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Ragusa, una dipendente della Cgil: "10 anni fa un dirigente
tentò di violentarmi". Il segretario Maggio: "Verificheremo"

06 febbraio 2010 19:47
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Romina Licciardi, dipendente della Cgil Ragusa ed ex consigliere di parità dell'organizzazione presso l'ufficio del lavoro, ha denunciato di essere stata vittima, nell'ottobre 2000, di un tentativo di violenza sessuale nella sede del sindacato ad opera di un dirigente e di essere successivamente stata oggetto di ripetuti atti di mobbing, stalking e di violenza privata.

 

"A suo tempo non denunciai il tentativo di violenza carnale che dovetti subire nel luogo

di lavoro - ha detto Licciardi nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata nella sala Ambassador, a Ragusa - per paura di perdere il posto. Non di meno, il mio rifiuto di cedere alla violenza mi è costata molto caro, in quanto ho dovuto subire ogni tipo di vessazione che mi ha reso la vita impossibile. Segnalai la vicenda a due funzionari della Cgil iblea e a persone della segreteria regionale, senza aver avuto i riscontri che mi attendevo".

 

"Di recente - ha aggiunto Licciardi - dopo essere cessata dalla carica di consigliere di parità, il 31 dicembre scorso, sono stata invitata a dimettermi anche dal mio posto di lavoro. Invito che ovviamente respingo e, anzi, vado avanti affinché tutta la verità possa essere accertata".

 

Il segretario regionale della Cgil, Mariella Maggio, afferma che "insieme alla segreteria nazionale, ci recheremo a Ragusa per verificare quanto affermato dalla Licciardi".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 07 febbraio 2010   18:17
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 febbraio 2010. Visualizza »

bene,bravi,bis

Bene, bravi chi? La cgil? Ricordo che la cgil era lei insieme al suo compagno Fonte (segretario generale provinciale) e nessuno avrebbe mai potuto avere atteggiamenti contro la "signora" perchè altrimenti ti saresti ritrovato tu fuori gioco....chi avrebbe dovuto fare del mobbing a lei? Se la dobbiamo dire tutta dovevi stare attento a non contraddirla altrimenti avrebbe usato il suo compagno per "rovinarti". E' una vergogna usare queste cose, è un offesa a tutte le donne che realmente subiscono di queste violenze psichiche e fisiche. Vergona!

Anonimo 06 febbraio 2010   23:11

bene,bravi,bis

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