Bere l'acqua del rubinetto non solo e' sicuro ma anche economico perche' "costa fino a mille volte meno di quella in bottiglia". E non solo. L'acqua del rubinetto e' anche "molto meno inquinante". Sul fronte della sicurezza, a garantirne la qualita' sono infatti "migliaia di controlli che vengono eseguiti ogni anno su campioni di acqua per fare analisi su decine di parametri previsti dalla normativa". E' questo lo scenario sull'uso dell'acqua per il cittadino emerso dai dati diffusi, oggi a Roma, da Legambiente e Federutility, la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che operano nel settore idrico, secondo cui sono addirittura 250mila le analisi effettuate in un anno nella citta' di Roma, altrettante in Puglia e 350mila in Provincia di Milano, Pavia e Lodi.
Il numero di analisi, hanno spiegato Legambiente e Federutily, "dipende dal volume di acqua distribuito, dalla lunghezza e dalla complessita' dell'acquedotto ma sono sempre molto piu' numerosi dei 4 controlli di routine e del controllo annuale di verifica previsti ogni anno dalla normativa. Sono, solo per fare altri esempi, quasi 30mila in Emilia Romagna, 9.500 in Sardegna, 8.500 in Basilicata". "Non bere l'acqua di casa significa rinunciare ad una risorsa sana, perche' controllata con rigorose norme sanitarie, e molto economica, visto che un litro di acqua 'del Sindaco' puo' costare fino a mille volte meno di quella in bottiglia" ha affermato Sebastiano Venneri, vice presidente nazionale di Legambiente.
"E poi -ha aggiunto Venneri- l'acqua di rubinetto rispetta l'ambiente, non produce rifiuti plastici ed e' a 'chilometri zero', non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti Tir, evita il consumo di combustibili fossili, l'emissione di CO2 e di polveri
sottili". "I controlli sono fondamentali - ha detto Mauro D'Ascenzi, vice presidente di Federutility - e possono essere garantiti soltanto con una gestione professionale ed industriale del ciclo idrico integrato. Le piccole gestioni dirette comunali spesso non hanno laboratori, tecnologie e personale per effettuare migliaia di controlli come fanno le aziende. Il livello qualitativo dell'acqua italiana e' tra i piu' alti d'Europa nonostante le tariffe piu' basse e non e' questione di fortuna, ma di lavoro e di investimenti".
Secondo Legambiente e Federutility, sono i numeri dei controlli "che dimostrano quanto l'acqua di rubinetto delle nostre case sia molto piu' controllata di quelle in bottiglia. Per quest'ultime, infatti, le prescrizioni normative prevedono la realizzazione di una sola analisi all'anno da parte dei soggetti titolari della concessione, che viene inviata al Ministero della Salute insieme a una autocertificazione relativa al mantenimento delle caratteristiche delle acque". "Naturalmente, -hanno aggiunto- come per ogni settore anche per quello idrico capitano temporanei disservizi, sospensioni del servizio o uscita temporanea dai parametri qualitativi".
"Negli anni, pero', -hanno proseguito- e' cambiata l'importanza dei controlli e la costanza,che insieme alla ripetizione delle analisi da parte di piu' soggetti, dall'azienda alla Asl, consentono ormai di individuare i problemi in tempi brevi e di intervenire con provvedimenti d'urgenza, come le ordinanze del Sindaco in caso di parametri qualitativi fuori norma". "Le analisi -hanno continuato ancora- vengono eseguite in parallelo dagli enti di controllo (Asl e Agenzie regionali protezione ambiente) e dal gestore del servizio idrico, utilizzando anche sofisticate tecnologie di telecontrollo che permettono il monitoraggio in tempo reale di alcuni parametri fondamentali per la potabilita' dell'acqua". E ancora. Legambiente e Federutility hanno riferito infatti che "e' sempre piu' diffusa poi la pubblicazione dei risultati delle analisi sui siti internet delle aziende locali, mentre in alcuni casi si utilizzano le bollette dell'acqua, la pubblicazione sui giornali locali, o materiali divulgativi realizzati appositamente per informare i cittadini". Sicurezza ma anche rispetto dell'ambiente. "Solo un terzo delle bottiglie di plastica utilizzate per l'acqua minerale, infatti, -hanno affermato l'assoziazione ambientalista e la federazione delle aziende idriche- viene raccolto in modo differenziato e destinato al
riciclaggio, mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore". Ma non e' tutto.