L'inseguimento ha avuto fine quando l'autovettura dei tre è uscita fuori strada, ribaltandosi. Due persone sono riuscite a scappare per le campagne, mentre una terza è stata catturata e si trova, adesso, in stato di fermo. Si tratta di un uomo di Canicattì. Secondo gli investigatori i tre facevano parte di una banda di ladri d'appartamento. Sono in corso le ricerche degli altri due: i carabinieri stanno verificando se qualcuno possa aver fatto ricorso alle cure degli ospedali della zona.

 

 

Rapina in stile Far West a Catania dove, nella notte tra sabato e domenica, in quattordici hanno assaltato una ditta di trasporti. I malviventi, armi in pugno e coperti da passamontagna, hanno rubato un intero tir carico di prodotti alimentari.

Sgomenti i dipendenti della ditta, tenuti in ostaggio durante le operazioni di aggancio del tir ad una motrice. Poi la fuga, l’allarme e l’intervento dei Carabinieri che ha portato all'arresto di quattro persone. 

I militari di Augusta sono riusciti ad individuare il grosso veicolo, nella campagna di Francofonte e a sorprendere quattro malviventi mentre stavano scaricando il carico.

La refurtiva, il cui valore è di circa 300.000 euro, è stata recuperata per intero.

Gli arrestati, nell'ambito dell'operazione condotta dai carabinieri di Catania e di Siracusa contro una banda che assaltava i tir, sono Luigi Discanno, 38 anni, catanese, Michele Celso, 34 anni, anche lui catanese, Antonio Valenti, 49, di Francofonte (Siracusa) e Simone Ilardo, nativo di Torino ma residente a Catania, 28 anni. Tutti sono accusati, in concorso con altre 10 persone - ancora da identificare e rintracciare - di rapina e sono stati rinchiusi nel carcere siracusano di Cavadonna. Secondo gli investigatori si trattava di un gruppo strutturalmente ben organizzato, con compiti precisi. I carabinieri sono riusciti ad intercettare i 4 arrestati all'interno di un deposito di pneumatici usati nelle campagne di Francofonte, di proprietà di Antonio Valenti. Oltre all'uomo i militari dell'Arma hanno bloccato gli altri tre catanesi che, con lui, stavano svuotando il mezzo. Decisiva in questa operazione è stata la tempestività dell'intervento dei carabinieri della compagnia di Augusta e la scelta della sala operativa dei carabinieri di Catania di lanciare l'allarme subito dopo il colpo anche al comando di Siracusa, diffondendo pure i dati della targa del semirimorchio sottratto. Così i primi quattro componenti della banda sono stati arrestati ad un paio di ore di distanza appena dall'assalto condotto nella notte tra sabato e domenica con tecniche da commando nel deposito dell'azienda di autotrasporti Cavalieri nella zona industriale di Catania. In azione era entrato un gruppo di 14 banditi, tutti con il volto coperto da passamontagna ed armati di pistole. Dopo aver fatto irruzione hanno bloccato i dipendenti presenti, parte della stessa azienda e parte di altre ditte che stavano caricando i propri mezzi, immobilizzandoli - alcuni sono stati anche legati ed imbavagliarti con del nastro adesivo da imballaggio - e spingendoli in un angolo del deposito dove alcuni banditi non li hanno mai persi di vista un solo istante. In breve il rimorchio di un autoarticolato carico di prodotti alimentari, per un valore di circa 300 mila euro, è stato agganciato ad una motrice che era condotta da uno dei rapinatori; il mezzo era stato rubato circa un anno fa nel palermitano. Così, mentre il carico trafugato prendeva il volo, altri banditi a bordo di auto e moto fuggivano verso un luogo convenuto - il deposito di Francofonte di Valenti - ed altri ancora restavano dentro il deposito assaltato per ritardare il momento in cui le vittime del colpo avrebbero potuto dare l'allarme. Oltre a recuperare l'intero carico i carabinieri hanno anche sequestrato due auto ed una moto utilizzate dai banditi.

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Anonimo 08 febbraio 2010   14:43

colombiaaaaa

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