Negli anni ’80 uscirono in commercio i compact disc, dei nuovi supporti su cui ascoltare la musica che costrinsero gli Lp e le musicassette a finire irrimediabilmente nel dimenticatoio. Adesso però i Cd e i Dvd rischiano di fare la stessa fine. Tutta colpa di internet. Continuano a crescere infatti i ricavi della musica digitale ovvero acquistata e scaricata da vari siti internet che propongono album o singoli dei vari artisti a prezzi più convenienti rispetto ai negozi di settore. Secondo la Federazione internazionale dell’industria discografica le vendite su internet hanno raggiunto un fatturato 4,2 miliardi di euro registrando un incremento del 12% negli ultimi 12 mesi. Ormai più di un quarto dei ricavi delle case discografiche proviene dai canali digitali.
In generale comunque il calo delle vendite della musica (si parla del 30% in meno in 5 anni) deriva probabilmente da due fattori: i prezzi troppo alti dei cd ma soprattutto la pirateria.
In Italia un cd musicale costa mediamente circa 20 euro, una cifra che non tutti sono disposti a spendere e che è molto più alta rispetto alla media di molti paesi dell’Unione europea. Inoltre il calo delle vendite è sicuramente attribuibile ai vari programmi di file sharing che permettono agli utenti di scaricare musica, film o qualsiasi prodotto in digitale senza spendere un soldo. Tutto questo, ovviamente in barba alle leggi sul copyright, provoca un irrimediabile danno economico alle multinazionali.
Abbiamo sentito a riguardo Enzo Mazza, Presidente di Fimi-Confindustria, federazione industria musicale italiana
Il mercato della musica sta cambiando. Crescono infatti i ricavi della musica digitale, ma nonostante questo non si riesce a colmare l'andamento negativo dei prodotti tradizionali (-30% dal 2004 ad oggi). Secondo Lei quali sono le cause?
Il fenomeno della musica digitale, ha avuto un grande impatto su tutti i mercati mondiali ma, anche a causa di fattori interni e strutturali, questi hanno risposto non in ugual modo. Vi sono Paesi come gli Stati Uniti dove il digitale ha superato il 50 % del mercato In Europa UK è il primo mercato di vendite online. In italia ad esempio vi sono anche motivazioni di carattere socio-cultiurali, scarsa penetrazione dei personal computer, diffusione a macchia di leopardo della barda larga, scarso valore del contenuto digitale da parte non solo del consumatore ma anche delle Istituzioni. La pirateria certamente rappresenta ancora un forte freno allo sviluppo di un mercato dotato di grandi potenzialità, come quello digitale. Ci auguriamo che presto vi siano anche una collaborazione attiva e concreta da parte degli ISP Provider perchè crediamo che solo attraverso un lavoro di squadra da parte di tutti gli attori coinvolti si possa permettere al fenomeno digitale di esplodere completamente.
Il costo dei cd musicali in Italia è tra i più alti in Europa. Come mai?
Mi permetto di dissentire, sopratttutto oggi c'è una gran diversificazione dei prezzi dei prodotti musicali e dal 2004 i prezzi sono costantemente in calo con offerte non solo promosse dalle case discografiche ma anche dalle catene distributive. Certo il confronto con il gratis è difficile farlo. Oggi c'è chi sostiene che un album online a 9,90 è ancora troppo caro. Ma allo stesso tempo abbiamo singole tracce a 99 centesimi, meno di un caffè. Questa è una grande alternativa. Fermo restando che vi ancora è un'imposizione fiscale ( iva) al 20% che incide fortemente sul prezzo finale e questo perchè il prodotto musicale è considerato bene di lusso, mentre un libro è considerato bene culturale ed ha un'IVA al 4%, oggi l'offerta e la promozione di cd e dvd musicali è molto ampia e soprattutto varia anche a seconda del luogo di acquisto. Il cd sta diventando sempre di più un oggetto con più contenuti, dove oltre al prodotto musicale il consumatore si ritrova magari anche il dvd con l'ultimo concerto del suo artista preferito, le foto del backstage, le interviste, insomma diventa sempre più un prodotto versatile e ricco.
Nonostante le leggi contro la violazione dei diritti d'autore il fenomeno del peer-to-peer illegale sembra inarrestabile. Come combattere la pirateria musicale?
E' fondamentale lavorare sull'aspetto educativo, far capire che per poter investire in nuovi talenti, per poter permettere ai giovani artisti di emergere, è necessario dare valore alla musica, il che significa rispettare le norme che tutelano il diritto d'autore. In Italia vi è un ottimo impianto legislativo, va solo fatto rispettare. Recentemente una decisione della Cassazione sul sito Pirate Bay ha offerto nuovi spunti nella lotta alla pirateria e questo darà sicuramente nuovo impulso al contrasto. Dall'altra parte anche la crescita dell'offerta digitale legale sta contribuendo a contenere la distribuzione di contenuti illeciti.
Quali le prospettive per il futuro?
Ci auguriamo che nel giro di un paio di anni il mercato della musica digitale riesca a raggiungere e compensare il mercato tradizionale, che ad oggi rimane comunque un mercato importante per l'industria del disco. Molti nuovi modelli di fruzione stanno portando sempre più musica ed in modo sempre più facile ai consumatori. Pensiamo allo streaming video e allo streaming audio che in alcuni Paesi ha ormai quasi raggiunto il download come fruizione.
Nella cosidetta era digitale mi sembra insensato continuare a spostare "atomi", cioè CD e DVD quando è molto più semplice, veloce, economico ed ecologico spostare "bits".
Il pezzo di plastica, imballato in un altro pezzo di plastica, poi ancora la carta ed altra plastica può convenintemente essere sostituito da un flusso di zeri ed uni, e se le majors sostengono che questo aumenta la pirateria, ebbene sono le stesse majors che producono i contenuti (vedi SONY) a produrre anche i supporti registrabili ed i masterizzatori; se questo non è abuso di posizione dominante ditemi cosa è.
Mario Arena