La Corte di cassazione ha condannato una signora romana che ha risposto all’ex marito che l’aveva salutata con un gestaccio, con il dito medio alzato verso il cielo, ritenendola colpevole di avere rivolto un insulto. Condanna lieve, eppure significativa che fa della sentenza numero 26171 una decisione storica perché potrebbe cambiare costumi, abitudini e rituali della convivenza civile. Alcuni giornali hanno raccolto in uno speciale dossier ad uso dei consumatori più attenti, i casi simili a quello sottoposto a processo, che hanno coinvolto personaggi importanti della vita pubblica nazionale e non hanno provocato conseguenze di alcuna natura, né penale né civile. E’ stato ricordato del gestaccio di Daniela Santanchè, rivolto a chi esprimeva dissenso verso di lei in piazza; all’esibizione del dito medio da parte del presidente del Consiglio durante un comizio e tanti altri episodi.
Scarsa importanza però è stata data al fatto che la sentenza della Corte potrebbe allargare portare sul banco degli imputati cittadini che sostituiscono alle parole gesti eloquenti per manifestare dissenso. Ci sono movimenti del corpo ed in particolare della mano, del braccio e del capo che possono esprimere con altrettanta eloquenza del dito, il messaggio al destinatario e, perciò, portare in tribunale il “mittente”
Le consuetudini sono così radicate da imporsi al di là della ragione. I gesti istintivi sono ben più numerosi di quelli dettati da un ragionamento. In ogni caso, non osando con la voce dire quel che si pensa dell’interlocutore, si è portati a sostituire le parole con un gestaccio o lo sberleffo. Siccome non ci sono precedenti, allo stato è difficile elencare i gesti che potrebbero essere assimilati al dito medio rivolto verso l’alto allo scopo di indurre l’altro a punirsi carnalmente.
Talvolta si tracciano segni nell’aria con le dita e la mano, tal’altra si adoperano entrambe le mani per esprimere il proprio dissenso, per esempio afferrando con la mano l’avambraccio che a sua volta espone il pugno chiuso. Un gesto che richiede tempismo e può essere “lanciato” anche da lontano, essendo particolarmente efficace e significativo. Se compiuto velocemente e con grande determinazione produce anche un rumore oltre a disegnare una metafora che equivale al dito medio rivolto verso l’alto. In subordine, quando si è emotivamente coinvolti, si ricorre al cachet. Che non ha niente a che fare con l’involucro di ostia contenente medicinale in polvere da deglutire senza masticare: le mani si uniscono a formare una specie di palla e sono strette una all'altra con l'intenzione di rappresentare una minaccia virtuale per il posteriore del destinatario.
E’ indubbio che la sentenza numero 26171 potrebbe applicarsi a questa fattispecie, è anzi probabile che la pena venga aumentata di qualche mese perché il dito medio è silente mentre il pugno chiuso accompagnato dalla stretta dell’avambraccio impegna le due braccia e produce un suono che ha anche del minaccioso.
Ma occorre procedere di caso in caso, perché – a nostro parere – potrebbe essere di qualche rilevanza il fatto che questi gesti siano o meno accompagnati da una idonea mimica facciale, una slinguata, uno sberleffo. Fatti che potrebbero costituire un’aggravante difficilmente confutabile. Sarebbe di qualche utilità, a questo punto, raccogliere i gesti più comuni al fine di evitare di incorrere nei rigori della legge.
I gesti omologabili al dito medio rivolto verso l’alto sono tali e tanti da fare ritenere pressoché impossibile comporre una casistica esaustiva, tuttavia con una ricerca puntuale ed una analisi delle ricorrenze si potrebbe sistemare la materia in modo da rendere più comprensibile la “pagella” dei gesti in e dei gesti out.
Ci viene in mente il caso di chi è abituato a toccarsi i genitali mentre conversa, ingenerando equivoci sulle sue intenzioni. Magari non si è affatto accorto di avere compiuto un gesto che potrebbe essere interpretato come un insulto. Lo sfioramento seppure superficiale dei genitali, dunque, va evitato nella maniera più assoluta.
Sulle boccacce e lo sberleffo non sapremmo darvi indicazioni di qualche utilità, riteniamo che sia il contesto a determinarne la pericolosità. Mostrare il sedere e fare la linguaccia, invece, sono da evitare al pari delle pernacchie, le quali potrebbero essere catalogati come gesti sonori. Se colpiscono una persona sensibile o particolarmente provata, causando una reazione vivace, verranno considerate alla stregua del dito medio e simili. Fare le corna? Fa rischiare con colpo di pistola, com'è capitato a Catania poco tempo fa. Ed è peggio che finire in galera.
Se avete voglia di sbertucciare qualcuno che vi sta antipatico o vi ha gravemente offeso, dileggiato, danneggiato è meglio punirlo in effige come si usava nei tribunali d’inquisizione al fine di appropriarsi della roba dell’eretico defunto o assente.
Certo sbeffeggiare una immagine non è come sbeffeggiare qualcuno in carne ed ossa, perché non si gode della sua reazione irritata, ma è meglio di niente, altrimenti si incorre nella 26171 e sono guai.