Gli avvocati di Palermo "disertano"
l'inaugurazione dell'anno giudiziario

27 gennaio 2012 14:35
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Una mobilitazione "responsabile ed unitaria" per segnalare "i pericoli di una liberalizzazione che smantella i principi fondamentali della professione di avvocato e mette a rischio la difesa dei diritti dei cittadini". Il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo aderisce alla linea adottata a livello nazionale e domani denuncera' il disagio dell'avvocatura durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. L'avvocatura, infatti, per la prima volta

non presenziera': interverra' il presidente dell'Ordine, Francesco Greco, e solo per leggere un documento unitario, condiviso a livello nazionale, alla fine del quale andra' via.

 

Un gesto simbolico per dare un segnale civile, composto ma non fraintendibile di allarme, spiegano gli avvocati palermitani, per richiamare l'attenzione sul disagio provocato dai provvedimenti relativi alla liberalizzazione della professione forense, varati dai Governi che si sono succeduti ''in modo opaco, autoritario e senza cercare il confronto con l'avvocatura''. Provvedimenti ''ispirati solo a criteri economici con una pericolosa indifferenza per i valori giuridici'', con un ''uso strumentale del diritto comunitario'', che invece sostiene la specificita' dello statuto dell'avvocatura, i principi di indipendenza, la legittimita' del sistema delle tariffe. 

 

In particolare l'Ordine contesta i provvedimenti relativi all'abolizione delle tariffe, sia minime che massime, da cui, sottolineano gli avvocati ''i cittadini non avranno alcun beneficio, perche' ad agevolarsene saranno i poteri forti, le grandi societa''', e quelli che riguardano l'accesso dei giovani all'esercizio della professione, con il tirocinio che potra' essere svolto, almeno in parte, gia' all'universita'.

 

Critica anche la posizione sulle le riforme contenute nella legge di stabilita' 2012, in particolare sul via libera alla costituzione di societa' di capitali per l'esercizio della professione, che "rischiano di portare ad una drastica riduzione del diritto alla difesa e al libero esercizio della professione, favorendo gli interessi economici dei grandi gruppi industriali a discapito degli interessi dei cittadini". Dito puntato, infine, contro i tagli alla giustizia (e' prevista la chiusura di circa 50 tribunali minori), ma anche contro l'aumento del contributo unificato e le norme sulla mediaconciliazione (e' previsto il pagamento raddoppiato del contributo unificato per i cittadini che non intendono avvalersi, nell'ambito della loro liberta', della mediazione civile).

 

Provvedimenti che non vengono visti come "una vera riforma del sistema giudiziario, in quanto non riducono costi e sprechi, ma rischiano, invece, di mettere in crisi il sistema giustizia, finendo per danneggiare i cittadini perche' comprimono e riducono il sistema dei diritti tutelabili. Il rischio e' che si smantelli l'avvocatura con il risultato di maggiori spese e minori garanzie per i cittadini".

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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